Il Mossad a Londra è ancora senza capo
11 Maggio 2010
L’affaire dell’uccisione a Dubai di Mahmoud al-Mabhouh, operativo di Hamas in fuga nell’Emirato, sembra non chiudersi mai e lascia strascichi tra due Intelligence tradizionalmente piuttosto affiatate, oltre che tra le piu’ efficienti al mondo, il Mossad e l’MI6.
Ricordiamo l’espulsione, a fine marzo, del responsabile del temuto spionaggio esterno israeliano, in seguito all’esplosione della vicenda " passaporti clonati". Il titolare degli esteri, David Miliband, in quell’occasione, suscitando le ire della controparte ( preoccupata che altri Paesi potessero seguire la stessa linea), dichiarò in Parlamento che esistevano ragioni convincenti per affermare l’opportunità della scelta.
La scorsa settimana, il governo della Gran Bretagna ha negato ad Israele la possibilità d’insediare un nuovo capo dell’agenzia spionistica negli uffici londinesi, a causa del rifiuto dell’esecutivo guidato da Bibi Netanyahu, altro personaggio avvezzo al mondo delle forze speciali e degli 007, di promettere per iscritto di non usare mai più passaporti del Regno Unito per condurre operazioni clandestine, come avvenuto nella missione Dubai, appunto.
Una richiesta netta quanto inusuale, che lo Stato ebraico ha rigettato con decisione.
Per ragioni operative, onde non limitare la libertà d’ azione, generalmente alta, dei suoi agenti, e allo scopo di non creare un precedente, in potenza dannoso, per le molteplici attività in tutto il globo.
Secondo Meir Dagan, leader del Mossad, e i suoi referenti politici, accettare quella condizioni avrebbe voluto dire inoltre dichiararsi automaticamente colpevoli dell’esecuzione di al- Mabhouh, fatto finora pervicacemente negato, per ragioni intuibili, dalle massime autorità di Gerusalemme.
Diplomazie e pontieri sono al lavoro per rimarginare le ferite e riprendere il consueto scambio di collaborazione.
Molto dipenderà anche dai nuovi assetti della politica britannica. I Lib-Dem di Clegg, tra l’altro, hanno annunciato in campagna elettorale di voler spulciare gli archivi di MI5 e MI6, creando qualche allarme nelle rispettive sedi.
Un nuovo governo, privo della guida laburista, potrebbe portare un cambio della guardia anche nei servizi segreti.
Netanyahu e Dagan, con buona probabilità, non si straccerebbero vesti ed uniformi.
