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Crescono Verdi e CDU

La vera sorpresa non sono i “pirati” ma che Berlino resta socialdemocratica

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“Berlino sono io”. Klaus Wowereit, consapevole del forte consenso, l’aveva lasciato intendere in campagna elettorale. I risultati elettorali gli hanno dato ragione: sarà ancora lui, per la terza volta consecutiva, a governare la capitale tedesca. E’ indubbio che il sindaco uscente si riuscito, meglio di altri, ad intercettare gli umori e le aspettative dei cittadini di Berlino. Non è un caso che il suo slogan era: Capire Berlino! Eppure, appena un anno fa, erano in pochi a scommettere su una sua rielezione. Oggi, invece, viene addirittura considerato un possibile candidato della SPD (i socialdemocratici) alle elezioni nazionali del 2013. Nella corsa all’anti-Merkel, oltre a Steinbrück, Steinmeier e Gabriel c’è anche lui, il sindaco di Berlino.

In realtà, però, ad analizzare con attenzione i risultati elettorali di domenica scorsa, è evidente come Wowereit può certamente festeggiare, ma la sua coalizione di governo è uscita sconfitta. L’SPD si è fermata al 28,3 (meno 6% rispetto al 2006) e l’alleato di governo, l’estrema sinistra (Die Linke), non ha superato l’11,7 (meno 4% rispetto alle precedenti elezioni). Al contrario i cristiano democratici (CDU) crescono del 2% ed ottengono un discreto 23,4. Crollano, ma ormai non sembra quasi più far notizia, i liberali: 1,8%! Le vere ed autentiche sorprese di queste elezioni a Berlino vengono dai Verdi, che non vanno oltre un 17,6%, e dal Partito dei Pirati (Piratenpartei) che raggiunge uno straordinario 8,9%, entrando così, per la prima volta dalla fondazione, in un parlamento regionale – ricordiamo che la città di Berlino è, infatti, un Land.

Sebbene abbiano guadagnato il 6% rispetto alle precedente elezioni, il risultato dei Verdi è sicuramente deludente perché, con la candidatura di Renate Künast, il partito ambientalista aveva lanciato una sfida all’SPD ed a Klaus Wowereit, convinti, alla fine, di poterla spuntare. Ma la politica, fortunatamente, non è una scienza esatta e riserva sorprese. Considerati gli ottimi risultati conseguiti dai Verdi in tutte le elezioni regionali di quest’anno, c’è da constatare, dunque, che il sorpasso nei confronti dei socialdemocratici, a Berlino, non è avvenuto. Verdi ed SPD potrebbero in ogni caso formare un governo di coalizione. La maggioranza, anche se risicata, c’è; bisogna, però, valutare quale sarà la strategia politica di Klaus Wowereit dopo una campagna elettorale che ha visto contrapposti soprattutto il sindaco uscente e Renate Künast (Verdi).

Oltre le migliori previsioni è, invece, il risultato del “Partito dei Pirati”, il vero vincitore di queste elezioni. Nato nel 2006 sul modello dell’omonimo partito svedese, il “Partito dei Pirati” si batte per la difesa dei diritti civili, per la difesa dell’ambiente, per maggiore trasparenza in politica, per una maggiore partecipazione sociale e per un rafforzamento della partecipazione e dell’accesso ai mezzi di comunicazione digitali e quindi una maggiore diffusione della cultura web. Si tratta di un movimento fatto prevalentemente da giovani e che privilegia le forme di comunicazione che offre internet. Il “Partito dei Pirati” è, dunque, riuscito a ritagliarsi uno spazio nella politica tedesca con conseguenze che al momento è difficile prevedere, anche perché si tratta di un partito che si pone oltre le tradizionali divisioni ideologiche. Si tratta, sicuramente, di un partito che catalizza gran parte del voto di protesta, quel voto di gente che non si riconosce più nei partiti che tradizionalmente hanno formato il sistema partitico tedesco. A livello politico è proprio questo il dato più interessante emerso da queste ultime elezioni e che necessiterà, ovviamente, un’analisi più approfondita e precisa.

