La veltronomics s’è scordata la spesa pubblica

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La veltronomics s’è scordata la spesa pubblica

La veltronomics s’è scordata la spesa pubblica

14 Febbraio 2008

Nel discorso programmatico
con cui ha aperto, nella francescana Spello, la campagna elettorale del Partito
Democratico, Walter Veltroni ha glissato su un punto essenziale di politica
economica: verrà contenuta o non verrà contenuta la spesa pubblica che supera
la metà del prodotto interno lordo? L’ambiguità non è  dovuta al caso od alla poca abilità dei suoi
speech writers.

Da un canto, Veltroni tende a tranquillizzare la grandissima
parte dell’elettorato tartassata nei 20 mesi del Governo Prodi – e lo fa con la
giaculatoria “pagheremo meno tasse perché le pagheranno tutti”. Da un altro,
deve tenere a bada il “partito della spesa” che, sindacati in prima linea
(soprattutto Cgil e Cisl), è l’architrave stessa del Partito Democratico ed ha
già posto sul piatto una richiesta di 7 miliardi di euro di aumenti di
stipendio ai dipendenti pubblici.

Se ne è accorto anche Il Sole-24 Ore (nella cui redazione, e direzione, non manca chi
guarda con grande interesse, e con più di una punta di malcelata simpatia,
all’esperimento veltroniano). L’editoriale del 13 febbraio invitava apertamente
ad indicare quali poste di spesa ridurre. A riguardo, indicazioni puntuali sono
già venute dal Popolo della Libertà PdL (specialmente in materia di ritorno al
sistema previdenziale modificato dalla costosa controriforma Prodi-Damiano-TPS).

In effetti, proprio mentre
la Veltronieconomcs non si pronunciava in materia di spesa pubblica, la Banca
Mondiale pubblicava (e metteva on line) un’analisi comparata del nesso tra
spesa pubblica e crescita basata su un lavoro econometrico in cui si esamina
l’esperienza di 140 Paesi (118 in via di sviluppo e 21 appartenenti all’Ocse)
in un lasso di tempo (1972-2005) sufficientemente lungo da essere significativo.
La crescita (definita in quanto aumento del pil pro-capite del 2% l’anno per
almeno un lustro) si verifica quando per almeno cinque anni di seguito la spesa
primaria (ossia al netto del pagamento degli interessi sul debito) non cresce
più dell’1% l’anno e l’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni non
supera mai il tetto del 2% del pil. Perché si verifichino queste due
condizioni, occorre un’effettiva cura dimagrante della macchina pubblica italiana
con i suoi annessi e connessi: non basta promettere che non verrà ulteriormente
aumentata la pressione fiscale.

Un’alta spesa pubblica non è
solamente una palla di piombo alla crescita. E’ anche un concime per la
criminalità. Lo documenta un’analisi quantitativa effettuate nell’ambito
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ed ancora in corso di pubblicazione.
Si può, se si desidera esaminarne i dettagli, rivolgersi all’autore Raul Caruso
([email protected]). Dopo
un’introduzione teorica (ancorata alle teorie economica della  rendita), il lavoro contiene un’analisi
empirica su dati di 20 Regioni nell’arco di tempo 1977-2003.

L’analisi contiene
la costruzione di un indice di intensità e diffusione della criminalità
organizzata.  I risultati principali sono i seguenti:

a) una correlazione
negativa tra investimenti nel settore privato e criminalità organizzata;

b) una
correlazione positiva molto forte tra spesa ed investimenti pubblici
(specialmente nell’edilizia) e criminalità organizzata;

c) una correlazione
negativa, invece, tra tutela sociale e criminalità organizzata. E’ utile
ricordare che nel 1998 Giuseppe Tullio e Stefano Quarella (allora ambedue
all’Università di Brescia) giunsero a conclusioni analoghe con un apparato
statistico molto più semplice di quello di Caruso: le aree a più alto tasso di
spesa pubblica erano proprio quelle con il più alto tasso di omicidi.

Quindi è bene che la
Veltronieconomics sia chiara (se può) su come il PD intende tagliare la spesa
e, di conseguenza, migliorare la sicurezza dei cittadini ed il controllo del
territorio da parte dello Stato.

Riferimenti

Caruso R. “Public Spending and Organised Crime in Italy – A Panel-Data
Analysis Over the Period 1997-2003 (Spesa Pubblica E Criminalità Organizzata in
Italia Evidenza Empirica Su Dati Panel Nel Periodo 1997-2003)”

In corso di stampa; si può richieder a [email protected]

Carrerw C., De Melo J.“Fiscal Spending and Economic
Performance: Some Stylized Facts”
 World Bank Policy Research Working
Paper No. 4452