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La tristissima Befana politicamente corretta di Piazza Navona

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E’ vero: gli ultimi anni la Befana a piazza Navona era diventata un’altra cosa rispetto alla bella festa tradizionale con i presepi e i dolcetti tipici del Lazio. Troppe bancarelle, un allestimento disordinato e affastellato, che stravolgeva uno degli spazi urbani più spettacolari di Roma, e lo riduceva a uno strapaese vociante che con il Natale e l’Epifania c’entrava poco.

 

Tra i tirassegni e le giostre girava un’aria equivoca, e si poteva capire anche senza indagini che la gestione delle licenze non fosse delle più trasparenti. L’inchiesta su Mafia capitale ha spazzato via tutto, azzerando le vecchie assegnazioni dei posti. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo, e già ci immaginavamo un vero restauro della tradizione romana, un mercatino ordinato e festoso, in cui tornassero ad avere il posto d’onore gli artigiani dei presepi e i venditori di calze e carbone dolce.

 

Invece scopriamo che a qualcuno è venuta l’idea di distribuire i posti ad associazioni magari benemerite, ma che con il Natale e la tradizione non hanno nulla a che fare. E così, all’insegna dello slogan “riqualificare la Befana”, la povera vecchietta, con la sua scopa e il suo fazzolettone in testa, si è trovata, frastornata e fuori parte, nel bel mezzo di un festival del politicamente corretto. Oggi sulla piazza, semivuota e occupata da artisti di strada, mimi e venditori di bastoni da selfie, sono infatti comparsi pochi e sparuti stand, ad opera dei soggetti autorizzati dal commissario Tronca, tra cui: Croce rossa, Amnesty, Greenpeace, Sant’Egidio, Emergency, Unicef, Scuola di pace e perfino Gay center.

 

A parte la polemica sul Gay center, ci si chiede quali siano le attività ludiche e di animazione che queste associazioni possono offrire ai bambini e alle famiglie. Tra sostegno ai bimbi africani o palestinesi, persone torturate e ingiustamente detenute, attività di protezione civile e interventi umanitari, opportunità di lavoro per i detenuti, rispetto per i diritti di sinti e camminanti, ecosostenibilità, famiglie arcobaleno, ci si chiede: dov’è la festa? Dov’è il Natale del bambino Gesù, e dove avete esiliato la povera, vecchia Befana?

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