Home News La Merkel “contenta” per l’uccisione di Bin Laden. I cattolici insorgono

Malumore nella CDU

La Merkel “contenta” per l’uccisione di Bin Laden. I cattolici insorgono

E’ giusto festeggiare e rallegrasi per l’uccisione di una persona, seppur un terrorista come Osama bin Laden? E’ questo che, da qualche giorno, si chiedono giornalisti e politici tedeschi. Jörg Schönenborn, uno dei principali analisti politici della prima rete statale tedesca, in un commento durante l’edizione principale del telegiornale, ha espresso disagio e disapprovazione nel vedere le manifestazioni di giubilo alla notizia della morte del leader di al-Qaeda. E’ certamente vero che Osama bin Laden è stato un criminale responsabile della morte di migliaia di persone, ma un paese civile e civilizzato come gli Stati Uniti, secondo il commentatore tedesco, non avrebbe dovuto avere paura di un tribunale internazionale. Uccidendo Osama bin Laden gli americani, sostiene ancora Schönenborn, hanno creato un nuovo martire.

Ora, se, in realtà, i festeggiamenti dei cittadini statunitensi possono essere in qualche modo comprensibili, soprattutto in ricordo dell’attentato alle Torri Gemelle e per un’attesa di quasi dieci anni, più complicato e difficile è giustificare e comprendere la reazione di Angel Merkel: “Mi rallegro che si sia riusciti a uccidere Osama bin Laden”. Questa frase, breve ed detta, forse, senza riflettere troppo sulle possibili conseguenze, ha scatenato, in Germania, un acceso dibattito durante il quale la Cancelliera tedesca è stata criticata non solo dai politici e rappresentanti cattolici, ma anche, più in generale, da diversi esponenti della coalizione di maggioranza. A poco sono servite le rettifiche e correzioni da parte del giornalista Steffen Seibert (il portavoce della Cancelliera) che ha ricordato come questa frase non debba essere isolata dal contesto e dal momento in cui è stata affermata e che non voleva trasmettere una sorta di sentimento di vendetta. Secondo la spiegazione di Seibert, Angela Merkel si rallegrava del fatto che ora Osama non sarà più un pericolo e che il mondo, oggi, è diventato sicuramente più sicuro. Tra l’altro, come ricordato dallo Spiegel-online, nell’ultimo consiglio dei ministri non si è discusso neanche di queste critiche. Tuttavia, anche se per la Cancelliera, il discorso sembrava chiuso, le reazioni non sono mancate.

Il presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, Alois Glück, ha definito irritante la reazione di Angela Merkel, perché i cattolici sono contrari a qualsiasi forma di pena di morte. L’esponente cattolico della CDU (il partito della Merkel) Martin Lohmann ha affermato che la morte di un essere umano per un cristiano non può mai essere motivo di gioia. Anche Günther Beckstein, della CSU, il partito bavarese “gemello” dei cristiano democratici, ha affermato che l’uccisione di un uomo senza una qualche forma di processo degno di uno stato di diritto è, dal punto di vista etico e giuridico, un fatto estremamente problematico. Anche il Presidente del Consiglio centrale dei musulmani tedeschi, Aiman Mazyek, ha criticato la Merkel. Secondo Mazyek alla violenza del terrorismo non bisogna rispondere con la stessa moneta, ovvero con la violenza e la morte. Anche il vicepresidente del Bundestag, Katrin Göring-Eckardt (dei Verdi e protestante), ha dichiarato alla Berliner Zeitung, chequando viene ucciso un essere umano, in quanto cristiana, non c’è alcun motivo per festeggiare.

Di segno totalmente opposto le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Guido Westerwelle (FDP) che ha difeso espressamente la Cancelliera: “La morte del leader di al-Qaeda è un buona notizia per tutto il mondo”. Più timido è stato il sostegno di Siegfried Kauder della CDU secondo il quale la Cancelliera avrebbe dovuto formulare i suoi pensieri in modo diverso, perché quella frase può essere facilmente interpretabile come una sorta di desiderio di vendetta da parte dell’Occidente. Markus Löning dei liberali (FDP) si è dichiarato alleggerito dalla morte di Osama bin Laden perché ora possiamo avere meno paura del terrorismo. Se sarà veramente così è estremamente difficile e, forse, anche prematuro poterlo dire oggi. In ogni caso è innegabile che la morte, seppur avvenuta in modalità ancora oggi oscure e da chiarire, resta un importante successo degli Stati Uniti nella guerra contro il terrorismo. Non dimentichiamo, infatti, che l’11 settembre 2001 tutto il mondo si affrettò a manifestare, con convinzione, solidarietà agli Stati Uniti, anche oggi ci sarebbero dei buoni motivi per manifestare la propria vicinanza a Obama ed al paese che governa.

