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La Corte di Strasburgo ci presenta il conto di Punta Perrotti, Emiliano tenta la difesa su twitter

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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato, ieri, lo Stato italiano per l’abbattimento del complesso immobiliare di Punta Perotti. La sentenza della Corte Europea arriva dopo anni di lotte gudiziarie tra il Comune di Bari e il consorzio edilizio – guidato dalla famiglia Matarrese – che aveva costruito i palazzi nel lontano 1995. Il risarcimento che la Repubblica Italiana dovrà sborsare ai privati è di oltre 49 milioni di euro che andranno a pesare, neanche a dirlo, sulle tasche dei cittadini italiani.

I palazzi sul mare furono demoliti per volontà di Michele Emiliano durante il suo primo mandato da sindaco di Bari. Il magistrato, trovatosi alla guida della città, aveva incentrato la sua prima campagna elettorale proprio sull’abbattimento dei palazzi definiti “saracinesche sul mare”: fino a ieri, è stato questo il fiore all’occhiello mostrato con orgoglio dal Sindaco; prima, ovviamente, che fosse stabilito il risarcimento record dalla corte di Strasburgo.

I costruttori gioiscono: quasi 50 milioni di euro sono una boccata d’ossigeno in un momento storico-economico così difficile. "Questa somma per noi arriva come una manna dal cielo. Servirà per rimettere benzina nei nostri motori, per ripartire", giurano, e non è difficile credere loro. Intanto, promettono che non torneranno a costruire sui terreni della diatriba, ma sono pronti ad investire in alter zone della città, sperando di non trovare l’opposizione ferrea di un Michele Emiliano ferito e disilluso.

Giunta la notizia del maxi-risarcimento la macchina comunicativa del Comune di Bari ha acceso i motori ed  è partita la difesa di un’operazione che a molti sembrò, già all’epoca, affrettata e pericolosa. Il Sindaco, armato di tastiera, ha sostenuto la bontà del suo operato durante tutto il pomeriggio, dialogando come è abituato a fare su facebook e twitter. "Basta buigie su Punta Perotti" è stato l’hashtag usato dal sindaco per spiegare le sue ragioni che, a dire il vero, son parse deboli dal principio. "I cittadini baresi non pagheranno mai un euro per l’abbattimento né il Comune di Bari potrà essere chiamato in causa dallo Stato italiano, perché l’abbattimento era legittimo". La presa di posizione di @micheleemiliano è sibilina e, molti, hanno risposto al Sindaco sentendosi, prima che baresi, cittadini italiani. La Repubblica, infatti, è stata condannata dalla Corte Europea di Strasburgo, vero, ma Bari non è San Marino e chi è barese è anche italiano: Michele Emiliano, questo almeno, dovrebbe saperlo.

Il Sindaco si muove bene nei meandri del web e non getta la spugna nemmeno sotto la valanga di tweets che lo sommerge. Con uno scambio di battute, il sindaco tira fuori un concetto filosofico, datato e un po’ fuori moda.

Chiediamo: @micheleemiliano Ma se non fossero stati abbattuti sarebbe bastato riconsegnare i palazzi ai costruttori. Non è così?

Risponde: @mchicco i palazzi abusivi sono dei non-beni, incommerciabili e senza valore, potevano essere solo abbattuti

Insomma, "I palazzi abusivi sono dei non-beni" per i quali tutti gli italiani, baresi compresi, dovranno pagare 50 milioni di euro. Non-beni carissimi, che peseranno sulle nostre, leggerissime, tasche. La sentenza della Corte scrive la parola fine in una vicenda che ha animato il dibattito politico barese negli ultimi quindici anni. Chiude una pagina lunghissima, grazie alla quale Michele Emiliano ha costruito parte della sua popolarità e che oggi potrebbe assestare il colpo di grazia al suo consenso. Proprio come quei palazzi in riva al mare.

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1 COMMENT

  1. Apprezzo quanto scritto a
    Apprezzo quanto scritto a proposito di Punta Perotti, però voglio precisare che la risposta inviata(?) da Emiliano non è corretta. Infatti, in mancanza di reati
    l’opera anche se abusiva sotto il profilo amministrativo non diventa non bene o incommerciabile, come sostenuto(da quale norma poi si dedurrebbe questo?).
    E’ invero possibile in presenza di preminenti interessi pubblici procedere a forme di transazione/accordi che ben possono comprendere anche l’opera abusiva come precedenti insegnano (potrei in proposito citare alcuni casi recenti), che salvino opere avviate con regolare concessione rilasciata, e, solo a seguito di successiva deliberazione giudiziaria dichiarate illegittime, come il caso di Punta Perotti.

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