Iraq: il surge non basta, serve la svolta politica

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Iraq: il surge non basta, serve la svolta politica

15 Ottobre 2007

Dagli Stati Uniti giungono notizie che spiegano, meglio di
tanti giudizi nostrani, lo stato della guerra in Iraq. Il segretario alla
difesa Robert Gates ha chiesto al Congresso il 26 settembre di approvare una
spesa addizionale di 42, 3 miliardi di dollari per finanziare le guerre in Iraq
e Afghanistan. Così quest’anno l’amministrazione Bush avrebbe stanziato
l’enorme cifra di 190 miliardi di dollari. E questi ultimi soldi servono a
rafforzare le forze armate sottoposte ad un’incredibile tensione a causa delle
operazioni correnti. In pratica, gli Stati Uniti stanno consumando tutti i
fondi per le operazioni di guerra in corso tralasciando sia l’ammodernamento
dei materiali che l’approntamento di forze in grado di agire in altri teatri.

La richiesta viene dopo l’altra di 141 miliardi di dollari
fatta a febbraio di quest’anno che si andava ad aggiungere ad un precedente
finanziamento di 5,3 miliardi solo per dotare i veicoli trasporto truppe di
blindature sufficienti contro le mine. Si calcola che, dal quel fatidico 11
settembre 2001, la spesa totale sia stata di 800 miliardi di dollari. Se a
questi dati si aggiungono i 160.000 soldati che rischiano quotidianamente la
vita, i 3.800 morti e quasi i 28.000 feriti si capisce quale prezzo gli Stati
Uniti stiano pagando.

Ma la pace per l’Iraq  ancora sembra lontana all’orizzonte. Se da una
parte innegabili sono i successi raggiunti dal generale Petraeus e dalle sue
tecniche anti insorgenza, è la soluzione politica alla guerra civile che ancora
è latitante. Uno degli ultimi tentativi di dare uno sbocco politico alla crisi è
rappresentato dalla mozione, proposta dal senatore Joseph R. Biden Jr. e approvata
a grande maggioranza con un voto bipartisan al senato, che auspica una
divisione dell’Iraq in tre regioni semiautonome. La mozione ha un alto valore
simbolico perché prende atto due dati fondamentali. Il primo: nelle guerre contro
le insorgenze, e l’Iraq non fa eccezione, non vi può essere nessuna vittoria
militare senza una soluzione politica del conflitto. Come ha infatti ricordato
Gates