03 Giugno 2022


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La Polonia convince Von der Leyen: via libera al PNRR

La Polonia convince Von der Leyen: via libera al PNRR

Come in Italia sappiamo bene, l’erogazione dei fondi del Next Generation Eu è vincolata a diversi parametri e riforme che devono essere rispettate. In Polonia, infatti, i fondi per attuare il PNRR erano stati congelati a causa delle controversie aperte tra Bruxelles e Varsavia sull’indipendenza della magistratura e sul rispetto del diritto comunitario

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza del primo ministro Moraviecki valeva 35,4 miliardi di euro, di cui 23,9 a fondo perduto e 11,5 di prestiti. Le voci di spesa principali sono la transizione climatica, a cui sono dedicate il 42,7% delle misure, e quella digitale, a cui sono orientate il 21,3% dei provvedimenti.

L’attesa svolta per il PNRR della Polonia

Quando la Camera bassa del Parlamento polacco di una legge ha abolito la sezione disciplinare della Corte Suprema è arrivata la svolta. La controversia con Bruxelles su questo punto era esiziale. Al punto che la mancata sospensione delle sue attività, ordinata dalla Corte di Giustizia Ue, stava costando a Varsavia una multa giornaliera di un milione di euro.

Le parole di Ursula von Der Leyen

L’approvazione del PNRR polacco “è legata a chiari impegni della Polonia sull’indipendenza della magistratura che dovranno essere rispettati prima di poter effettuare qualsiasi pagamento effettivo”. Ursula von der Leyen ha dato così il via libera al Piano nazionale di ripresa e resilienza della Polonia. La presidente della Commissione europea ha aggiunto un monito: “attendo con impazienza l’attuazione di queste riforme”. Ennesima prova che sono dirimenti per la ricezione dei fondi.

Le polemiche

Le polemiche, soprattutto da sinistra, stanno animando l’Europarlamento in queste ore. La verità è che la Polonia si è guadagnata credito con le istituzioni europee e gli altri Paesi membri durante l’invasione dell’Ucraina. Le posizioni politiche ostili alla Russia e l’oggettivamente enorme disponibilità nell’accoglienza dei profughi ucraini potrebbero aver giocato un ruolo.

“Ursula von der Leyen  sta sacrificando lo stato di diritto”, si è lamentato Daniel Freund, eurodeputato tedesco dei Verdi le cui posizioni ben rappresentano gli scettici. “Anche le condizioni che lei stessa aveva più volte richiamato negli ultimi mesi non sono state soddisfatte. La camera disciplinare non è abolita, ma piuttosto ribattezzata. I giudici non sono tornati ai loro vecchi incarichi. Alcuni sono stati reintegrati ma immediatamente inviati dall’altra parte del paese, quindi questa è una falsa riforma.”

In effetti, sembra che la Polonia non abbia dato seguito alle sentenze della Corte europea di giustizia. Infatti, alcuni commissari hanno manifestato un più o meno aperto disaccordo con la decisione di Ursula von Der Leyen. Il Consiglio dell’Ue dispone di quattro settimane a partire dal 1° giugno per adottare la proposta della Commissione, l’esito non è affatto scontato.