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La Borsa cerca qualità

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Si è chiusa venerdì 10 Novembre l’offerta di Poltrona Frau con una “oversubscription” superiore a 16 volte il livello massimo del range di prezzo previsto. Le azioni offerte erano circa 49,1 milioni, chiuse ad un valore di 2,1 euro, tetto massimo della forchetta prevista (1,8 – 2,2).  La domanda è stata elevatissima sia dalla parte istituzionale sia per quel che riguarda il retail. A questo si aggiunge un dato significativo che riguarda il carattere intrinseco degli investitori istituzionali. Circa l’80% del totale riservato all’investimento istituzionale è stato infatti sottoscritto da una componente internazionale, con importante richiesta da parte degli U.S.A, Gran Bretagna, Germania ed Emirati Arabi. Il gruppo che fa capo al fondo Charme è un esempio lampante di multinazionale costruita sul made in Italy: Poltrona Frau è un marchio divenuto cult grazie a prodotti di indiscutibile qualità e design ed è un esempio lampante di quella media impresa nostrana, che fa del prodotto italiano di qualità il suo alfiere sui mercati mondiali. Nel 2005 ha realizzato un giro d’affari di 245,8 milioni di euro. Il volume d’affari si dispiega principalmente in Europa, ma in misura consistente anche in Medio Oriente, Africa e nel continente americano. Il business è in netta fase di crescita: è previsto un aumento di redditività rispetto a l Mol in crescita dal 8% del 2005 al 12% del 2006. Il rapporto debito/patrimonio netto è salito a fine 2004 a 1,59, dopo l’acquisto di Cassina. Il gruppo ha pianificato di rientrare dell’investimento entro 4 anni tramite il reddito prodotto. Visto come si è chiusa la seduta di venerdì 10 Novembre si direbbe che gli investitori hanno fiducia nel piano di rientro prospettato dal management.

Quello di Poltrona Frau non è però un successo isolato.
Un altro debutto elettrizzante è quello di Elica, gruppo marchigiano leader mondiale nella produzione di cappe aspiranti da cucina: collocata a 5 euro, valore mediano nella forchetta prevista (4,4 – 5,6), la matricola del segmento star ha segnato un rialzo del 13,14%, fino a raggiungere quota 5,65 euro. Anche nel caso di Elica l’aumento dei volumi delle transazioni sono stati spinti soprattutto dalla parte istituzionale ai quali per altro era rivolta il 90% dell’offerta. Circa un quarto del fatturato di Elica è generato ogni anno da nuovi prodotti, in più il rapporto tra indebitamento e capitale netto è molto basso, cosa che permette al management di auto-finanziare gli investimenti. I forti investimenti di Elica nella ricerca e sviluppo le permettono di rinnovare e perfezionare il prodotto di anno in anno garantendo alti standard di prestazioni, senza tuttavia tralasciare il fattore estetico. Il design infatti è parte integrante della progettazione come tratto distintivo della cura nel dettaglio che contraddistingue la tradizione manifatturiera italiana. Le attese per gli sviluppi futuri parlano di una crescita sostenuta del margine operativo lordo per l’effetto incrociato del lancio di nuovi prodotti di grande qualità, e la capacità dell’impresa di estendere le proprie quote nei mercati internazionali. Gli analisti stimano che il Mol sui ricavi a fine 2008 dovrebbe raggiungere il 12,9%.

Questi due casi hanno molti tratti comuni: sono tutte imprese italiane che prosperano nella feroce concorrenza globale; sono imprese che hanno incentrato il loro business sullo sviluppo di un prodotto di qualità, nel rispetto tradizione industriale italiana.

Il mercato mondiale richiede e richiederà sempre più prodotti di elevatissima qualità: essa è la conditio sine qua non per poter affrontare con successo la competizione internazionale. Nel breve periodo infatti il divario in termini di costo del lavoro di cui godono le imprese (anche italiane) che producono nei paesi emergenti rimane determinante. Tuttavia una strategia di lungo periodo, non può basarsi soltanto sul basso costo della manodopera, perché è un fattore competitivo temporaneo e perciò effimero. La filosofia aziendale deve concentrarsi sulla soddisfazione perenne del consumatore attraverso un prodotto qualitativamente eccellente.

Tuttavia, anche per il più fervente dei nazionalisti, sarebbe difficile sostenere che solo le imprese italiane sono in grado di progettare e creare prodotti di qualità. Basti pensare alla ben nota affidabilità dei prodotti giapponesi, oppure basti vedere quanto spendono in ricerca e sviluppo in rapporto al Pil, paesi come la Cina o la Corea del sud. E’ sbalorditivo notare come anche le imprese cinesi, sud coreane puntino sullo creazione di prodotti di alta qualità, pur operando in mercati tutt’altro che saturi, dove i volumi di vendita restano straordinari. Ma come dimostrano i successi di Poltrona Frau ed Elica, la qualità del made in italy ha un gradiente di competitività superiore. La qualità del prodotto made in Italy non è circoscrivibile alla mera affidabilità o buona fattura dello stesso, ma a queste caratteristiche aggiunge un ingrediente unico: la “filosofia del benessere”. Questa è la tradizione culturale che caratterizza il nostro stile di vita da sempre. L’impresa italiana deve essere in grado di offrire al consumatore globale un prodotto che ad esso si ispiri. Non è un caso che le tre imprese di cui sopra abbiano un successo internazionale così solido. Elica, presente nelle cappe da cucina sin dagli anni settanta, unisce funzionalità e prestazioni eccellenti ad un design innovativo e di grande classe. Arredare la propria casa con oggetti performanti e di grande impatto visivo, significa crearsi un ambiente sofisticato, piacevole, che incide fortemente sulla qualità di vita. Poltrona Frau arreda interni con vere e proprie opere d’arte che sono curate, dal punto di vista funzionale ed estetico, sin nei minimi dettagli. La matricola della borsa italiana marca con i suoi prodotti la qualità della vita dei consumatori: i suoi sono beni ad alto impatto emotivo e visivo regalano un’emozione al consumatore e divengono status symbol. La chiave perché il consumatore sperimenti questa sensazione passa dalla qualità superiore del prodotto e dalla grande capacità tradizionalmente nostrana di tradurre in beni materiali “l’arte del vivere”. Il consumatore globale, sempre più esigente, richiederà questo all’impresa italiana, che ha le capacità e le caratteristiche necessarie per soddisfarlo. Siamo un paese con delle risorse storiche, artistiche, culturali e intellettuali uniche. Su questa tradizione eccellente del “saper fare bene” e del “benessere italiano” si deve costruire un tessuto imprenditoriale di vedute globali, ma fortemente ancorato alle nostre tradizioni, perché lo strumento per essere competitivi è la nostra tradizione d’eccellenza manifatturiera che interpreta e plasma il benessere italiano. Con i nostri manufatti possiamo offrire un’intera esperienza emotiva ai consumatori di tutto il mondo, e loro saranno contenti di premiarci per questo.

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