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Il caso del Sovrintendente

La bufera sui vertici della Scala: Lissner pronto a lasciare?

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Le prime avvisaglie di una bufera in arrivo sui vertici della Scala risalgono all’inizio dell’estate, quando il Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni contestò a mezzo stampa l’emolumento previsto nel rinnovo del contratto del Sovrintendente Lissner.

Polemica che portò a una burrascosa conferenza stampa in cui il vertice scaligero giustificò voce per voce retribuzione, indennità e benefit dell’ex direttore artistico del Festival di Aix en Provence. Il confronto con gli standard degli altri principali teatri dell’opera europei, in cui i compensi sono di molto inferiori al milione di euro l’anno con cui viene retribuito il lavoro di Lissner, insieme a un più generale clima di spending review cui si attengono sia il presidente del CdA della Scala, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, e il Ministro per i Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, non sembrano però costituire le giuste premesse per una serena permanenza del Sovrintendente fino alla scadenza naturale del contratto prevista nel 2017. Tanto più che l’assessore al Bilancio del Comune, Bruno Tabacci, non intenderebbe rinnovare a dicembre il protocollo d’intesa con la Scala, che prevede un contributo annuo di sette milioni di euro, senza una più approfondita analisi dei conti della Fondazione.

Inoltre l’episodica direzione musicale di Daniel Barenboim permessa da Lissner lascia ormai perplessa non solo gli orchestrali, ma trova critiche in tutta la città. La pressione è alta e la tentazione per il francese di trovare altri lidi, traendo ogni beneficio possibile dal contratto in essere, è forte. La conferma viene dalla notizia pubblicata su Le Figaro e rilanciata in Italia da Dagospia di un interessamento dell’Opera di Parigi, chiamata a sostituire Nicolas Joel entro il 2015, nei confronti di Lissner, il cui contratto prevede la possibilità di rescissione dal teatro scaligero senza penali proprio per quell’anno. Se il rapporto dovesse risolversi prima, invece, è previsto un indennizzo per il Sovrintendente di 300.000 euro.

Tuttavia Lissner, qualora designato, difficilmente potrebbe reggere il clima incandescente che sta maturando intorno alla Scala. Tant’è vero che già fiorisce una ridda di nomi per la successione dove, tra autocandidature velleitarie e nomi illustri ma poco propensi alla gestione, figura anche Salvatore Nastasi, il dirigente che da Roma più si è impegnato per la Scala favorendone l’autonomia, sostenendone i progetti speciali e le tournée all’estero, oltre ad avere una solida esperienza maturata nel risanamento di diversi enti lirici. La situazione, pertanto, va risolta il prima possibile per evitare un epilogo analogo a quello che nel 2005 portò l’allora Sindaco Albertini a chiedere la mediazione del Prefetto dell’epoca, Bruno Ferrante, per risolvere i conflitti esplosi all’interno del teatro.

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