In Israele “volano gli stracci” tra Lieberman e Pardo

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In Israele “volano gli stracci” tra Lieberman e Pardo

23 Novembre 2011

Sembra incredibile che nel mezzo di una situazione mediorientale in rovente evoluzione, con Hezbollah che affina le sue qualità spionistiche al punto da smantellare, o quasi, la rete della Cia in Iran e Libano, in un Paese evoluto e solitamente accorto come Israele si possa assistere a un duello pubblico tra ministro degli esteri e capo del Mossad. Eppure, tra il fumantino Avigdor Lieberman e il generale Tamir Pardo sono volati gli stracci, e adesso il premier Netanyahu è alle prese con una pacificazione difficile ma necessaria.

Il ministro ha accusato il servizio segreto di ignorare le normali procedure nei confronti degli Stati stranieri, nel tentativo di debordare continuamente dai propri compiti; inoltre gli 007 sarebbero particolarmente gelosi dei dossier e contatti in loro possesso, guardandosi bene dal trasmetterli alle autorità governative.

Da qui, la clamorosa decisione di Lieberman d’ordinare ai suoi funzionari di evitare con cura ogni condivisione informativa col Mossad, gentilmente, si fa per dire, invitato a non prendere parte alle riunioni più significative su temi inerenti alla sicurezza nazionale e alle relazioni diplomatiche. L’ondata di polemiche nata dalla diatriba ha messo in allarme lo stesso presidente Shimon Peres, preoccupato per il discredito internazionale e le speculazioni dei tanti nemici che potrebbero colpire le istituzioni israeliane.

A Teheran, Damasco, Beirut e Gaza non par vero d’assistere a un combattimento interno così cruento ed esplicito, e i media ostili inzuppano volentieri la penna nel curaro sparso da insospettabili aiutanti. Sapremo presto se il primo ministro di Gerusalemme, storicamente non proprio incline alla mediazione, riuscirà a mettere ordine nel rumoroso cortile di casa.