La Calabria va alle urne in un clima di alta tensione

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La Calabria va alle urne in un clima di alta tensione

La Calabria va alle urne in un clima di alta tensione

09 Marzo 2010

C’è l’attuale governatore, messo a lucido e rinfrancato dall’assoluzione dal processo “Why not”, relativo a presunte irregolarità nella gestione di fondi pubblici; lo sfidante, il sindaco giovane, e il terzo incomodo, l’imprenditore. Una sfida, le elezioni regionali in Calabria, che si dipana dentro un clima di tensione, con la costante necessità di mantenere alta l’attenzione per evitare possibili infiltrazioni mafiose. Questo è il contesto all’interno del quale si gioca la partita per la poltrona più autorevole di Palazzo Alemanni, a Catanzaro, sede della Presidenza e della Giunta regionale.

L’attuale presidente della Regione, Agazio Loiero, 70 anni, ex Dc, oggi nel Pd, è il candidato del centrosinistra, sostenuto da 6 liste. A sfidarlo il 43enne sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, cresciuto nel Fronte della Gioventù e poi entrato in Alleanza nazionale, scelto dal centrodestra (sette le liste a sostegno) e da tre anni incoronato sindaco più amato d’Italia, con oltre il 70 per cento dei consensi.

Pippo Callipo, 63 anni, imprenditore del vibonese, è il terzo protagonista, appoggiato da tre liste: l’Italia dei valori di Di Pietro e De Magistris, i Radicali di Bonino e Pannella e il movimento da lui fondato, ‘Io Resto in Calabria’. Da molti l’imprenditore è considerato il possibile ago della bilancia a favore del centrosinistra, supposizioni smentite categoricamente dallo stesso Loiero, nel corso di una conferenza stampa a Lamezia Terme, “anche in caso di vittoria – ha affermato l’esponente del Pd –  Callipo non entrerà in Consiglio regionale e le sue battaglie potrà farle solo dall’Assemblea legislativa”. 

Sono 16 le liste in totale e 582 i candidati nelle diverse province, ma è appunto l’aria ad essere sempre più irrespirabile. Dell’ultimo weekend è la notizia che i clan stavano preparando un attentato per uccidere l’onorevole Angela Napoli, una donna da anni impegnata a denunciare la criminalità e gli inquinamenti mafiosi. Due giorni prima a Lamezia Terme è stata trovata una bomba davanti al portone di casa di Salvatore Vescio, candidato a sindaco proprio nel comune catanzarese con una lista autonoma ed al consiglio regionale della Calabria con una lista collegata al candidato governatore del centrodestra Scopelliti.

Sul fronte politico, il centrosinistra ritrova equilibrio attorno ad Agazio Loiero, che aveva profetizzato, subito dopo la richiesta di condanna per abuso d’ufficio pronunciata dall’accusa proprio nel processo “Why not”: “In caso di condanna mi ritirerò dalla corsa elettorale”. La sentenza emessa dal Gup di Catanzaro, Abigail Mellace, ha disfatto proprio il teorema (accusatorio) di Luigi De Magistris e rimesso le ali al presidente della Regione che negli ultimi giorni si è rituffato a testa bassa nella mischia della campagna elettorale, fiducioso di recuperare il gap nei confronti di Scopelliti.

Il candidato del centrodestra a fine febbraio, secondo i dati diffusi dal vice coordinatore regionale del Pdl, Antonio Gentile, viaggiava su una forbice compresa tra il 50 e il 52%, seguito da Loiero, tra il 34 e il 36%, e Callipo al 14%. Adesso, però, il governatore in carica risponde che “la vittoria è a portata di mano” e che il centrosinistra è pronto a continuare a governare, dando per spacciato il rivale Scopelliti (“Scopelliti non ha chance fuori da Reggio Calabria”); e in una nota diffusa dal ‘Comitato Agazio Loiero Presidente’ vengono resi pubblici i rilevamenti in mano al Pd, ribaditi dal segretario nazionale Pierluigi Bersani, che assegnano alle coalizioni di centrosinistra 10 regioni su 13, e tra queste sicuramente la Calabria”.

Scopelliti risponde evidenziando gli indicatori sintomi del  fallimento del governo del centrosinistra in Calabria: disoccupazione giovanile al 65% (primo posto in Europa, 48 punti in più della media comunitaria), dati Unioncamere; disoccupazione femminile al 41% (sei punti in più della media nazionale e 13 sopra quella europea); emigrazione giovanile: primo posto in Italia, con 70 mila giovani nel triennio 2005-2008, dati Svimez; mortalità imprese: -2,7% (lo 0,7%in più della media nazionale, dati Confcommercio) a differenza del saldo positivo dello 0,6% in più registrato nel periodo 2000-2005. Ancora, diminuzione dei consumi: -1,5% solo nel biennio 2009-2010, lo 0,2% in meno del Sud, il doppio rispetto al resto del Paese; prodotto interno lordo: -1,7 nel 2008, -5,6% nel 2009, media stimata intorno all’1% per l’anno in corso, chiaramente ultimo posto d’Europa (Dati ‘Sole 24 Ore Prometeia’); povertà della famiglie: primo posto in Italia, 29,8% (dati Istat 2009) e primo posto nell’Europa continentale, contro una media nazionale dell’11%; ultimo posto in Europa per spesa dei fondi Fesr (66,9%) e penultimo assoluto (peggio ha fatto solo la Campania) in termini di spesa complessiva dei fondi comunitari per il 2009, dati Ue). Infine, pagamenti alle imprese: ultimo posto in Italia, con una media di 600 giorni nel settore della sanità secondo i dati di Confindustria; secondo posto assoluto in Italia (dietro semplre la Campania) come emigrazione sanitaria nel periodo 2005-2010, con un aumento dell’8%, dati Anisap; debito sanitario accertato pari a 2,2 miliardi di euro (primo posto in Europa)”.

