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En plein in Sicilia

Il PdL conquista Messina e le roccaforti rosse di Enna e Caltanisetta

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“Buon appetito a tutti”, accompagnata da una fetta di salame, è questa la frase ritrovata su una scheda elettorale in un seggio di Catania. La notizia più originale che fa da contrappeso alla non notizia della grande, ennesima, affermazione del centrodestra in Sicilia e che bilancia i volti neri e stanchi dei tanti che, in un’atmosfera tra l’irreale e il grottesco, aspettano i dati definitivi dello spoglio a Messina: a quasi 48 ore dalla chiusura dei seggi, risultano pervenute al centro di calcolo dell’ufficio elettorale del Comune 232 sezioni su 254 per il sindaco, e appena 59 per quanto riguarda i voti di lista e dei singoli candidati.

Solo stamattina il candidato del Pd Francantonio Genovese ha ammesso la sconfitta, quando era chiaro che nella città dello Stretto Giuseppe Buzzanca, del centrodestra, aveva raggiunto il 50 per cento ( precisamente 51,06 ), mentre Genovese si fermava solamente al 38,31 con il candidato della lista civica, Fabio D’Amore, che rosicchia un prestigioso 8,58 per cento. 

Per questa tornata di amministrative sono andati al voto147 comuni, 40 dei quali con oltre 10 mila abitanti, 26 di questi vanno al ballottaggio del 29 e 30 giugno. Solo a Taormina vince una lista civica e il nuovo primo cittadino è Mauro Passalacqua. Clamoroso anche a Enna e Caltanissetta, dove il centrodestra riesce ad affermarsi nelle due uniche storiche roccaforti rosse dell’isola. 

Affermazione invece al primo turno, oltre che a Messina, negli altri due capoluoghi. A Catania scontro avvincente e vittoria per Raffaele Stancanelli (54 per cento) con un’ottima personale affermazione di Nello Musumeci che da solo ne La Destra raccoglie il 25 per cento. Niente da fare nemmeno qui per i democratici di Veltroni, infatti, Giovanni Burtone rimane fermo al palo con un modesto 18 per cento. 

Anche Siracusa va al centrodestra: il nuovo sindaco è Roberto Visentin. Alla Provincia di Palermo facile per l’Udc con Giovanni Avanti, mentre nel capoluogo si consuma il record negativo per il Pd con appena il 16 per cento. Corsa facile anche a Messina dove l’ex viceministro “Nanni” Ricevuto, quasi il 68 per cento dei consensi, vince su Paolo Siracusano che raggiunge faticosamente il 30 per cento. Castiglione si impone alla Provincia di Catania con il 78 per cento, D’Orsi vince ad Agrigento, Federico a Caltanissetta, Monaco a Enna, Bono a Siracusa (67,88 per cento dei consensi), Turano a Trapani (vince con il 65,79 per cento). Otto a zero dunque alla fine il risultato favorevole che incassa il centrodestra in Sicilia. Tra i partiti va benissimo il PdL, che registra un avanzamento al 32,45 per cento - analisi dei dati di Palermo - rispetto alle passate elezioni dove, ancora divisi in Forza Italia e An, i due partiti avevano il 31,92 per cento. Bene l’Mpa di Raffaele Lombardo che diventa addirittura primo partito ad Agrigento. Gongola Totò Cuffaro, il “suo” Udc è al 20 per cento sull’isola: “I dati - analizza l’ex governatore – confermano che il nostro partito in Sicilia rappresenta una forza determinante”. Felice Francesco Storace, leader de La Destra, che porta a casa alcuni consiglieri comunali e provinciali oltre al successo di Musumeci. Tutt’altro umore si respira nell’ambiente del Pd, dove rischia grosso Genovese, coordinare regionale, che inanella il terzo pesante insuccesso dopo le politiche e le regionali, mentre l’onorevole Giovanni Burtone in due parole fa la sintesi più efficace: “Che batosta”. 

Da registrare un netto calo dell’affluenza alle urne nelle 8 province al voto. Il dato complessivo è del 55,54 per cento contro il 64,46 per cento delle precedenti consultazioni (-8,92 per cento). Record negativo a Palermo dove ha votato solo il 41,17 per cento degli aventi diritto a fronte del 60,95 delle elezioni precedenti, con un calo del 19,78 per cento.

Una curiosità per chiudere: non ce l’ha fatta al primo turno Vittorio Sgarbi a diventare sindaco di Salemi (Trapani). L’ex assessore alla cultura del Comune di Milano dovrà vedersela al ballottaggio con l’esponente del Pd Alberto Scuderi.

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