Il Vaticano e la riserva di valori di Massimo D’Alema
11 Luglio 2008
“Immaginate un bambino che si vede arrivare in casa un gruppo di armigeri, accompagnati da qualche signora in cuffia bianca con una croce rossa” Dice Alessandro Del Lago sul Manifesto (11 luglio) A Del Lago piacciono di più verso questi bambini i metodi di cui hanno scritto i giornali di questi tempi: o vai a svaligiare quella casa o ti violento?
“Nel Paese che continua a proclamare che la legge è uguale per tutti, dopo il voto di ieri e in attesa di quello del Senato il Cavaliere si avvia a diventare ‘più uguale’ dei suoi concittadini, sottraendo l’imputato Berlusconi al suo legittimo giudice che lo sta processando per reati comuni” Dice Ezio Mauro sulla Repubblica (11 luglio) Mauro nasconde un problemino: è la diciasettesima volta che i magistrati con tutti i pretesti e le invenzioni mandano a giudizio Berlusconi, che già oggi, in questo senso, è assai “meno uguale” dei suoi concittadini. Se si fanno ragionamenti ellittici, si finisce per somiglaire a una Sabina Guzzanti. E non solo per l’altezza
“Non pensi di essere la sola riserva di valori” Dice Massimo D’Alema alla Repubblica riferendosi al Vaticano (11 luglio) I valori di D’Alema, chi glieli custodisce? Nicola Latorre?
“Esito circense” Dice Umberto Eco dice sulla Stampa (11 luglio) Geniali questi intellettuali di rango: riempiono di merda una piazza e, poi, vorrebbero che profumasse di violetta
