Il sociologo su telefonate Papa, “astuzia teologica”. No, spontaneità
27 Agosto 2013
di Redazione
Un importante sociologo italiano, Franco Ferrarotti, prova a interpretare quelle telefonate "impreviste, improvvise e dirette del Papa alla gente comune". Come la chiamata alla donna argentina stuprata da un poliziotto. Secondo Ferrarotti, quelle telefonate "sono la prosecuzione logica dell’impostazione ‘politica’ di questo pontificato". "Ho la forte impressione che le telefonate del Papa altro non siano che la prosecuzione di un’opera di de-burocratizzazione del papato e della stessa immagine della Chiesa," dice Ferrarotti, "Francesco si riconosce come un uomo in tutto simile alla gente comune e si comporta con grande coerenza in questo senso, sfidando anche i relativi pericoli", che giudica la strategia del papato una "astuzia teologica". "L’ortodossia non viene mai invocata, ma rovesciata dall’interno attraverso una nuova forma di comunicazione diretta e di semplicità del linguaggio, di cui sono testimonianza anche queste telefonate ‘a sorpresa’ del Papa. Un atteggiamento, direi una scelta niente affatto improvvisata, ma ben ponderata, al di là del reale desiderio di ‘consolazione degli afflitti’ che Francesco cristianamente opera, che con la sua estrema semplicità sta spiazzando un po’ tutti". Ora va bene che i sociologi facciano il loro lavoro e se ad interpretare le telefonate del papa è un decano della categoria, che non sembra certo polemico con la Chiesa, meglio ancora. Certo non ci voleva poi così tanto per capire che il Papa ha dato una sterzata clamorosa alla comunicazione cattolica e del Vaticano. Ma più che di astuzia, ci piacerebbe credere che sia pura e semplice spontaneità.
