In Sardegna, Cappellacci e Soru al rush finale

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In Sardegna, Cappellacci e Soru al rush finale

16 Febbraio 2009

Quelle che si concludono oggi in Sardegna sono elezioni che verranno ricordate per almeno due motivi. Sono le prime votazioni anticipate nella storia dell’autonomia sarda e le prime che vedono puntati i riflettori di tutta Italia sull’Isola: la scelta di quel milione e mezzo di sardi chiamato alle urne ieri e oggi condizionerà infatti le mosse di Silvio Berlusconi e di Walter Veltroni nei prossimi mesi.

Il Premier sa di dover sconfiggere il centrosinistra per confermare agli occhi di tutta Italia la tenuta della maggioranza e la sua personale capacità di collettore di voti e consensi. E’ per questo che ha deciso di spendersi in prima persona aprendo e chiudendo la campagna di un candidato come Cappellacci che rispetto a Soru partiva con largo svantaggio di popolarità. 

Anche dalle parti dell’opposizione si sta giocando una partita importante. Spaccato sulle strategie da seguire e spossato dalle guerre intestine, il Pd potrebbe ritrovare forza e unità solo in caso di vittoria. La voglia di recuperare terreno sul fronte del consenso da parte di Veltroni è tanta quanto il timore di vedersi defenestrato. C’è infatti chi guarda a queste elezioni come al preludio di un confronto sul piano nazionale tra Soru e Berlusconi. E nonostante le smentite dello stesso Soru, di Veltroni e di D’Alema, pensare a una proiezione del patron di Tiscali ai vertici del Pd e in contrapposizione a Berlusconi in vista delle prossime politiche non è utopia (secondo rumors sempre più insistenti Soru assisterà alla sfida di ottobre tra Walter Veltroni e Pierluigi Bersani per la segreteria del partito dietro le quinte e solo più in là,  al momento giusto, lancerà la sua vera sfida, quella per la guida del paese come leader del’opposizione). E’ anche per questo che l’aria, in attesa del responso sul prossimo Governatore della Sardegna, profuma di primarie.

Qualche dato: alle 22 di ieri sera l’affluenza al voto è stata del 44.93%. Sono andati alle urne 662.045 cittadini su 1.473.180 degli aventi diritto. L’affluenza più alta si è registrata nella circoscrizione di Nuoro con il 47.86%, seguita dall’Ogliastra (45.28%), Sassari (45.24%), Olbia Tempio (45.15%), Cagliari (45.09%), Medio Campidano (43.57%), Oristano (43.55%), Carbonia Iglesias (42.52%). Alle 19 l’affluenza era stata del 36.11% mentre alle 12 del 10.98%.

Tra Cappellacci e Soru è comunque una sfida all’ultimo voto. I quarantacinque giorni di campagna elettorale sono trascorsi tra polemiche e accuse reciproche. All’inizio a Renato Soru spettava il compito di convincere i sardi circa la sincerità delle sue dimissioni mentre il “cruccio” di Cappellacci non era tanto quello di convincere quanto quello di farsi conoscere. Gli ultimi sondaggi lo davano in vantaggio rispetto al Governatore uscente ma l’esito non è per niente scontato. L’unico vero vantaggio per il momento si è registrato sul seggio: il candidato del centrodestra ha battuto tutti sul tempo e alle 9:30 ha espresso il suo voto a Cagliari. Lo sfidante Renato Soru si è invece presentato al seggio del suo paese natale Sanluri (da qui il nomignolo “Obama di Sanluri”) intorno alle 13:15. Gavino Sale, leader indipendentista di Irs, ha invece votato nel sassarese mentre Peppino Balia, candidato dei Socialisti, a Nuoro. L’ultimo a votare, Gianfranco Sollai, di Unidade indipendentista.

Gli elettori sardi hanno potuto contare sul meccanismo del voto disgiunto: uno per un candidato presidente e uno per una lista provinciale, oppure solo un voto per un candidato presidente. E secondo alcuni, tra le preoccupazioni dei candidati ci sarebbero proprio i franchi tiratori. Del resto, nel centrosinistra lo strappo che ha portato alle dimissioni di Soru potrebbe non essere stato del tutto ricucito e molti potrebbero cogliere l’occasione per “farla pagare” al Governatore uscente; mentre  per quanto riguarda il centrodestra, il timore è legato al  Partito Sardo d’Azione che per la prima volta si è schierato con il centrodestra: in questo caso, la possibilità che molti simpatizzanti possano votare il Psd’Az ma sconfessare il candidato Cappellacci sarebbe forte. Inoltre, sull’esito finale potrebbe influire anche il risultato degli outsiders: Peppino Balia,  leader dei socialisti, che conta sul voto dei delusi del Pd  e gli indipendentisti Gavino Sale  (Irs) e Gianfranco Sollai  (Unidade Indipendentista).

Che vinca il centrodestra o che vinca il centrosinistra, rimane una certezza: queste elezioni entreranno nel novero delle consultazioni che contano per i riflessi che avranno sul piano nazionale. Saranno una vera prova di forza in vista delle elezioni di giugno quando si voterà per il Parlamento Europeo e per molte importanti amministrative locali come Bologna e Firenze.