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La partitocrazia al potere

(da Il Giornale)
Quando ho appreso delle dimissioni di Romano Vaccarella da giudice della Corte Costituzionale per la protesta contro le indebite pressioni esercitate da membri del governo, il primo riflesso è stato quello di pretendere da Prodi le scuse per tutti gli italiani che parcheggiano in doppia fila. A freddo, però, l'episodio mi sembra la spia di qualcosa di più serio e di più grave.

Un tempo - e neppure troppo tempo fa - i partiti pretendevano di esercitare in prima persona la sovranità, a dispetto dei poteri riservati alle istituzioni ufficiali dello Stato. Potevano farlo perché il loro ruolo - di maggioranza così come di opposizione - e la loro forza erano immodificabili. Al più cambiava qualche decimale. Era questa l'essenza di quella che si usava definire "partitocrazia". Poi i partiti sono entrati in crisi e, per di pi%C3

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2 COMMENTS

  1. immagini cosa sarebbe
    immagini cosa sarebbe successo a parti invertite:
    un giudice della corte costituzionali si dimette denunciando indebite ingerenze da parte del governo di centrodestra.
    cosa sarebbe accaduto?
    come minimo la sinistra avrebbe scatenato un linciaggio mediatico senza precedenti, avrebbero gridato al golpe,chiesto l’intervento dell’onu e dell’unione europeo, edizione straordinaria del tg3,appello degli intellettuali sulla prima pagina di repubblica…
    ed invece nulla

  2. A cosa dunque può servire
    A cosa dunque può servire il referendum
    sulla legge elettorale se la partitocrazia rimane ?

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