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Il tribuno Grillo all’assalto dell’oligarchia nostrana

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Nell’antica Roma il potere dei tribuni della plebe si esercitava attraverso l’auxilium e l’intercessio: il primo consisteva nell’aiuto incondizionato di un plebeo contro la decisione di un console, ed è lungo l’elenco degli inascoltati sul sito di Beppe Grillo che hanno usato la voce del comico per farsi sentire contro soprusi e disservizi, mentre la seconda permetteva al tribuno di potersi frapporre con il veto tra un plebeo ed i littori, anche in questo caso il Grillo parlante si frappone non con un veto ma con un “vaffa” tra partiti ed e-lettori.

Oggi come ieri i “plebei” saliti sull’Aventino protestano perché inascoltati nei loro bisogni, quelli di un tempo, anche perché sprovvisti di leggi e tutela legale. I tribunali erano costituiti tutti da componenti dell’oligarchia senatoria e quasi sempre nelle sentenze questi ultimi prevalevano in giudizio.

Al rogo al rogo grida Savonarola Grillo da dentro il suo blog e addirittura dal palco della Festa dell’Unità, tuona contro i favori de “La Casta” - per citare l’inflazionato libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo - che predica di pensioni maturate dopo due anni di legislatura, aerei che volano 37 ore per portare il potente di turno anche ad una festa, di sindaci di paesini di 91 abitanti che guadagnano quanto quelli che guidano città da 249 mila. E allora giù a colpire a colpi d’ascia verbale il colpibile, a mandare a quel paese questa Italia a due velocità tra l’Eldorado e chi rasenta la fame con pensioni minime e costi della vita “euroinsostenibili”.

Sempre nell’antica Roma, siamo intorno al 58 d C, partito Cesare per la Gallia, tale Publio Clodio si fece eleggere tribuno, appena nominato si adoperò per l’approvazione di alcune leggi a favore dei più deboli, tra le quali una che prevedeva la distribuzione di viveri  ai cittadini più indigenti.

Clodio non usava un blog, ma alla stessa maniera voleva organizzare le masse urbane in modo da potersi opporre all’egemonia degli ottimati: all’epoca si chiamavano collegia oggi sono i grillini. Con la sua struttura Clodio condizionò notevolmente le sorti politiche di quegli anni, propose una legge che limitasse i poteri dei censori; Grillo ne vuole una che vieta di candidarsi per più di due legislature. Clodio minava la stabilità dell’aristocrazia senatoria; il comico ligure piccona la base della democrazia stessa vale a dire i partiti che, nolenti e criticabili negli uomini ma rispettabili nella molteplicità delle ideologie, incarnano comunque la base rappresentativa di un Paese e dei suoi cittadini.

La tragica fine di Clodio per mano di Tito Annio Milone che aspirava al consolato del 52 (contro la candidatura a pretore di Clodio stesso) è rimasta tramandata in storiche pagine scritte da Cicerone (la %E2

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2 COMMENTS

  1. bah
    Non La seguo.
    Intende dire che grillo rischia la morte per mano di novelli Miloni?
    Chi vuole difendere con questo articolo attaccando Grillo?
    Anche la barzelletta del Premier odierno ha parlato di fase due, dalle proteste alle proposte. Ma Grillo non ha alcun dovere di farle. Grillo, che io non stimo, ha solo permesso a centinaia di migliaia di italiani di manifestare il loro giustificatissimo odio contro la politica, che si impiccia di tutto, trasformando immancabilmente tutto in letame. E prendendosi un sacco di soldi per farlo. E poi, finiamola col politically correct. Grillo sosteneva che il premier si scorda le cose ed ha giustamente tirato in ballo l’Alzhaimer. Che provoca giusto questi sintomi.

  2. Risposta dell’autore
    Intanto la ringrazio per avermi letto, anche se non con molta attenzione, visto che tra i tanti paragoni nei quali si accomunava Clodio con Grillo, certo non lo si faceva in quello della tragica sorte – che mai minimamente nessuno augura – . L’idea è semplice: chi promette di cambiare quando il popolo sta male vince e convince sempre in qualsiasi epoca e nazione. Quindi Grillo non ha grandi meriti se non quello di avere avuto l’idea di inscenare e organizzare la protesta capendo il momento nel quale bisognava attuarla. Però mi permetta di considerare, anche, che la storia recente del nostro Paese insegna come sia pericoloso fomentare tanto odio di piazza. Mi auguro che mai si alzi nessun Milone a trasformare il civile disappunto in violenza, sangue ed orrore. Poi lei mi chiede chi difendo, assolutamente nessuno se non il sacro diritto di esprimere ognuno la propria opinione, proprio come può fare anche lei. Conosco come tutti i danni che spesso i politici hanno fatto e i privilegi dei quali godono,ma li distinguo però dal nobile e millenario significato di politica, cosa ben diversa rispetto alla debolezza stessa degli uomini i quali tutto possono rendere corruttibile. Grillo, inoltre, quando decide di passare dalla provocazione e trasformare il suo movimento in politico allora le risposte le deve dare – e questo si chiedeva nel finale del mio articolo – perchè un Paese si governa con le idee, i progetti e non certo con i “Vaffa”. Basta con il politically correct, probabilmente lei si riferisce al suo significato comune quale sinonimo di “ipocrisia”. Ma è anche un movimento nato sul finire degli Anni Ottanta nelle università americane che parlava di multiculturalismo e dell’abolizione di termini linguistici considerati discriminatori nei confronti delle minoranze. Esempi: “afro americani” sostituisce “blacks”, “gay” cambia i molti appellativi riservati agli “omosessuali”, “diversamente abile” manda in pensione “handicappato” ecc. Sarebbe politically correct se Grillo avesse evitato di parlare di “Alzheimer Prodi” usando un meno cattivo “Smemorato”. La battuta tanto non fa comunque ridere, ed è questo il dramma per un comico, ma almeno avrebbe evitato gratuito crudele accanimento verso milioni di malati, per i quali la medicina è ancora lontana dal trovare una guarigione, per le loro famiglie che, spesso, tra sacrifici e difficoltà li accudiscono con amore fino alla fine e per i medici stessi, che giorno dopo giorno, studiano con impegno e serietà come sconfiggere questa patologia. Spero mi continui a leggere, le critiche sia positive che negative sono il sale del dibattito. A mio modesto parere un articolo che suscita opinione e considerazione ha raggiunto il suo scopo, diversamente dall’inutilità del “tutto scorrere” nell’indifferenza.
    Cordiali saluti.

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