La NATO festeggia 75 anni, Parigi chiama Mosca e Putin continua a provocare

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La NATO festeggia 75 anni, Parigi chiama Mosca e Putin continua a provocare

La NATO festeggia 75 anni, Parigi chiama Mosca e Putin continua a provocare

04 Aprile 2024

Mentre il Cremlino continua a indicare una improbabile pista ucraina dietro l’attentato alla Crocus City Hall di Mosca, ieri il Washington Post ha pubblicato un pezzo in cui si legge che gli americani avevano specificamente avvertito i russi del potenziale target di ISISK. Dunque non un avvertimento generico ma una indicazione specifica sul luogo dell’attentato, fatta due settimana prima che avvenisse.

“La Russia indagherà sull’attacco terroristico alla sala concerti Crocus City Hall di Mosca in modo meticoloso e attento, in modo da non dare ai mandanti l’opportunità di trarre vantaggio da qualsiasi potenziale discrepanza”, ha detto alla Tass la portavoce del ministero degli Esteri russo, Zakharova. “Comprendiamo che il tono generale e i fatti, che confermano le precedenti azioni del regime di Kiev sostenuto dall’Occidente, possono portare, ed evidentemente portano, a determinate conclusioni, ma dobbiamo ancora aspettare i risultati dell’indagine. L’inchiesta dovrà essere fatta in modo attento e modo meticoloso, perché non dobbiamo dare agli organizzatori, non agli autori ma agli organizzatori, l’opportunità di sfruttare ogni sorta di discrepanza” ha aggiunto.

Il modo con cui il Cremlino cerca di sviare o di ribaltare ciò che è accaduto a Mosca sottolinea ancora una volta la fuga dalle responsabilità di Putin e del suo entourage dal bagno di sangue avvenuto alla periferia della capitale: 145 vittime nell’assalto più letale sul suolo russo da decenni a questa parte. Mentre si cerca di incolpare Kiev, una vecchia tattica di disinformazione, gli uomini dello zar fanno sapere che migliaia di russi si sarebbero arruolati per “vendicare” l’attacco. La domanda è come mai se i russi sapevano non sono intervenuti per sventare l’attentato?

Intanto il ministro della Difesa francese Sébastien Lecornu e il suo omologo russo Sergei Shoigu, secondo quest’ultimo, si sono mostrati “disposti al dialogo” sul conflitto in Ucraina durante il primo colloquio telefonico di queste rango tra i due Paesi dal 2022. “Si è constatata la disponibilità al dialogo riguardo all’Ucraina. Il punto di partenza potrebbe essere l’iniziativa di pace di Istanbul. Tenere un incontro a Ginevra senza la partecipazione della Russia non ha senso”, ha affermato il ministero russo in un comunicato diffuso ieri. Secondo i media, la bozza negoziata a Istanbul, settimane dopo l’invio delle truppe di Mosca in Ucraina, prevedeva che l’Ucraina abbandonasse il suo tentativo di entrare nella NATO e rimanesse neutrale.

Shoigu ha anche detto che se Parigi darà seguito alle sue dichiarazioni sulla possibilità di inviare un contingente militare francese in Ucraina, “creerà problemi alla Francia stessa”. La conversazione è avvenuta dopo le dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron, che a febbraio aveva affermato di non escludere l’invio di truppe occidentali in Ucraina.

Il Ministero della Difesa russo nel suo resoconto della telefonata ha sottolineato che Lecornu ha offerto le sue condoglianze per l’attacco del 22 marzo. Lecornu, dicono da Mosca, avrebbe ha cercato di convincere Shoigu che l’Ucraina e i suoi alleati occidentali non hanno alcuna relazione con l’attacco alla sala da concerto, ma Shoigu ha insistito sul fatto che Mosca ha “informazioni sulla traccia ucraina nell’organizzazione dell’attacco terroristico”. “Il regime di Kiev non fa nulla senza l’approvazione dei suoi responsabili occidentali”, ha detto Shoigu a Lecornu. “Speriamo che i servizi speciali francesi non siano coinvolti”.

Nella serata di ieri, fonti francesi hanno negato che sia stata espressa la “volontà di dialogare” con la Russia sulla guerra in Ucraina durante la conversazione telefonica. Il numero uno della Nato Stoltenberg, infine, a Bruxelles ha fatto sapere che servirebbe un fondo pluriennale da 100 miliardi di euro per sostenere l’Ucraina, che ha bisogno di munizioni e di maggior sostegno militare, aggiungendo che Kiev, a suo tempo, entrerà nella NATO ma specificando che l’alleanza non è in guerra con Mosca. Secondo Stoltenberg c’è la necessità di un piano a lungo termine per Kiev.

“La NATO è più forte che mai. Ho incontrato il segretario generale Jens Stoltenberg a Bruxelles prima del 75esimo anniversario dell’Alleanza NATO. Continueremo a lavorare a stretto contatto per affrontare le sfide globali, inclusa l’aggressione della Russia contro l’Ucraina”, ha scritto su X il segretario di Stato Usa Antony Blinken.