Il Papa ha più di ottant’anni ma parla coi giovani di facebook e di valori

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Il Papa ha più di ottant’anni ma parla coi giovani di facebook e di valori

24 Gennaio 2011

E’ un Papa "digitale" quello che si è espresso oggi col suo messaggio in occasione della 45esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, che verrà celebrata il prossimo 5 giugno.

Intervenuto sul tema Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale, Papa Ratzinger ha definito Internet, e in particolare siti come Facebook e Twitter, un’"opportunità di condivisione", quindi di "dialogo, scambio, solidarietà e creazione di relazioni positive". Il web come dato di fatto è risorsa per il futuro. Occorre però "evitarne i pericoli", quali "il rifugiarsi in una sorta di mondo parallelo, o l’eccessiva esposizione al mondo virtuale".

Nella ricerca di un sempre maggior numero di "amici", bisogna sempre essere "fedeli a se stessi" e mai cedere a "illusioni" come la creazione di una falsa identità attraverso il proprio "profilo". Il pericolo, infatti, è quello di dimenticare la vita reale, quella che scorre al di fuori di una connessione.

"Il contatto virtuale non può e non deve sostituire il contatto umano diretto con le persone a tutti i livelli della nostra vita", ha ricordato il Santo Padre, che ha poi parlato di "stile cristiano" e di una presenza nel mondo digitale, che deve concretizzarsi in una forma di "comunicazione onesta ed aperta, responsabile e rispettosa dell’altro".

Se il diffondersi della comunicazione ‘virtuale’ costituisce un’opportunità importante per stabilire nuove relazioni umane e nuove forme di dialogo soprattutto fra i giovani, esiste anche "uno stile cristiano di presenza nel mondo digitale", in questo senso il messaggio del Vangelo può essere veicolato attraverso Internet ma la "verità" non può essere "annacquata" per renderla magari più "popolare".

"L’impegno per una testimonianza al Vangelo nell’era digitale – afferma il Pontefice – richiede a tutti di essere particolarmente attenti agli aspetti di questo messaggio che possono sfidare alcune delle logiche tipiche del web". Anzitutto – dice ancora il Papa – dobbiamo essere consapevoli che la verità che cerchiamo di condividere non trae il suo valore dalla sua ‘popolarità’ o dalla quantità di attenzione che riceve. Dobbiamo farla conoscere nella sua integrità, piuttosto che cercare di renderla accettabile, magari ‘annacquandola".

"Deve diventare alimento quotidiano – spiega Benedetto XVI – e non attrazione di un momento. La verità del Vangelo non è qualcosa che possa essere oggetto di consumo, o di fruizione superficiale, ma è un dono che chiede una libera risposta". "Essa – rileva il Pontefice – pur proclamata nello spazio virtuale della rete, esige sempre di incarnarsi nel mondo reale e in rapporto ai volti concreti dei fratelli e delle sorelle con cui condividiamo la vita quotidiana. Per questo rimangono sempre fondamentali le relazioni umane dirette nella trasmissione della fede".

In barba a quanti vedono nella Chiesa un’istituzione poco vicina al sentire delle giovani generazioni, queste affermazioni di Papa Benedetto aprono una finestra sulla realtà dei ragazzi.