La rinascita dell’Italia parte anche dal rinnovamento dei mercati finanziari
10 Maggio 2011
Breve, conciso, essenziale. Al contempo diretto e concreto. Sono questi i primi commenti che annotiamo alla conclusione del discorso annuale al mercato finanziario pronunciato ieri mattina dal neo eletto presidente della Consob – la società incaricata della vigilanza del mercato – Giuseppe Vegas.
Il discorso è piaciuto a tutti, sia da un punto di vista puramente estetico – la brevità e la rottura con il passato nella decisione di anticipare ai primi di maggio la lettura del discorso, in particolare, sono state le caratteristiche che più hanno impressionato la platea – sia da un punto di vista più operativo e pragmatico. Tutte le forze coinvolte, politiche ed economiche, si sono espresse in favore dei concetti sottolineati dal presidente.
Con questo primo, forte intervento Vegas ha voluto dare agli operatori del mercato, alle società quotate e a tutta la comunità economica e finanziaria del Paese un chiarissimo segnale dell’urgenza di interventi a contrasto dell’incertezza oggi persistente sulla scena economica mondiale e una forte spinta in direzione di una maggiore concretezza. La rottura con la passata presidenza è stata netta e decisa. Flessibilità e snellezza nella regolamentazione, da un lato. Sanzioni più aspre e certe, dall’altro. Questo è, in estrema sintesi, la nuova linea che da domani la Consob dovrà perseguire.
Ma ciò che ha convinto tutti è stato il continuo riferimento che Vegas ha fatto a mercati più snelli, efficienti e remunerativi del nostro. Il presidente ha dimostrato una buona dose di lungimiranza e un’umiltà che raramente si riscontra in molti palazzi del potere di questo Paese.
In particolare, Vegas ha portato l’esempio degli Stati Uniti quale modello cui guardare per fondare una corretta normativa sulle offerte pubbliche di acquisto (OPA), che attualmente rappresentano in Italia un forte oggetto di dibattito. Il presidente ha detto che “da sempre la legislazione italiana ha fortemente privilegiato la contendibilità, limitando la possibilità di difesa delle società a fronte di scalate ostili”. Oggetto, nemmeno troppo implicito, di queste considerazioni sono l’attuale querelle Parmalat-Lactalis e le recentissime dichiarazioni che la settimana scorsa il CdA della società di Collecchio ha reso note.
Al centro del problema, continua Vegas, c’è lo squilibrio tra assetto proprietario e l’effettivo controllo delle nostre aziende. Tuttavia la priorità per le imprese italiane resta e sempre rimarrà quella di avere gli strumenti di tutela per difendersi da eventuali attacchi di capitali dall’estero. È in questa direzione che Vegas vuole muovere il mercato nostrano. Alcuni attaccano sostenendo che questo sia un passo indietro dopo tanti proclami a tutela del mercatismo di matrice anglosassone.
In realtà questa non rappresenta per nulla una deriva protezionista. Quello che la Consob vuole mettere in campo è semplicemente una parità di strumenti a disposizione delle imprese che subiscono il takeover, anziché lasciarle – come avviene oggi – in balia di regole non esattamente circoscritte e sovente limitative per la difesa della proprietà.
A dimostrazione di quanto Vegas veda il futuro come pienamente guidato dalle logiche di mercato ma secondo regole uniformi e valide per tutti, valgono le sue successive dichiarazioni in ottica di un’espansione e un rafforzamento di un mercato azionario per il momento privo di consistenti capitali e con aziende insufficientemente patrimonializzate. Il presidente della Consob chiude, infine, auspicando un riequilibrio tra l’attuale strapotere esercitato dalle banche come canale preferenziale di finanziamento delle aziende e l’ancora troppo esiguo mercato dei capitali.
Il rinnovamento dell’Italia passa anche attraverso un corretto posizionamento dei mercati finanziari all’interno del panorama economico globale. Potersi presentare all’estero con un peso sempre maggiore delle nostre imprese rappresenta un asset, una forza dalla quale non possiamo più prescindere. Sarà un caso che la nomina di Vegas sia stata fortemente sostenuta da Tremonti?
