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Come e cosa mangiamo

In tempi di crisi l’Italia dimentica la dieta mediterranea

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L’analisi dei consumi degli alimenti in Italia dimostra che la dieta mediterranea non viene realizzata. La dieta mediterranea è caratterizzata dalla prevalenza di alimenti di origine vegetale sul cibo di origine animale, con una giusta dose di carboidrati complessi. Oggi non c’è più il tempo di mangiare né di preparare il cibo, cosicché si finisce per mangiare alimenti di origine animale più facili e comodi da portare in tavola, rispetto ai cibi vegetali. Si eccede in prodotti alimentari da forno composti con farina, ricca di carboidrati, nel consumo di carne, salumi, formaggi, causando incremento di peso e massa grassa corporea, steatosi epatica, aumento di glicemia e insulino-resistenza, colesterolo. L’intestino è incapace di digerire tutti gli alimenti offerti dal commercio. E’ l’organo più affaticato nella attuale società dell’abbondanza alimentare.

Siamo tutti interessati all'alimentazione, a prescindere dal posto occupato in società. Ciascuno di noi mangia ogni giorno e la mano che porta il cibo dal piatto alla sua bocca condiziona salute ed efficienza fisica. I legumi sono scomparsi dalla tavola italiana con una trascurabile dose giornaliera di 11 grammi al giorno a testa, limitato è il consumo di pesce (45 g al giorno) nonostante gli 8000 Km di costa marina. Buono è il consumo della frutta e verdura ed olio extra vergine di oliva.

Ogni giorno il carico alimentare ingerito è di circa due Kg di cibo, al quale va aggiunto il volume di acqua, vino e bevande varie.

La alimentazione degli Italiani, in particolare in questi mesi di crisi economica, è basata soprattutto sul consumo di alimenti composti con farina (pasta, pane, prodotti da forno…), ricchi di carboidrati. Una overdose glucidica, tossica per il fegato e il sistema cardio-vascolare e responsabile di accumulo di massa grassa visibile ed invisibile: colesterolo e trigliceridi. La attuale alimentazione realizzata in questi tempi di crisi economica peggiora lo stato di salute degli italiani, in particolare negli strati degli anziani e dei soggetti con limitato reddito economico. Si mangiano troppi carboidrati.

Per ridurre trigliceridi, colesterolo, per dimagrire  e restare in peso forma occorre controllare la dose giornaliera di carboidrati, preferire il pane alla pasta, senza abbandonare però questo classico alimento italiano. La pasta una-due volte alla settimana. Il pane fornisce una dose inferiore di carboidrati rispetto alla pasta e contiene una dose inferiore di proteine e glutine rispetto alla pasta. L’intestino preferisce il pane alla pasta. Nella vera dieta mediterranea era il pane, la principale sorgente di carboidrati. La pasta era realizzata in casa con farina di grano tenero, meno ricco di glutine e proteine rispetto al grano duro. Un eccesso di carboidrati causa un incremento della glicemia e della secrezione dell’ormone insulina. Il fegato trasforma l’eccesso di carboidrati alimentari in grasso corporeo accumulato, in trigliceridi e colesterolo.

Occorre controllare il proprio valore di glicemia. E’ davvero salutare tenere la glicemia attorno a 80-90 mg/100 ml durante tutta la giornata, in particolare prima di coricarsi. Avere un valore sopra a 90 mg/100 ml significa che le cellule del proprio organismo non riescono a consumare tutto il glucosio fornito a loro attraverso la alimentazione. Per controllare il valore della propria glicemia si possono usare semplici e affidabili strumenti acquistabili in ogni farmacia (glucometro). A chi ha valori di glicemia superiori a 90-100 mg/100 ml, consiglio di eseguire un check-up metabolismo glucidico: glicemia, insulina, emoglobina glicata, C-peptide, cortisolo, proteina c reattiva, omocisteina.  La salute sta nel piatto quotidiano e la prima prevenzione la si fa a tavola.      

Consumo medio giornaliero pro-capite di alimenti in Italia*

(grammi di alimento al crudo e al netto degli scarti)

Gruppi di alimenti

Cereali e derivati …………………….... 258 gr.

Legumi freschi e secchi ………………..  11 gr.

Ortaggi………………………………......... 211 gr.

Patate e tuberi………………………….....  51 gr.

Frutta…………………………………........ 208 gr.

Carne e derivati……………………….... 111 gr.

Prodotti della pesca…………………...   45 gr.

Latte e prodotti caseari………………. 198 gr.

Oli e grassi……………………………......   40 gr.

Uova………………………………….........    21 gr.

Alcolici ………………………………........   91 gr.

Dolci…………………………………..........  33 gr.

Analcolici (inclusa acqua) ………….. 836 gr.

Miscellanea……………………………..... 342 gr.

*(fonte) Osservatorio dei consumi alimentari

Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN)

 

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1 COMMENT

  1. Temo di dover iniziare con
    Temo di dover iniziare con una critica: la scelta stilistica di non apostrofare gli articoli quando dovuto è un artificio che non fa che appesantire l’eloquio. “La alimentazione”, “una overdose”, “la attuale alimentazione” in tre righe davvero non si reggono.

    Secundis: Mai la virgola tra soggetto e verbo, e la costruzione “era il pane, la principale sorgente di carboidrati” è contemporaneamente un errore grammaticale e un inutile francesismo.

    Terzo: in tempi di crisi, chi mai vorrà mangiare pesce, che per averlo decente si deve pagare 20 euro al chilo. Senza considerare quanto mercurio, cadmio, piombo e altri metalli pesanti si trovano nel pesce.

    Infine, e qui sta la mia vera obiezione, come si fa a basare un articolo sulla contrapposizione tra pane e pasta? Entrambi sono capisaldi della dieta mediterranea. Mi avesse detto che mangiamo troppi Macdonalds, scatolette e bistecche…Ma cosi’ mi spiace, siamo di molto fuori. Saluti.

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