 

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7 COMMENTS

  1. Dopo gente finita sgozzata
    Dopo gente finita sgozzata in diretta, uomini donne e bambini di ogni età e ogni religione, morti ammazzati in virtù del Jihad scatenato da Bin Laden, contro i nemici non credenti cioè contro l’occidente ma anche contro tutti coloro che pur non essendo degli infedeli non obbedivano alla chiamata per la guerra religiosa armata, adesso quando dopo anni e anni dei suoi orrori il mostro è caduto bisogna lèggere pure che le foto della sua morte sono atroci, e forse è meglio non diffonderle, come se il mondo non fosse ormai vaccinato contro le immagini di qualsiasi orrore. Guai a voi … ipocriti. Per il resto riguardo a non esacerbare l’animo di coloro che amavano, e obbedivano al fondatore di al-Qa?ida, nessun rispetto per i seguaci del mostro. Anzi se possibile si spediscano all’inferno pure loro, magari il mondo privo di questa gente non sarà migliore ma, è indubbio che, in questo mondo, senza questo tipo di gente, si vivrà di gran lunga meglio.

  2. Non vedo dove sia la materia
    Non vedo dove sia la materia di discussione, se anche un solo cittadino tedesco fosse morto vittima dei terroristi di Al Quaeda o un solo soldato tedesco fosse morto cercando di combatterli sarebbe gia sufficiente per rallegrarsi della morte di Bin Laden
    Se giornalisti e politici impiegassero tempo ed energie a discutere su come fare ripartire l’economia e sul sostegno a lavoro e imprese non sarebbe meglio?
    Gli stessi politici sembrano asserviti alle esigenze dei media e non si tirano indietro quando si tratta di ingigantire discussioni di nessuna importanza e fini a se stesse.
    Pare di vivere in una specie di reality show dove il gossip è una esigenza primaria e il cazzeggiare prevale sul fare.
    Ogni giorno si sente la mancanza di qualcuno autorevole che esclami ad alta voce:”La ricreazione è finita, tutti al lavoro!”

  3. Princìpi e strumenti
    Siamo nello scontato. Come non essere d’accordo con i commenti cattolici:”Di fronte alla morte di un uomo, il cristiano non si rallegra mai… “ con tutto ciò che segue. Ma pure: come sono puntuali e ci vanno giù duri i grilli parlanti in certe occasioni.

  4. piango da cristiano la morte di Bin Laden,con vera pace in cuore
    sono un cattolico vecchio, altro che adulto, e so che gli uomini sono tutti (più o meno) peccatori. Io preferisco peccare perché contento della morte di un assassino, piuttosto che peccare per non aver fatto niente che gli impedisse di continuare nelle sue imprese. La morte di Osama dobbiamo piangerla perché siamo cristiani, ma con gioiosa pace nel cuore perché siamo uomini responsabili. E’ un peccato? Lo confessiamo!

  5. Perché davvero credete che
    Perché davvero credete che Bin Laden sia morto? hahaha, perché lo dicono gli USA? Hahaha, bevete tutte le baggianate che le istituzioni si inventano!

  6. Mi rallegro
    Mi rallegro della giustizia fatta: una morte giusta e’ giusto motivo per rallegrarsi. La legge del contrappasso non e’ un male. Piuttosto va detto che sia meglio una morte giusta che una vita ingiusta. Osama stesso dovrebbe essere grato per esser stato portato all’aldila’. Li’ sicuramente avra’ l’opportunita’ per ricevere in pieno la meritata ricompensa per la vita vissuta quaggiu’. Rallegramoci tutti, dunque. E se per caso ci fossero tra di noi taluni che credono che Osama fosse un buon uomo, ricordiamoci per Bacco che anche il buonissimo Socrate era allegro in previsione della morte e dell’aldila’! Un brindisi dunque, compatibilissimo con la migliore fede cristiana. Un brindisi non al sangue circense, ma alla giustizia vera. Un brindisi spassionato, generoso e cristiano! Amen.

  7. Felice che sia morto ma…
    Inutile nascondersi dietro il politicamente corretto. Sono un cattolico ma non del tipo che porge l’altra guancia.

    OBL doveva morire. Un processo avrebbe solo prolungato l’intera vicenda, creato movimenti pro-Osama in occidente (Liberali e movimenti di sinistra in particolare, oltre ai mussulmani) e avrebbe dato nuovi motivi agli estremisti di emulare il loro leader che dalla galera avrebbe sempre e comunque rappresentato un punto di riferimento.

    A questo punto, meglio che diventi martire da morto. E’ anche una lezione per gli altri aspiranti leader, che da oggi sanno che neppure in nazioni che li proteggono (Come il doppiogiochista Pakistan) sono al sicuro. Prima o poi la sorpresa arriva sottoforma di pallottola in testa.

    Per cui, cristiano o no, lasciatemi GIOIRE della morte di Osama, che non rappresenta in alcun modo la fine del terrorismo islamico, né del rischio di islamizzazione delle società occidentali.

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