Emergenza infinita

La Roma di Virginia Raggi: tra ambientalismo e rifiuti

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Gli italiani, al contrario di quanto si potrebbe erroneamente pensare, sono un popolo attento all’ambiente. Infatti, secondo i dati del rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo”, riportato da Adnkronos e realizzato dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Noto Sondaggi, il 75% degli italiani preferirebbe alloggiare in strutture, nelle quali vige il plastic free, perché consapevole dei danni provocati dall’abbandono di plastica monouso nei mari, nei fiumi e nelle campagne.

Il rapporto in questione è stato presentato in occasione del convegno “Turismo e sostenibilità: le sfide per l’Italia”, che si è svolto pochi giorni fa a Roma a palazzo Naiadi e che è stato organizzato dalla stessa Fondazione Univerde, insieme al Touring Club Italiano ed alle piattaforme Opera2030 e SOS Terra Onlus. Qui è intervenuto anche il Sindaco di Roma, Virginia Raggi, che ha sottolineato come «La sostenibilità ambientale rappresenta una caratteristica sempre più importante nelle scelte dei visitatori. Ecoturismo, turismo lento, cicloturismo, il turismo dei cammini sono ambiti mossi da una sensibilità diversa e nuova che è attenta al contesto ambientale e alle risorse naturali, che sta crescendo e che ci chiama a operare scelte conseguenti e compatibili. Roma guarda con attenzione a queste dinamiche per valorizzare itinerari e ospitalità di qualità, promuovendo lo sviluppo sostenibile del territorio e delle sue imprese». 

Non è la prima volta che il Sindaco della Capitale esprime il proprio sostegno per nuove politiche in grado di tutelare l’ambiente – in piena coerenza, peraltro, con la linea adottata dal suo partito, ossia il Movimento 5 Stelle – sottolineando la necessità di dare una svolta “green” anche alla Capitale: testimonianza di ciò sono, senz’altro, i numerosi progetti di costruzioni di piste ciclabili, approvati durante la sua amministrazione. Inoltre, nei giorni scorsi, il Sindaco ha lanciato il nuovo progetto “FutouRoma, il Piano Strategico del Turismo di Roma 2019-2025”, dicendo che «La nostra città non è solo un museo a cielo aperto, è anche un laboratorio aperto all’innovazione e alle imprese. È una città leader nel turismo che deve consolidare e rilanciare la sua posizione».

Dunque, i buoni propositi, sul tema dell’ambiente, sembrano non mancare. Tuttavia, Virginia Raggi, in questi giorni, avrebbe ben altro a cui pensare.

In primo luogo, deve affrontare l’emergenza criminalità – con lo scopo di garantire la sicurezza delle strade buie della Città Eterna – con una task force che ha portato all’impiego di più di 500 agenti di polizia.

In secondo luogo, si trova a dover fare i conti con l’annoso problema della gestione e dello smaltimento dei rifiuti: a questo proposito, come riporta Huffpost, a preoccupare la Raggi e, soprattutto, sono i rischi legati alle possibili epidemie che potrebbero essere causate dal pericoloso aumento di rifiuti presenti nelle strade. In particolare, sembra che siano soprattutto i bambini a farne le spese, perché, nell’ultimo biennio, per i minori dai 0 ai 6 anni, le patologie legate alla «scarsa igiene» della città sono cresciute del 20%, secondo i calcoli della Federazione Italiana Medici Pediatri. Proprio Teresa Rongai, segretaria della FIMP di Roma, ha spiegato a Il Messaggero che «Dietro a questo aumento c’è un mix di fattori, ma complessivamente si può dire che il problema è uno: l’igiene scadente. Non è possibile che i bambini, per andare a lezione, in tante zone, siano costretti a superare i rifiuti come fossero ostacoli. O che debbano giocare nei parchi infestati dai ratti». Un discorso simile può essere fatto per i condomini, all’interno dei quali gli abitanti hanno dovuto triplicare le disinfestazioni a causa di topi e scarafaggi, come ha denunciato l’ANACI, che è l’Associazione degli Amministratori: e quest’ultimo è solo uno degli scandali finiti sui giornali internazionali.
Anche il  garante dell’ Autorità per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Lazio, Jacopo Marzetti, ha più volte scritto al Campidoglio, alla Regione stessa e al Ministero della Salute chiedendo di «adottare specifici provvedimenti» e «di effettuare azioni straordinarie, visto che la manutenzione ordinaria non riesce a garantire livelli di pulizia accettabili». Le criticità igieniche, in particolare davanti alle scuole, sono state ammesse dalla stessa Raggi, la quale, a settembre, ha risposto all’Autorità, scrivendo che «Il tema è così rilevante che AMA ha già attuato un piano straordinario rivolto ai siti sensibili, nell’intento di porre soluzione proprio a quanto segnalato». Nonostante ciò, però, la situazione non sembra migliorata, anzi.

Appare, pertanto, abbastanza ovvio e logico chiedersi se, realmente, il Sindaco di Roma, in questo momento, sia in grado di garantire l’attuazione di progetti ecosostenibili – senza dubbio interessanti e rilevanti per il futuro – alla luce di determinate criticità, che non solo spaventano i romani e gli stessi turisti, ma che, soprattutto, riguardano l’ambiente, nel senso più stretto.

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