“Dinanzi a questo quadro – sostiene Scopelliti – di fatti incontrovertibili e assoluti, il governatore uscente tenta di anestetizzare il dibattito e di ignorare che cinque, lunghissimi anni di gestione hanno consegnato alla Calabria una solitudine disarmante, riducendola in uno stato di bancarotta”.

Ben diversa la versione fornita dal governatore che definisce “sballate” le cifre diffuse dallo sfidante. “Nel 2005 – ricorda Loiero –  la Calabria aveva un tasso di disoccupazione pari a 16,9% superiore di 0,6 punti percentuali rispetto a quello medio del Mezzogiorno e superiore di 8,7 punti percentuali rispetto a quello nazionale. Al terzo trimestre 2009 (ultima rilevazione ufficiale Istat disponibile e non basata su stime) la disoccupazione in Calabria si attesta all’ 11,3, vale a dire 0,4 punti percentuali meno del valore medio del Sud e di 4 punti percentuali superiore a quella media nazionale. Il divario nel tasso di disoccupazione è stato colmato rispetto al Mezzogiorno e si è più che dimezzato, nel confronto col tasso di disoccupazione media nazionale”.

“Nel 2005 – continua Loiero – la Calabria aveva un tasso di disoccupazione maschile pari a 14,3% superiore di 1,3 punti percentuali rispetto a quello medio del Mezzogiorno e superiore di 7,5 punti percentuali rispetto a quello nazionale. Al terzo trimestre 2009 (ultima rilevazione Istat ufficiale disponibile e non basata su stime) la disoccupazione maschile in Calabria si attesta al 9,1%, 1,3 punti percentuali meno del valore medio del mezzogiorno e di 2,3 punti percentuali superiore a quella media nazionale". Il divario nel tasso di disoccupazione, per Loieri, "è stato colmato rispetto al Mezzogiorno, mostrando una performance attualmente migliore di quella registrata nel Sud e si è ridotto di ben 5,2 punti percentuali nel confronto col tasso di disoccupazione maschile media nazionale”.

“Ancora nel 2005 – prosegue il presidente della Regione  – la Calabria aveva un tasso di disoccupazione femminile pari a 21,6% superiore di 1,3 punti percentuali rispetto a quello medio del Mezzogiorno e superiore di 11,2 punti percentuali rispetto a quello nazionale.
Al terzo trimestre 2009 (ultima rilevazione Istat ufficiale disponibile e non basata su stime) la disoccupazione femminile nella regione si attesta al 15,1%, 1,1 punti percentuali più del valore medio del Mezzogiorno e di 6,7 punti percentuali superiore a quella media nazionale. Il divario nel tasso di disoccupazione è stato ridotto rispetto al Mezzogiorno, e si è ridotto di ben 4 – 5 punti percentuali nel confronto col tasso di disoccupazione femminile della media nazionale. Il tasso di disoccupazione giovanile – sostiene ancora Loiero – in Calabria nel 2005 era pari al 46,1%, nel Mezzogiorno era pari al 38,6 (+7,5% differenza fra Calabria e Mezzogiorno). Nel 2008 detto valore è sceso al 34,5% contro il valore del Mezzogiorno pari a 33,6 (+0,9% differenza fra la Calabria ed il Mezzogiorno). Si tratta di cifre incontestabili – conclude Loiero – di cui i calabresi possono avere facilmente conferma semplicemente andando su internet”.

E sui dati riguardanti i fondi comunitari, Loiero precisa: “Quelli messi in bocca a Scopelliti non sono gli ultimi disponibili. Nel giudizio di Bruxelles sull’utilizzo al 31 dicembre 2009 dei finanziamenti del Fondo regionale Ue (Fesr) per il periodo 2007-2013, sulla base dei dati inviati dal governo nazionale a Bruxelles, si salva soltanto la Calabria. La Calabria ha già impegnato più del 30% dei finanziamenti Fesr, quando tutte le altre regioni, chi più e chi meno, mostrano ritardi”.

Il terzo pretendente, Giuseppe Callipo, intanto, si gode il successo personale nello ‘Speciale elezioni regionali-sezione Calabria’, pubblicato dal sito repubblica.it.

“L’applicazione, attivata il 28 febbraio scorso, – spiegano in una nota diffusa dall’ufficio stampa di Callipo – permette agli utenti del sito di esprimere il proprio gradimento nei confronti dei candidati alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo. L’imprenditore, calabrese registra l’indice di gradimento più elevato rispetto ai suoi avversari diretti”.

Infine il dato più evidente, che può fare la differenza fino all’ultimo, in un sondaggio di pochi giorni fa commissionato da ‘Il Clandestino’ e realizzato da ‘Crespi Ricerche’, è quello relativo agli indecisi: il 21%, in relazione al candidato presidente da preferire, mentre il 32% nutre dubbi sul partito da votare.