Home News Il popolo vuole Bertolaso ma i capi popolo di sinistra lo vogliono cacciare

partita doppia

Il popolo vuole Bertolaso ma i capi popolo di sinistra lo vogliono cacciare

10
12

Ora è chiaro che lo scorporo della società per azioni dal decreto sulla protezione civile era solo un pretesto, per iniziare una campagna martellante di origine giudiziaria contro Bertolaso e il Servizio della protezione civile basata sulla presunta loro corruzione.

Ciò per colpire questo servizio pubblico essenziale che onora l’Italia nel mondo e che ora si vuole infangare, perché, come ha detto Silvio Berlusconi, non si riesce a tollerare che in Italia si faccia qualcosa di buono, se lo fa il centro destra. E anche per gettare una grande nebbia sulla corruzione degli amministratori delle giunte comunali di  sinistra  di grandi città, alla vigilia delle elezioni regionali. Confondere le carte in tavola è una vecchia tattica dei comunisti.

Quella contro la Protezione civile di Bertolaso è una campagna che la sinistra svolge in modo quasi suicida. Infatti l’opinione pubblica è  frastornata dalle intercettazioni telefoniche che vengono diffuse dai media allo scopo di dimostrare questa corruzione  ma ci capisce poco. Nel frattempo le montagne e le colline stanno smottando sotto la pioggia torrenziale. E, un po’ dovunque, si invoca l’aiuto della Protezione civile e di Bertolaso, confidando nella loro  proverbiale efficienza e celerità.

Uno scenario grottesco, in cui da un lato ci sono i vari Di Pietro che vorrebbero cacciare Bertolaso, con a fianco Bersani che  non sa che cosa dire  e aggrotta le ciglia, dall’altro lato ci sono le popolazioni dei luoghi alluvionati e franati che invocano l’intervento di Bertolaso, con la fiducia e il fervore con cui si invoca Sant’Antonio.

Il popolo vuole Bertolaso, i capi popolo della sinistra lo vogliono mandare via.

E su tutto svetta un articolo su Repubblica in forma di lettera di Eugenio Scalfari,  in cui il giornalista-filosofo, principe dei giornalisti di sinistra ammonisce Bertolaso per il fango che ha nelle scarpe, a causa delle sue frequentazioni. Certo, Guido Bertolaso ha le scarpe infangate. Gli è accaduto a San Fratello, in Sicilia, ove è franata una parte della montagna, su cui è insediata l’antica e nobile cittadina in cui nel 1922 si era verificata un’altra grande frana, che aveva divorato quasi metà della città d’ allora. Ed altro fango, si è appiccicato alle scarpe di Bertolaso quando, subito dopo essersi accomiatato dal governatore Lombardo incontrato a San Fratello, è giunto a Maierato, nella zona di Vibo Valentia. Un paese colpito da un’altra frana che ha inghiottito strade e case. Era da cinque giorni che i 2.300 sfollati attendevano la visita del capo della Protezione civile. La frana di Maierato sembra avere interrotto il suo movimento. E "San Bertolaso", dopo le analisi tranquillizzanti, organizza gli “interventi urgenti”. Già, perché in questi casi occorre agire con urgenza. Lo hanno scritto a quelli che hanno lamentato il suo ritardo di cinque giorni, nell’arrivare a Maierato. Ma lui non è Sant’Antonio, che poteva essere contemporaneamente in due luoghi. Né può inviare, a sostituirlo, il suo vice Balducci, che è in carcere, con l’accusa di corruzione.

In  relazione al rischio di corruzione che era emerso si era affermato che non bisogna adottare procedure più snelle delle attuali per accelerare gli interventi della Protezione civile. L’emergenza, hanno detto,  non può giustificare la carenza di garanzie. Si è anche insinuato che le nuove norme sulla protezione civile, che sono state cassate in parlamento dopo la notizie degli avvisi di possibile reato a dirigenti e imprenditori, erano state predisposte da Guido Bertolaso allo scopo di sfuggire meglio ai controlli. Ora invece ci si duole se lui arriva “cinque giorni dopo lo smottamento ”.

Ora, inoltre, ci si lamenta  che nella città dell’Aquila ci siano moltissimi metri cubi di macerie non ancora rimosse a causa delle rigide procedure. Per protestare, alcuni anziani hanno messo su una rete metallica le chiavi delle case dell’Aquila (in cui i non possono rientrare per ragioni di sicurezza). Protestano  contro le procedure lente.

