La Sardegna si prepara alle urne, è guerra tra Soru e Cappellacci
08 Gennaio 2009
Renato Soru è preoccupato e non lo nasconde. Probabilmente non ha paura tanto del suo avversario Ugo Cappellacci quanto di Berlusconi, perché la decisione del premier di essere fisicamente al fianco del suo candidato lo ha letteralmente spiazzato. Tanto da spingerlo a parlare di "uno scontro Soru-Berlusconi per interposta persona".
Nelle più recenti interviste e in quella di oggi in particolare sul quotidiano La Stampa, l’intento era quello di riportare il “sorupensiero” sulla crisi che sta attraversando il Pd ma l’ex patron di Tiscali è troppo proiettato (o fa finta di esserlo) sulla dimensione regionale per impelagarsi in scomode risposte. E interrogato sul disastro campano e sullo sfacelo del Pd in generale, glissa cogliendo invece l’occasione per parlare della corsa elettorale nell’Isola: “Il leader (Berlusconi, ndr) è sceso in campo direttamente qui da noi invece di occuparsi delle gravi emergenze internazionali (…) Qui il centrodestra sta mobilitando tutti i mezzi a sua disposizione, e sono tanti, per riuscire a ribaltare la situazione, a cominciare appunto dal premier che ha annunciato che sarà in Sardegna per nove volte: un record”. I toni allarmistici sono giustificati. Anzitutto la forza di Berlusconi si pesa anche sulla capacità di imporsi e di fare, e il solito piglio da “caterpillar” del premier spaventa; in secondo luogo, l’annuncio di voler trascorrere in Sardegna, nella sua villa di Porto Rotondo, tutti i week end da qui alle elezioni ha un significato preciso: il premier vuole doppiare il successo ottenuto in Abruzzo e per questo motivo si è impegnato a spendersi in prima persona nella campagna elettorale con un tour in tutte le province sarde.
L’obiettivo di Soru – nell’intervista di oggi sul quotidiano torinese, in quella di domani su l’Espresso e in quella di ieri al programma tv Le Invasioni Barbariche – è sempre lo stesso: convincere i sardi che la Sardegna corre il pericolo di passare nelle mani dei barbari. Peccato che di questi tempi il compito sia reso sempre più difficile dai fatti. All’apertura delle urne – anticipata dopo che il centrosinistra ha impallinato Soru costringendolo alle dimissioni in aula dal voto contrario dei suoi – manca poco più di un mese e la paura che il riverbero della crisi nazionale del Pd colpisca la Sardegna è forte.
Il Partito democratico ha mostrato la sua incapacità nel governare e quella del suo leader Veltroni nel gestire le criticità: i sindaci fanno di testa loro, da Pescara a Napoli passando per il Pd del Nord; gli ex margheritini sono letteralmente messi all’angolo, i vecchi Diessini, come scrive Libero, si sentono ancora Ds e neppure sulla politica estera è facile trovare una linea comune, con D’Alema che difende Hamas e ne rivendica il ruolo di “interlocutore” e Fassino che spende buone parole per Israele (e Veltroni che non si sa). Emblematiche, al riguardo, le parole di Soru nel numero di domani de l’Espresso. Cosa cambia per il centrosinistra se Soru vince? La risposta: “Si interrompe l’idea di un sempre vittorioso Berlusconi. Se vinciamo il centrosinistra ha una ragione in più per considerare che la sconfitta non è per sempre”. Come dire, l’ottimismo di questi tempi non è proprio di casa mentre dall’altra parte si registrano toni trionfalistici dettati anche dal fatto che Cappellacci è stato scelto perché considerato uno dei volti nuovi ed emergenti nel panorama politico isolano.
Al fianco di Cappellacci, già coordinatore regionale di Forza Italia e assessore del comune di Cagliari, ci sono il PdL (Fi, An, Fortza Paris), Riformatori, Udc, Uds, Mpa, nuovo Psi, Dc per le Autonomie, Movimento per l’Italia-Daniela Sntanché, Cristiano Popolari e il Partito Sardo d’Azione (che però scioglierà le riserve stasera) mentre sostengono Soru il Pd, Italia dei Valori, la sinistra, verdi, rifondazione comunista, pdci e i rossomori (i "dissidenti" del Psd’Az). Si presenteranno probabilmente da soli i Socialisti del Ps, che devono ancora esprimere un proprio candidato. Tre i probabili schieramenti indipendentisti: oltre a "Unidade Indipententzia" dovrebbero presentarsi da soli Prs (Indipententzia Repubrica de Sardigna) e la lista Do9ddore Malu Entu.
Intanto, è fissata per sabato l’apertura ufficiale della campagna elettorale del centrodestra con Berlusconi che sarà a Cagliari per presentare Cappellacci in una manifestazione che comincerà alle 17 alla Fiera campionaria, lo stesso palcoscenico scelto da Soru qualche giorno fa.
Intanto, sui muri delle città sarde come nei media è già guerra. “Il sardo lo freghi una volta soru”, recita lo slogan algherese di un candidato per l’Mpa…
