Il futuro Parlamento

Il taglio dei parlamentari? Perché sia un bene va ‘degrillizzato’

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Il giorno nel quale il Parlamento tagliò se stesso passerà senz’altro alla storia. Se ci passerà come il calcio d’inizio di un processo che renda più efficace ed efficiente il lavoro delle Camere, oppure come il culmine dello smantellamento della democrazia rappresentativa, lo scopriremo solo vivendo. E possibilmente impegnandoci affinché il primo scenario abbia la meglio sul secondo.

Premessa: chi scrive è l’autore di uno dei tre disegni di legge per il taglio dei parlamentari – il primo in ordine di tempo, peraltro – giunti al traguardo in queste ore. Si tratta di una misura che era nei programmi elettorali di tutti gli schieramenti, e parlarne è talmente poco costituzionalmente eretico che il rapporto di un eletto per ogni centocinquantamila elettori – quello cioè che si ricava dividendo gli elettori italiani per il numero di deputati previsto dalla riforma – era già stato proposto in sede di Assemblea Costituente.
Tuttavia, non si può dire che il provvedimento sia buono o cattivo di per sé. Come dicevo, esso può segnare lo smantellamento della democrazia rappresentativa o, al contrario, un passo verso una democrazia più efficiente. Dipende se lo si vorrà considerare un punto di arrivo, e dunque un atto di mera propaganda antiparlamentare in salsa grillina, o un punto di partenza al quale dovranno seguire atti successivi nel senso di una armonizzazione e di una razionalizzazione delle procedure parlamentari.

L’esigenza imprescindibile è che questo tema venga sottratto all’approccio “grilleggiante”: con tutto il rispetto per i conti dello Stato, ad esempio, l’argomento dei risparmi è una boiata. Il vero costo o guadagno economico per i cittadini risiede nell’efficienza con la quale gli organi istituzionali adempiono alle loro funzioni. E questa è la sfida che ci attende.

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3 COMMENTS

  1. Quests e’ la verita’ del taglio dei parlamentari. Bravo Quagliarello quanfo ci dice che ls storia in futuro ci dara’ rosposte in merito. Non e’ il taglio fei parlamentari che ci fara’ star meglio, ma il lavoro che eaai faranno per lgli Italiani

  2. Carissimo Sen. Quagliariello,

    se l’Efficienza del Sistema Legislativo Italiano-Europeo passasse solo dal taglio dei Parlamentari Nazionali e dai tagli operati nelle Assemblee Legislative Regionali, saremmo già a Cavallo.

    Ma il Sistema Legislativo è fatto anche di Legislazione Concorrente Nazionale e Legislazione Concorrente Europea.

    A mio giudizio il vero punto di svolta si avrebbe solo e soltanto efficientizzando SpazioTemporalmente la produzione legislativa sui tre livelli (Regionale, Nazionale, Comunitario) nonché rendendola allo stesso modo Coerente su tutti e tre i Livelli.

    Ma per far questo occorrerebbe che il vaglio di qualsivoglia Legge Regionale venisse sottoposto alla valutazione della Camera dei Deputati per l’opportuna Compliance alla Legislazione Nazionale ed al Senato per l’opportuna Compliance alle Direttive Europee.

    Evitando che il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Commissario di Governo adibito ad impugnare le Leggi davanti alla Corte Costituzionale (tipicamente il Ministro per gli Affari Regionali) siano persone che né abbiano mai governato una Regione né tantomeno abbiano fatto i Legislatori Regionali prima di proporsi sulla scena Politica Nazionale.

    Sono i tempi di attesa delle Leggi Nazionali o Regionali impugnate davanti alla Corte Costituzionale a creare Deadly Embraces !

    Jaba Daba Lux,
    Jaba Daba Lex,
    Jaba Daba Dux !!!

  3. E gliene aggiungo un’altro di commento …

    … Non è bene (a tutti i livelli legislativi) che venga espresso appena un Rapporto tra Legislatore eletto e “Quantità di Cittadini” elettori.

    Anche tra N.ro di Legislatori e Pubbliche Amministrazioni in cui quei Cittadini operano (Municipi, Comuni, Città Metropolitane e Capoluoghi di Provincia) è bene che venga espresso un Rapporto.

    A meno di considerare la vita quotidiana dei “Governati” sganciata dalla Burocrazia imposta loro proprio da tali Pubbliche Amministrazioni.

    Il pasticcio venuto fuori lega, forse, il N.ro di Eletti in Camera e Senato al N.ro di Regioni ma non alle Pubbliche Amministrazioni contenute in ciascuna Regione.

    Con 7 Legislatori Regionali, 5 Deputati e 3 Senatori per ciascun Livello Amministrativo più alto (Città Metropolitane lì dove presenti e Consigli Provinciali) si avrebbe una quadra migliore.

    Amen.

    Jaba Daba Lux,
    Jaba Daba Lex,
    Jaba Daba Dux !!!

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