In Sicilia Lombardo sceglie la nuova giunta e a Roma insorge tutto il Pdl

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In Sicilia Lombardo sceglie la nuova giunta e a Roma insorge tutto il Pdl

29 Maggio 2009

Era stata fissata per le 12.30, ma è iniziata con più di mezz’ora di ritardo e si è da poco conclusa; alla fine la conferenza stampa della verità a Palazzo d’Orleans c’è stata insieme a qualche sorpresa rispetto le previsioni. Dopo cinque giorni di annunci e ritirate il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo presenta i nuovi assessori. Nasce il “Lombardo II”. Giornalisti convocati di fretta e furia, così come di fretta e furia è stata l’accelerata impressa dal governatore sulla lista degli assessori, nonostante il temporeggiare chiesto dagli alleati.

Questa la lista dei 9 con le relative deleghe, sul totale dei 12 assessori che compongono la giunta di governo: le nomine tecniche Massimo Russo (magistrato, assessore uscente alla Sanità); Caterina Chinnici (magistrato, figlia del giudice Rocco ucciso dalla mafia); Marco Venturi (imprenditore antiracket); Gaetano Armao (avvocato, consulente del sindaco di Palermo e già sovrintendente del Teatro Massimo); più le riconferme dei 5 “fedeli” al governatore, Giambattista “Titti” Bufardeci (Pdl, assessore uscente al Turismo); Michele Cimino (Pdl, assessore uscente al Bilancio); Luigi Gentile (Pdl, ex Anm assessore uscente ai Lavori Pubblici); Roberto Di Mauro (Mpa, assessore uscente alla Cooperazione); Giuseppe Sorbello (Mpa, assessore uscente al Territorio). Lombardo per il momento tiene le altre tre deleghe congelate, e assume personalmente quelle all’Agricoltura e al Lavoro.

Fuori l’Udc anche se in conferenza stampa Lombardo sorprende ancora e apre la porta agli ex compagni di partito. "Se l’Udc vuole entrare in giunta – ha sottolineato il presidente – sono i benvenuti. per il momento parte del Pdl. Non ci sono quindi aperture verso il centro sinistra, ma Lombardo ha operata la scelta di inserire personalità fuori dai cartelli dei partiti. A proposito delle tre deleghe – come anticipato ormai da ore – rimangono la chiave del dialogo aperta con il resto del Pdl di Castiglione – Alfano e Schifani e, a questo punto, con l’Udc. Non entra in giunta una delle papapili dell’ultima ora, Giulia Adamo, né l’uscente Ilarda, con il quale pare Lombardo non sia riuscito a mettersi in contatto nelle ultime ore. Un mistero nella giunta viene dato certo Gentile, ma quest’ultimo non era presente alla conferenza stampa.

E da Roma arrivano i primi “tuoni” ancora prima delle nomine ufficiali. “Basta furbizie e presunzione, il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, “faccia prevalere l’interesse della Sicilia” Sono le parole dei coordinatori nazionali del Pdl, Bondi, La Russa e Verdini. “In merito alla vicenda siciliana, il coordinamento nazionale del Pdl, secondo quanto riportato dall’agenzia Asca, “ribadisce la chiara e trasparente posizione del Pdl assunta dopo un apposito incontro con i capigruppo di Camera e Senato e i coordinatori regionali siciliani”. Ribadito quindi il giudizio negativo sui modi e i tempi con i quali si è arrivata alla nomina dei nuovi assessori non nelle forme utili . conclude Bondi – un rilancio dell’amministrazione siciliana”.

Si rischia di scatenare un effetto domino impazzito che può mettere in bilico gran parte delle alleanze nell’isola e, per questo il governatore ha riaperto i giochi con i vecchi alleati, quando ormai sembravano finiti.

Dall’ Udc e dal Pdl stamattina si sono alzati i primi segnali di avvisaglia pesante. I due partiti sarebbero pronti ad escludere gli autonomisti dell’Mpa da tutte le giunte delle amministrazioni locali in Sicilia. Il capogruppo della vela di Casini a sala d’Ercole Rudy Maira è stato chiaro: “Si rischia di andare ad elezioni anticipate. Non è una minaccia, ma una constatazione, perché il nuovo esecutivo non avrà l’appoggio di Pdl e Udc e sarà senza maggioranza in aula”.

Lombardo dal canto suo ha ricordato, intervenendo stamattina alla trasmissione “Mattino 5” che “l’Mpa è stato cacciato in malo modo e senza preavviso dall’amministrazione comunale di Palermo, il cui sindaco è stato eletto con il nostro decisivo voto e da parte  del nuovo coordinatore siciliano del Pdl non si sono levate grida di simpatia o amicizia nei confronti di questo governo”.

La linea politica definitiva da seguire – in parte –  è stata tracciata ieri sera dopo un incontro a Catania tra Lombardo, Miccichè, il deputato nazionale Pippo Scalia (ex An) e gli assessori “fedelissimi”, vertice che se da un lato ha confermato la disponibilità del viceministro e della sua corrente ad appoggiare il nuovo disegno di Lombardo, dall’altro lo stesso Miccichè ha chiesto di lasciare aperta la porta al resto del partito, in modo da ricompattare l’asse tra Mpa e tutto il Pdl e non arrivare a rotture drastiche, aggirando anche la probabile espulsione dal partito di Berlusconi, avvertimento lanciato dai coordinatori nazionali, regionali e dai capigruppo e vice alla Camera e al Senato nel corso della riunione romana due giorni fa.

Lombardo, dunque, ha voluto proseguire nella strada intrapresa sin dal primo giorno di crisi. Il suo “chi c’è c’è, faccio la giunta con chi ci sta” è diventato lo slogan di tutti i passaggi fino alla decisione di oggi. Certo, adesso, c’è da capire se il nuovo esecutivo passerà il cerchio di fuoco della fiducia all’Assemblea regionale siciliana, assemblea che, intanto, tornerà a  riunirsi – la data era già stata fissata dal presidente Francesco Cascio (vicino al coordinatore Castiglione) – il 4 giugno. Bisogna a questo punto comprendere le mosse degli altri partiti di quella che potremmo definire per il momento ex maggioranza. Tra i primi commenti quelli dell’opposizione. Nel Pd il capogruppo all’Ars Antonello Cracolici considera: ““Questo governo non è né istituzionale, né tecnico, né politico, né autonomista: è solo il governo di un centrodestra confuso destinato a durare il tempo di un “contratto stagionale”, al quale non faremo mancare la nostra opposizione”. ““La scelta di nominare la giunta in due tempi – aggiunge Cracolici – è solo un inutile tatticismo e dimostra la precarietà politica della strada imboccata da Lombardo. Non sarà certo qualche spruzzatina di novità a rattoppare la falla irreparabile di un centrodestra che ha fallito e non è in grado di offrire soluzioni condivise ai problemi della Sicilia”.

Nella maggioranza incalza il deputato Pdl Roberto Corona: "Il presidente Lombardo ha dichiarato che avrebbe fatto una giunta tecnica. Mi auguro che mantenga la promessa e che non sia, invece, anche questa una bugia: l’eventuale presenza di tanti politici non ne fa, di certo, un governo tecnico e contraddice ancora una volta l’impegno preso, a parole, dal presidente della Regione”.