Da registrare, poi, il poco più di 2% preso dall’estrema destra dell’NPD, che appena due settimane fa, nel Land del Mecklenburg-Vorpommern, era entrata nel parlamento regionale ed, inoltre, il deludente risultato del partito di René Stadtkewitz, “Die Freiheit”, che ha raggiunto appena l’1%. Proprio “Die Freiheit”, un partito nato un anno fa, contava molto sulle elezioni di Berlino per potersi affermare ed eventualmente estendersi su tutto il territorio nazionale.

Considerati i risultati venuti fuori dalle elezioni di Berlino Klaus Wowereit può festeggiare al ritmo di musica elettronica, come ha giustamente fatto domenica sera, ma la sua colazione di governo non è stata confermata. Gli scenari possibili, a questo punto, sono due: grande coalizione con la CDU, che, a dispetto di quello che è stato riportato da alcuni giornali italiani, non è andata affatto male, oppure un’alleanza con i Verdi. A Klaus Wowereit spetta la decisione finale.

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6 COMMENTS

  1. Il 1933 è ancora uno spauracchio dopo 80 anni!
    Confido che gli elettori tedeschi capiranno che le tornate elettorali del XXI secolo non sono una perenne ripetizione del voto del 1933, rinnovato per impedire lo slittamento a destra del Paese. Vi sono nuove sfide che nulla hanno a che vedere con il nazismo e molto rigardano una dirompente e arrogante immigrazione musulmana in Germania. Vale a dire: è tempo che i tedeschi capiscano di non dover espiare in eterno le colpe naziste distruggendo il proprio Paese e l’Europa intera regalandoli agli immigrati, ma che gli immigrati musulmani sono i nuovi nazisti, con la differenza che il loro impulso genocida non è mirato contro un solo popolo, ma contro tutti i popoli indistintamente

  2. Islam in Germania
    C’è da aggiungere che anche i turchi si sono fatti il loro partito in Germania, si chiama BIG e prende direttamente gli ordini dal governo di Erdogan. A Berlino per ora ha preso lo 0,4. Questo è quello che succede regalando i passaporti a tutti. Islamicidi, elenco aggiornato: http://www.thereligionofpeace.com —- Anche molte delle stragi compiute in Italia negli anni ’80 sono di matrice islamica, ultimanente ci sono anche sviluppi in tal senso riguardo alla strage di Bologna. —- Islam, What the West needs to know: http://www.youtube.com/watch?v=zyYoAoHVOFQ&feature=related —- Prego diffondere grazie!

  3. Privilegi islamofobi
    Alla conferenza islamica in Germania gli islamici hanno chiesto e ottenuto che il 30% dell’informazione relativa all’islam deve essere positiva a prescindere.

  4. Parassiti del sistema
    I politici di un certo livello sono parassiti del sistema. Pensiamo solo a tutti i politici di professione che da decenni ci rubano 10.000-20.000 Euro al mese di stipendio. In Germania l’ex cancelliere Schroeder dopo il mandato ha intrapreso una carriera da manager di un gasdotto russo-tedesco da 1 milione all’anno. Negli USA gli ex presidenti Bush padre e Clinton hanno incassato decine di milioni a suon di conferenze. Scordiamoci quindi cambiamenti sostanziali sul fronte delle invasioni e islamizzazioni tramite semplici elezioni: nessun politico rischia la propria carriera e i milioni sicuri andando contro le potenti lobby coloniali.

  5. I commenti islamofobi che
    I commenti islamofobi che precedono il mio risentono di una scarsa capacità di lettura della realtà. Non è certo l’Islam da temere (una religione che esprime in modo sublime il monoteismo, con un rispetto ed una caratura mistica che noi non avremo mai, ed una raffinatezza unita ad uno spirito marziale e di grande attaccamento che nessun cristiano può sperare nemmeno di sognarsi), ma coloro che lo attaccano come un pericolo pubblico. E’ una cecità anti-storica quella di non comprendere che i flussi migratori siano la base della storia stessa, e che un islam radicato in Europa contribuirà a sconfiggere gli estremismi. Perché temere di lasciare spazio ad una cultura che si sta affermando come una parte importante del nostro territorio, al di là di tutte le paure e falsità vendute agli ingenui di turno? Cosa temete dell’Islam? L’Islam non è l’estremismo islamico, sarebbe come ridurre la chiesa ai soli preti pedofili!

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