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L'uovo di giornata

Il popolo ha fame? Dategli i monopattini

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Come capita spesso, l’interpretazione più calzante del clickday” l’ha dettata Osho con la vignetta “Via quei lacrimoni”: un ristoratore palesemente affranto, seduto sul marciapiede davanti al suo locale, viene confortato da un collega-amico che gli passa un braccio sulle spalle dicendo “Daje che mò ariva er monopattino”: una battuta che sintetizza anche tutto il resto, quello che ci rimugina in mente e ci stupisce, o ci indigna, o ci fa incavolare.

A un paese intero preso nelle ganasce del terrore per la malattia (frastornato dalle cifre sui contagi, sui positivi, sugli ospedali e sulle terapie intensive, i temi di cui nelle famiglie si discute fin dal mattino) da una parte e della paralisi economico-sociale dall’altra, alla vigilia di chiusure che si annunciano sempre più severe viene offerto il diversivo di una colossale riffa per accaparrarsi l’ennesimo bonus.

Niente cinema e teatro, al più presto – pare – neanche musei e mostre, le feste ci mancherebbe, la cena al ristorante peccato mortale, pranzo di famiglia fortemente sconsigliato, dunque che fare? Questo genere di trovate mica per caso prelude al tempo nuovo della vita tutta a distanza, doveri, lavori e piaceri? Possibile, intanto già stamattina le file enormi sulla piattaforma erano ingestibili e lo sono rimaste tutto il giorno. Se uno fosse anche moderatamente complottista potrebbe concludere che veramente è in atto un progetto di trasformazione della società in un mix di Fattoria degli animali e di 1984 de noantri, senza farsi mancare nessun particolare dell’universo orwelliano: ci sono anche i 10 minuti di odio quotidiano per il nemico di turno, il “negazionista” che solleva qualche dubbio, a cui si magari si augura gentilmente di schiattare in terapia intensiva, il medico che non ripete a pappagallo la narrazione mainstream dell’epidemia, il politico che tenta di fare un ragionamento sull’opportunità di certe misure piuttosto che di altre.

E non è che il pensiero sarebbe proprio del tutto temerario, diciamocelo, basta conoscere un po’ le radici degli alberi…

Sennonché poi, accanto ai numeri impressionanti degli aspiranti al bonus, vedi il flop e la confusione dell’intera giornata. E devi constatare che, oltre a pregiudicare gravemente il panem, questi non sono capaci nemmeno di organizzare circenses decenti. Per fortuna.

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