Il “vento antitoghe” forzista e grillino? Ai giustizialisti sfugge che lo scontro è tra toghe e toghe

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Il “vento antitoghe” forzista e grillino? Ai giustizialisti sfugge che lo scontro è tra toghe e toghe

31 Marzo 2017

Accortezze. “Ho un  grande rispetto per i ministri tecnici, ma sono sufficientemente accorta per non sottovalutare che un governo si regge sul consenso dei cittadini e non può prescindere da questo”, dice Teresa Bellanova al Corriere della Sera del 26 marzo. Ed è così accorta da accorgersi come dal 2011 (nonostante che si sia votato nel 2013) in poi vi sia stata una qualche sfasatura tra scelte degli elettori (il famoso consenso) e maggioranze parlamentari e che questo sia il principale fondamento per il successo di quella protesta senza vere proposte che rappresentano i grillini?

Milella nel panico: i tedeschi si sono alleati con gli americani! “Il vento antitoghe spira deciso. Lo cavalcano M5S e Forza Italia”, scrive Liana Milella sulla Repubblica del 31 marzo. La giornalista più puramente giustizialista d’Italia assiste con orrore all’alleanza dei truci forzisti con gli onestissimi grillini per rendere più complicato l’accesso alla politica dei magistrati, ed entra nel panico. Sembra Alberto Sordi in Tutti a casa quando non comprendendo che cosa sta succedendo dopo l’8 settembre 1943, sbotta in un: “Signor colonnello, accade una cosa incredibile… I tedeschi si sono alleati con gli americani! Ci stanno attaccando!”. In realtà la faccenda magistrati-politica è ben più complessa di quel che la descrive la Milella tanto che sia Luciano Violante (“Sono limiti chiari e sostanzialmente condivisibili” dice sempre nella Repubblica del 31) sia Piercamillo Davigo che ricorda sul Corriere della Sera anche questo del 31 di aver detto a Michele Emiliano di essere contrario al suo impegno nelle primarie del Pd, non si dimostrano particolarmente preoccupati. Quel che sfugge a certi giustizialisti, è che il potere della magistratura oggi è tale che i principali scontri politici di fatto avvengono tra toghe e toghe.

La leggerezza di certi politici. “I get the sense mr Macron may just get blown away by the first crisis that come along”. Wolfgang Münchau sul Financial Times del 27 marzo spiega come non gli dispiaccia il candidato all’Eliseo Emmanuel Macron ma che gli sembra uno che potrebbe essere soffiato via dalla prima crisi in cui si trovasse a inciampare.  Sempre sul Financial Times (del 29 marzo) Luc Rohan professore al  Centre de recherches politiques de Sciences Po scrive “The issue for Macron is that he is the symbol of the french oligarchic elite, which is difficult to reconcile with his promise of renewal and political disruption” cioè osserva come sia difficile per un simbolo delle oligarchiche élite francesi, presentarsi come una promessa di rinnovamento e rottura della politica nazionale. Qualcuno paragona l’effetto Macron a quello Trump, ma se il fronte antiestablishment americano si fosse presentato sotto la guida di Steven Mnuchin forse avrebbe avuto meno successo.

La ricottina di Magatti. “Dunque la sinistra tra qualche mese potrebbe trovarsi nella condizione di governare nei Paesi chiave della Ue”, scrive Mauro Magatti sul Corriere della Sera del 22 marzo. Magatti è un intellettuale di qualità e dunque argomenta in modo assai più articolato di quanto potrebbe apparire da questa maliziosa citazione, la sua previsione di un grande successo della sinistra europea. Resta il fatto che alcune sue considerazioni ci hanno ricordato una antica favoletta che ci piace citare: “C’era una volta una ragazza chiamata Metilde, che non aveva da mangiare. E si disse: ‘È meglio ch’io vada da quel contadinaccio per vedere se mi da una ricottina; quando me l’ha data, io vado alla città e la vendo’. Va da questo contadino, e lui gli dà una ricottina. Quando ha preso la ricottina, fa una ciambellina di felce e se la mette in capo. Quando è per la strada, pensa: ‘Ora vado in città, vendo la ricotta e piglio due soldi. Con questi soldi comprerò due uova; queste uova le metterò sotto la chioccia, e nasceranno due pulcini: poi di questi pulcini farò due bei pollastri, due polli grossi grossi. Quando li avrò fatti grossi, li venderò, e comprerò un’agnellina. Dopo, l’agnellina figlierà, e mi farà due agnellini; li farò belli grossi grossi: comprerò una vitellina; questa vitellina, quando sarà fatta grossa, la venderò e comprerò due vitelli. Quando questi due vitelli saranno fatti grossi, li venderò e mi farò una bella casina; in questa casina ci sarà un bel terrazzino, mi ci metterò a sedere, e la gente che passeranno mi diranno: ‘Signora Metilde…’ E qui lei fece una riverenza… La ricotta schizzò in mezzo alla strada”