Guido Bertolaso deve essersi preso un brutto freddo, andando a San Fratello che è in cima a una collina di 640 metri, nei monti Nebrodi. E dell’altro brutto freddo deve essersi preso a Manierato. E’ solo 250 metri sul livello del mare, pochissimo per la Calabria, ma è impregnato di umido, perché si trova fra un lago e un fiume. Tuttavia, se il freddo e l’umido gli danno fastidio alla schiena o alla nuca, segua il mio consiglio di non recarsi da una massaggiatrice e neppure da un massaggiatore. Si potrebbe insinuare che il capo della Protezione civile si fa fare massaggi erotici. E questo, dato il suo ruolo, a quanto sembra, è diventato un quasi reato. E ciò anche se paga di tasca sua i massaggi, in quanto i capi, quando la gente soffre, devono essere puri come gigli. Mentre la sinistra suicida se la prende con Bertolaso, che ha le scarpe infangate, non dagli intrighi ma dalle frane, il Tribunale di Roma accusa quello di Firenze di non avergli comunicato che stava svolgendo indagini sul caso in questione e lo rimprovera di averle danneggiate, con condotte che hanno impedito di raccogliere ulteriori eventuali prove.

In effetti in queste indagini giudiziarie, è comparso un imputato insolito, cioè Achille Toro  Procuratore aggiunto della Repubblica del tribunale di Roma, sino a qualche giorno fa responsabile delle indagini sulle corruzioni riguardanti i lavori per i grandi eventi affidati alla Protezione civile. Le accuse a Toro non sono provate. Ed egli, che si è dimesso dalla magistratura, si difenderà come è giusto che sia. Frattanto, per altro, bisogna prendere nota che Toro aveva un ruolo di primo piano nell’organizzazione sindacale dei magistrati, come capo di Unicost, la corrente maggioritaria della magistratura. Egli, per altro, si era dimesso da tale incarico quando nel 2006, in relazione all’inchiesta sulla scalata ad Antonveneta, di cui si stava occupando, aveva informato il giudice Francesco Castellano, amico del numero uno di Unipol Giovanni Consorte, che il Banco di Bilbao aveva presentato un esposto contro Unipol e che Consorte era stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma. La vicenda, deferita al Tribunale di Firenze, era poi stata archiviata.

La sua carriera, nonostante tale incidente di percorso, non aveva subito un danno apprezzabile dato che egli, poco dopo, era stato messo in aspettativa dal Consiglio superiore della magistratura per diventare capo di gabinetto del Ministro dei trasporti Alessandro Bianchi nell’ultimo governo Prodi.

Non mi è chiaro, a questo punto, perché Pier Ferdinando Casini affermi che sarebbe un grosso guaio se si perdesse fiducia nella magistratura. E non mi è chiaro perché sostenga che commette un grave errore chi esprime dubbi sulla indipendenza dei magistrati. La mancanza di fiducia nella magistratura, per altro, è un dato di fatto. E’ una delle ragioni per cui l’Italia ha solo il 48 esimo posto su 130 stati considerati, nella graduatoria degli indici competitività, per il 2009-2010. redatta dal World Economic Forum di Ginevra. Nel Rapporto si legge che la percezione della mancanza di indipendenza dell’ordine giudiziario accresce i costi degli affari in Italia e mina la fiducia degli investitori. Dato ciò, per lo specifico argomento in questione, l’Italia ha il 97 posto sui 130 stati oggetto del Rapporto.

Ma è l’atteggiamento (spesso ipocrita) di venerazione con cui si accolgono i comportamenti dei magistrati che genera in alcuni di loro un senso di impunità che porta a commettere “atti di debolezza”. Si è sostenuto che le debolezze in cui sarebbe incorso Angelo Balducci, vice di Bertolaso, siano derivate da un eccessivo senso di impunità.

Concludo argomentando che ai fini di una azione efficace contro la corruzione nelle pubbliche amministrazioni occorre che cessi l’abitudine di lasciare che ogni procura della Repubblica agisca da sé. Occorre, in questo settore come nell’anti mafia, un magistrato che coordini le indagini a livello nazionale e che le porti avanti con serena prudenza. Ciò  per far risalire l’indice di fiducia da quota 97 in cui si trova.

Frattanto, Guido Bertolaso, che stanco di fare il San Sebastiano avrebbe potuto dimettersi, continua a correre da una frana all’altra, per portare il soccorso della  sua protezione Civile. Lo seguita a fare con l’efficacia che  ha trovato da quando Berlusconi si è reinsediato a Palazzo Chigi. Se ci fosse una graduatoria internazionale anche per questi settore, l’ apparato che lui guida sarebbe ai primi posti. Ed è proprio questo che dà fastidio.

