Il libro sui Servizi Segreti che agita le acque dell’Intelligence d’Oltralpe
13 Aprile 2010
Col nome d’arte e professione di Pierre Siramy, un signore traccagnotto in età da pensione, vaga somiglianza con l’attore nostrano Paolo Villaggio, ha messo su carta, nel libro " 25 ans dans le Services Secrets", personaggi, metodi operativi e misfatti del DGSE (La Direction générale de la sécurité extérieure), agenzia in cui ha lavorato per decenni.
L’opera prima sta facendo parecchio rumore dentro e fuori dalla Piscina (così viene denominata la sede dell’Intelligence d’Oltralpe), tra recensioni, smentite piccate, stroncature, interviste e silenzi rumorosi.
Siramy parte con una premessa che vorrebbe far da corollario al racconto: "La vicenda di Greenpeace ha fatto molto male ai Servizi. Siamo ancora perseguitati da quello scandalo". Il riferimento è all’affondamento della nave "Raimbow Warrior", nel 1985 ad Auckland, che costò le dimissioni al ministro della Difesa Charles Hernu.
Quell’Hernu, accusato di spionaggio in favore di Paesi in orbita sovietica, che fu sodale del Presidente della Repubblica François Mitterrand, un uomo che di segreti e dintorni s’intendeva parecchio.
Secondo l’improvvisato scrittore, dopo la rielezione di "le Florentin" all’Eliseo nel 1988, al DGSE arrivò un compito urgente: preparare un fitto dossier sul primo ministro designato Michel Rocard, all’epoca assai chiacchierato per il suo passato nella sinistra radicale.
Nel sussegguirsi delle pagine, entrano in scena quasi tutti i protagonisti dei misteri francesi del dopoguerra: da Roland Dumas , con l’affaire delle fregate vendute a Taiwan, al generale Rondot, al centro, tra l’altro, oltre che della cattura del famigerato terrorista internazionale Carlos, del recente caso Clearstream ( che ha determinato, per eterogenesi dei fini, la parziale resurrezione politica di Dominique de Villepin).
Alla fine del 2001, Siramy viene contattato per un’altra spinosa vicenda. Il generale Champtiaux, in quel tempo numero due dello spionaggio, gli chiede cosa sa di una banca giapponese, la Tokyo Sowa Bank, dove Jacques Chirac, secondo voci in circolo, avrebbe depositato un tesoro nascosto pari a quarantacinque milioni di euro.
A indagare su queste notizie, si cimenta Gilbert Flam, marito d’ una donna che è oggi stretta collaboratrice del sindaco della capitale Delanoe.
Interessante, a margine delle storie più intricate, il racconto della routine quotidiana negli uffici degli 007 parigini, dai contatti con le varie fazioni di guerriglieri, al monitoraggio costante della " zona di caccia prediletta", l’Africa.
Se qualcuno pensava che ricatti, intercettazioni, commistioni tra poteri, dossier artefatti, veri e verosimili, fossero specialità soprattuto italiana, dopo la lettura, pur sceverata da intuibili elementi romanzati, del libro di Siramy dovrà cambiare idea.
In Francia, le guerre sotterranee di potere non hanno mai cessato d’essere combattute. Con ogni mezzo.
Facile prevedere che altri colpi di scena possano esplodere nell’imminenza delle prossime presidenziali.
