La manovra ha calmato i mercati
22 Luglio 2010
La crescita del fatturato industriale di maggio non è di per sé esaltante. Il fatturato infatti s’è accresciuto dell’8,9 per cento rispetto al maggio 2009, ma rispetto al mese precedente l’aumento è solo di 0,8 punti, con un rallentamento rispetto ad aprile. Ma se si considera il flusso degli ordinativi lo scoramento svanisce.
Essi nel maggio rispetto ad aprile crescono del 3,2 per cento. Il calo sul mercato interno dello 0,4 per cento dipende soprattutto dal mancato rinnovo degli incentivi all’auto, una droga che è stato bene cessare di somministrare. Sul mercato estero c’è un aumento di quasi dieci punti (più 9,5 per cento). Su base annua, nel maggio del 2010 rispetto a quello del 2009, gli ordinativi aumentano quasi del 30 per cento, con un più 16 per cento sul mercato interno e un più 49 per cento sull’estero: un boom, forse inatteso.
Una parte del recupero deriva dal fatto che nel maggio del 2009 gli ordinativi erano all’80 per cento rispetto all’anno base, il 2000. E poiché nel maggio del 2008 erano a quota 121 sul 2000, la caduta l’anno scorso era stata di 40 punti rispetto al picco. Il recupero ci porta solo a 106. Ma questo dato è ingannevole, essendo la media fra ordini sull’interno e sull’estero ove il recupero è di 50 punti. Per l’estero oramai il picco del 2008 è in vista.
Ciò dipende dal fatto che l’euro s’è indebolito rispetto al dollaro, ma anche dal fatto che i nostri operatori (come quelli tedeschi) sono andati in cerca di nuovi mercati e son riusciti ad accrescere, sia pure solo dello 0,1 per cento, la quota italiana dell’export mondiale, compensando il declino nelle aree occidentali con una maggiore presenza in quelle asiatiche, sudamericane, dell’est europeo e del sud del Mediterraneo in crescita. Ora l’euro è risalito a quota 1,30 ma l’aggancio italiano e tedesco ai mercati in crescita sta funzionando.
La manovra di finanza pubblica aggiunge un quadro di stabilità che aiuta i nostri operatori a ottenere maggior credito per l’espansione. E ciò trova riscontro nel fatto che le importazioni aumentano più dell’export, perché le aziende stanno ricostituendo i magazzini di materie prime e semilavorati. La nave va.
Tratto da Il Foglio.