 

  •  
  •  

10 COMMENTS

  1. Amarezza
    L’Occidentale ci ha abituati a uno stile pungente ma sempre ironico. Questo articolo di Francesco Forte, un autore altrimenti sereno e distaccato, quasi accademico, rappresenta una significativa eccezione: esso trasuda amarezza e un senso di fatalità. Credo che questo pezzo fotografi bene il sentimento di molti italiani, specie di destra, che dopo un avvio di legislatura scintillante (le cui punte di diamante furono proprio le “imprese” di Napoli e dell’Aquila che videro protagonista la PC di Guido Bertolaso) vedono l’opera di questo governo impantanata nella vecchia, e sempre nuova, necessità di difendersi da attacchi giudiziari ogni volta più infamanti e apparentemente infondati. In qualche modo, la sensazione diffusa è che “Bertolaso non ce lo dovevano toccare”, perché non è nemmeno un politico, e sono in molti a dovergli gratitudine, e nell’attesa che (come per le chiacchiere dei pentiti di mafia o delle squillo) la storia si sgonfi da sé, rivelando tutta l’inconsistenza delle accuse e la scorrettezza dei magistrati, prevale un senso d’impotenza e di rassegnazione.

  2. L’Occidentale ora è
    L’Occidentale ora è populista…questa sì che è una notizia! Spero che alcuni di voi abbiano letto i contenuti delle intercettazioni, questi brindavano al terremoto con ancora i morti sotto le macerie, questi pensavano al denaro quando la gente gridava AIUTO da tre metri sotto le macerie! E poi vorreste levare le intercettazioni? No, mi spiace, la gente deve sapere che schifo di governanti e che persone degradate e disgustose occupano i posti di rilievo delle istituzioni politico-economiche. Il canco dell’umanità è l’asservimento al denaro e al potere che dimostra chiunque sia arrivato ad una posizione di potere!

  3. Amarezza 2
    Gli articoli di Forte li leggo pure io e qualche volte li commento pure (anche se non sempre e non subito i commenti vengono pubblicati…) ma sono obiettivamente tutt’altro che “sereni e distaccati” ma tutti assolutamente di parte. Anche quest’articolo non fa eccezione ed è tutto finalizzato a parlare male della sinistra “suicida”, dei soliti “comunisti” che non fanno altro che “confondere le carte in tavola”, non ne parliamo dei magistrati che sono ormai la feccia delle istituzioni italiane: una sorta di compagnia delle marionette nelle mani dei politici di sinistra che li manovrano come vogliono (ma davvero tipi come Bersani e Di Pietro hanno tutto sto potere? Mah…). D’altro canto c’è la beatificazione di “San Bertolaso” l’uomo del fare berlusconiano e che per questo deve essere necessariamente senza macchia (a parte le scarpe infangate) e senza paura e poi il solito “popolo” (che tra un po’ si stuferà di essere tale e reclamerà i propri diritti di cittadinanza responsabile) evocato anche da questo ex-socialista (molto ex) ormai pienamente intriso della becera retorica di questo nostrano centrodestra. A me (che ci crediate o meno) interessa poco sia della sinistra “suicida” sia della destra “del fare”; queste polemiche interessano solo a chi, per mestiere, ha degli interessi di parte. Io, come tantissimi altri cittadini, vorrei solo cercare di sapere e capire davvero come funzionano le cose nel nostro paese. Mi piacerebbe, per esempio, capire, se è veramente il migliore possibile questo modello di protezione civile che, mi sembra, faccia pochissima prevenzione (delle frane, delle inondazioni, dei danni da terremoti nelle zone altamente sismiche) e molti interventi nelle “emergenze”, tra l’altro anche in quelle non derivanti da disastri naturali, ma quelli derivanti da eventi come i mondiali di nuoto o similia che non mi sembrano proprio dei compiti da protezione civile. Poi mi piacerebbe sapere, al di là delle difese d’ufficio o delle santificazione di parte, se qualche parvenu dell’imprenditoria italiana ci abbia marciato o meno su questo sistema tuttofare ed efficientista della protezione civile a danno dell’erario pubblico. Ma anche, perché no, se è regolare che un “servitore dello Stato” per farsi fare un messaggio lo chieda ad imprenditori che dai suoi uffici hanno ricevuto appalti e questo massaggio lo riceve attraverso modalità più da spy story che da normale fruitore di un servizio sanitario. Il “popolo” forse vorrà anche Bertolaso (ma forse chiede semplicemente un efficiente, onesto e trasparente servizio di protezione civile) ma i cittadini responsabili e che se ne fregano delle polemiche di parte voglio delle risposte anche su questo ed hanno tutto il diritto di averle.

