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Il mistero delle forze russe a Tartus aumenta l’incertezza sulla crisi siriana

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Mentre il leader del gruppo liberaldemocratico al Parlamento europeo Guy Vehrofstadt denuncia che forze speciali russe hanno scaricato armi per il regime siriano nel porto di Tartus, la BBC, grazie a precise indiscrezioni raccolte dai suoi inviati nei dintorni della Piazza Rossa, fornisce dettagli sulle mosse di Mosca: anche un gruppo di militari appartenenti alle forze speciali agli ordini del "comandante in capo" Vladimir Putin avrebbe raggiunto la località della Siria a bordo della petroliera Iman.

Ambienti vicini al Cremlino hanno minimizzato nelle scorse ore la rivelazione della tv britannica, affermando che la nave, facente parte della flotta del Mar Nero, ha compiti logistici - potrebbe per esempio evacuare cittadini russi dal territorio del Paese arabo insanguinato dalla guerra in corso - e funzioni antipirateria. Naturalmente, gli stretti collaboratori di Bashar al-Assad si sono affrettati a loro volta a negare ogni sostegno, ma l' allarme sul movimentismo moscovita in zona resta alto. E Washington, sempre più assorbita dalle elezioni presidenziali incipienti, teme che la situazione possa persino peggiorare. Come se migliaia di morti non bastassero.

Ad acuire la tensione, lo scoop di fonti d' intelligence israeliane, secondo cui il despota di Damasco, nell' incontro del dieci marzo scorso con l' inviato per le trattative di pace Kofi Annan, non si sarebbe astenuto da pesanti minacce contro ogni Stato intenzionato ad agire in difesa dei ribelli.

Assad, stando alla versione di Gerusalemme, ha quindi messo nel mirino le "ingerenze" di Gran Bretagna, Francia, Italia, Norvegia, Olanda,  le manovre nel Mediterraneo orientale e, soprattutto, una presunta strategia mirante a "recintare" talune città siriane, rendendole inaccessibili ai soldati fedeli al potere alawita.

Sembra che la scoperta di quest'ultimo piano abbia mandato su tutte le furie il Rais, già teso per le continue fuoruscite di documenti compromettenti, foto di donnine discinte incluse.

Nelle ultime ore, a questo proposito, si è appreso che un disertore ha trafugato, e successivamente mostrato ai media d'un attivissima Londra, documenti che dimostrano come il maldestro erede del patriarca Hafez abbia giocato un ruolo primario nelle repressioni in corso d'opera.

Nulla di sorprendente, ma un altro passo verso un possibile prossimo crollo del governo dalle mani insanguinate.

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