Previste sanzioni per i pm e i magistrati

Intercettazioni, con il “ddl Vitali” c’è un rimborso sulle offese alla privacy

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Sta facendo molto discutere in questi giorni la proposta di legge presentata il 28 ottobre 2010  da alcuni esponenti del Pdl - primo firmatario il deputato Luigi Vitali - e intitolata “Sanzioni disciplinari contro le intercettazioni ingiuste. Introduzione dell'art. 315 bis del codice di procedura penale, concernente la riparazione per ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche o di conversazioni”. Analizzando nel dettaglio la formulazione di questo articolo, che dovrebbe essere aggiunto a quelli già esistenti nel codice di procedura penale e volti a tutelare coloro che hanno subito ingiustamente intercettazioni, si evince che l'obiettivo primario di tale proposta di legge è quello di garantire in modo ancora più pregnante il sacrosanto diritto alla riservatezza di cui tutti sono titolari ex art. 15 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Più in particolare, l'art. 315 bis si suddivide in sei comma, e va a specificare nel dettaglio una serie di ipotesi in cui sorge il diritto del cittadino a proporre domanda di riparazione per aver subito ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche o di conversazioni. Precisamente, è legittimato a chiedere ed ottenere un equa riparazione per il danno subito: chi è stato assolto, con sentenza irrevocabile, perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato; chi è destinatario di ordinanza di archiviazione o sentenza di non luogo a procedere ed infine i terzi estranei alle indagini, intercettati occasionalmente, se le intercettazioni sono state divulgate.

La domanda di riparazione ovviamente deve essere presentata nel termine perentorio stabilito dal legislatore e può dar luogo, se accolta, ad una riparazione di entità non superiore ad euro 100.000. Dunque, tutti coloro che sono stati sottoposti ingiustamente e per tempi lunghissimi ad un processo penale, che hanno subito la violazione del diritto loro costituzionalmente garantito alla riservatezza, e  al termine del quale vengono giudicati innocenti, o coloro che, estranei alle indagini, casualmente si sono trovati a comunicare con altri soggetti intercettati, la cui privacy viene distrutta dalla pubblicazione delle proprie conversazioni, hanno diritto a che l'autore di tale illecito venga punito.

Ciò non significa imbavagliare i magistrati: il loro dovere è quello di svolgere indagini in modo lecito, con tutti gli strumenti che l'ordinamento mette a loro disposizione e contro persone che, sulla base di indizi di prova, possono essere soggette a tale strumento investigativo. Difatti, a tutela del potere della Magistratura, tale articolo prevede che il Ministro della giustizia e il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di cassazione valutino, in ogni caso, la sussistenza di profili disciplinari nei confronti del pubblico ministero e del giudice per le indagini preliminari che hanno rispettivamente richiesto, autorizzato ed eventualmente prorogato l'ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche o di conversazioni.

Nessun potere ad libitum, dunque: l'eventuale sanzione disciplinare verrà irrogata solo a seguito di una valutazione effettuata dai massimi garanti del potere giudiziario, costituzionalmente riconosciuti come tali. A prescindere dal fatto che tale proposta di legge possa venire approvata o che venga integrato il testo legislativo sulle intercettazioni, un dato è certo: in un ordinamento democratico chiunque commetta un illecito deve essere punito, sia esso un privato cittadino o un funzionario dello Stato.

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8 COMMENTS

  1. E’ incredibile, siamo
    E’ incredibile, siamo l’unico paese al mondo in cui i testi delle intercettazioni, che in quanto tali dovrebbero rimanere segreti, finiscono in pasto alla micidiale macchina mediatica.

  2. è d’accordo pure la Boccassini
    Concordo in pieno e aggiungo che sarebbe anche l’ora. Questa norma dovrebbe piacere anche alla Boccassini, con rispetto parlando, perchè mi pare l’abbia parecchio a noia che si pubblichino i cavoli suoi sui giornali.

  3. Eh già, è ora che ognuno
    Eh già, è ora che ognuno si prenda le proprie responsabilità e soprattutto che degli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione non se ne abusi.

  4. Perché serve il decreto?
    Purtroppo un decreto di questo tipo serve per arginare il declino, professionale ed etico dell’intera categoria dei magistrati. Se avessimo un CSM e procuratori della Repubblica con una solida preparazione professionale e un minimo di etica, come probabilmente presupposto dalla Costituzione, un siffatto decreto sarebbe inutile.

  5. Tutele della magistratura e tutele del cittadino
    Tutti ‘sti tacconi sul cencio del lebbroso. “… ipotesi in cui sorge il diritto del cittadino a proporre domanda… domande presentate in termini perentori… sottoposti ingiustamente e per tempi lunghissimi… non significa imbavagliare… l’eventuale sanzione disciplinare… massimi garanti… Mah… gentile signora Confalone, si figuri un po’ che quando leggo “… è legittimato a chiedere ed ottenere un equa riparazione per il danno subito: chi è stato assolto, con sentenza irrevocabile, perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato; chi è destinatario di ordinanza di archiviazione o sentenza di non luogo a procedere ed infine i terzi estranei alle indagini, intercettati occasionalmente, se le intercettazioni sono state divulgate” – da fanatico e grossolano – qual sono penso se non sia un primo passo perché qualunque indagato sia giudicato colpevole d’ufficio. Si scusi l’ignoranza e la pochezza di comprendonio.

  6. Eh allora si che sarebbero
    Eh allora si che sarebbero guai!!!! Certo il rischio sussiste ma dobbiamo confidare in un minimo di etica e buon senso, anche se in questo periodo risulta difficile farlo!

  7. censura del magistrato, il risarcimento non basta
    manca del tutta ancora una regolazione delle intercettazioni preventive.

    senza limiti temporali, disponibili da troppe autorità e per una plètora di reati, occorre obbligare Guardia di -Finanza e Carabinieri a pubblicare un rendiconto annuo certificato e un budget previsionale della spesa, introdurre i costi e fabbisogni standard nella gestione di tutti i tipi di intercettazione..

    2) il risarcimento è una misura di equità, ma non è un deterrente. Con una semplice assicurazione con massimale di 100.000 euro, tutto a a posto. Il riconoscimento dell’illecito deve comportare una censura del magistrato, provvedimento “pesante” che blocca la sua futura carriera. Questo certamente per le violazioni conclamate come: attivazione senza o per ipotesi di reato dove l’intercettazione non è ammessa dalla legge, proroga oltre i termini temporali massimi

    3)escludere Finemcannica e Gruppi esteri operanti nel settore militare dall’appalto di intercettazioni ambientali o telefoniche per conto delle Procure.
    Le società dovrebbero essere con sede legale nella UE, non partecipate o controllanti società che si occupano di telecomunicazioni fisse o mobili, o che operano nella compravendita di armamenti

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