  4. al solito il classico
    al solito il classico giornalista venduto e pronto a fare una buona carriera leccando il il padrone nano

  5. Bertolaso
    Algonautic, il tuo pacato commento merita alcune considerazioni, io partirei da un fatto totalmente apolitico: non importa il colore del gatto, importa che prenda i topi.
    A me interessa non tanto che le regole siano garantiste della trasparenza, ma che ci siano persone in grado di gestire le emergenze e assicurare i risultati in breve tempo.
    Le regole garantiste ci hanno dato i terremotati del Belice in container per decenni e non sono i soli.
    Bertolaso ha fatto probabilmente con costi inferiori a quelli che si sarebbero sostenuti con gestioni e regole diverse, allora facciamo un ragionamento pragmatico: cosa è meglio?
    Io sono convinto della assoluta onestà di Bertolaso, e sono altrettanto sicuro che, comunque, qualcuno sarà riuscito a trarre un vantaggio dalla ricostruzione, ma è importante? l’importante è che ci sia stata la ricostruzione in tempi brevi con costi comunque accettabili.

    In latre parole e non mi riferisco al caso specifico, se i poltici rubano, ma fanno funzionare l’economia, dànno sicurezza sociale, fanno progredire la nazione della loro onestà non mi interessa, lucrini pure: come diceva Croce il sarto deve farmi un buon vestito, non essere onesto.

  6. ..IL POPOLO VOLEVA ANCHE
    ..IL POPOLO VOLEVA ANCHE HITLER E MUSSOLINI..SE BERTOLASO E’ SPORCO DEVE ANDARSENE..LA PROTEZIONE CIVILE NON E’ LUI MA TUTTI QUELLI CHE EFFETTIAVAMNETE LAVORANO PER LA PROTEZIONE CIVILE COMPRESI TUTTI I VOLONTARI CHE CI CREDONO E LUI L’HA SPORCATA..

  7. Idee e bella politica: fermare Silvio in tutti i modi
    Visto dalla parte di un cittadino che ha votato per Berlusconi, perdura la strategia di fare terra bruciata comunque intorno al presidente del Consiglio (chi lavora con lui deve sentirsi nel mirino). Anche perché buona parte dell’opinione pubblica (non schierata e – occhio! – perfino schierata contro) sente che il governo fa: bisogna fermare con ogni mezzo Berlusconi & C., perché questo qui realizza troppo! Non deve riuscire a fare nulla; soprattutto niente soccorsi niente TAV niente ponti – tutta roba questa che malauguratamente la vedono tutti – e tantomeno quindi riforme che possano toccare e intaccare confortanti consuetudini ed equilibri, insomma quel certo bell’andazzo. Va da sé che, visto dalla parte antigovernativa, si tratta di liquidare il male corruttore e manipolatore, che – affondando l’Italia e riducendola a zimbello e sentina del mondo – si è messo di traverso fra l’operosa e antropologicamente superiore classe politica degli ideali e dei valori (erede orgogliosa del passato; magari solo un po’ passatista) e il potere – da spartirsi in sapiente e affettuosa concertazione – che le spetta per celeste tradizione. Finché strategie e priorità di tanta classe politica saranno queste, si dovrà convivere. Ma intanto Bertolaso impari che si deve stare dalla parte giusta, come fanno altri che non si nominano, innominabili, la cui immagine non è certo mascariata da un magistrale e florido dispiego di mezzi di discredito.

  8. Amarezza 2 e 1/2
    Caro Algonautic, forse ho capito perché non le pubblicano i commenti. Il Prof. Forte si difenderà da solo se ne ha voglia e tempo. Io le dico che ancora una volta c’è gente in galera senza che alcuna accusa sia stata dimostrata contro di loro, che le inchieste giudiziarie i cui riservatissimi documenti arrivano ai giornali prima che agli interessati sono ridicole, che mi viene sempre più difficile credere che il coinvolgimento di Guido Bertolaso in questa indagine non c’entri nulla con l’intenzione di Silvio Berlusconi di nominarlo ministro, che stimo la libertà più di quattro spiccioli e infine che Bersani e Di Pietro non controllano i magistrati ma ne sono controllati. Buona serata!

  9. Temo che sia opportuno fare dei distinguo!
    Nei regimi autoritari può essere vero che la popolazione ami chi realizza delle opere, e basta.
    Ma in nessun paese Democratico, nemmeno nell’Italia della DC e di CRAXI, la gente ha amato chi ha realizzato delle opere senza essere stato capace di scegliere i collaboratori, sia per la loro efficienza, sia per l’efficacia della loro azione, sia soprattutto per l’onestà!
    Non è vero che la gente nei mercati o sulla metropolitana continui a pensare che Bertolaso sia l’uomo giusto al posto gusto.
    La gente pensa che è bravo che forse è onesto ma non è stato capace di scegliere i propri collaboratori: e la gente sa che per un capo è tutto.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here