Home News Le ceneri di Angela

La Germania

Le ceneri di Angela

0
4

Le ceneri di Angela: anche il titolo del bel libro di Frank McCourt è stato tirato in ballo per descrivere il presunto declino della Kanzlerin prima di fronte a un’Europa sempre più sovranista e poi a seguito dell’emergenza Coronavirus. In Italia vi è però la tendenza a sovrapporre due piani diversi e separati: il primo è quello della leadership di Angela Merkel (e della Germania) nell’Unione Europea. Il secondo, invece, riguarda il nodo del consenso interno alla cancelliera, sia a livello di politica nazionale che di partito. La comprensione delle dinamiche interne è fondamentale non solo per capire come cambieranno gli equilibri politici del paese, ma anche per immaginare come questo si rapporterà a un’Unione Europea in rapida trasformazione.

Sul fronte interno l’emergenza sanitaria ha di fatto interrotto la problematica transizione politica nel partito cristiano-democratico: inizialmente fissato per il 25 aprile, il congresso che avrebbe dovuto portare all’individuazione del nuovo leader è stato rimandato a data da destinarsi. Restano per il momento fermi ai box i vari contendenti alla successione, tra cui lo storico oppositore di Merkel, Friedrich Merz. Ma ad essere procrastinato è stato soprattutto il chiarimento circa gli orientamenti e gli obiettivi del partito.

Dopo la decisione di Merkel di non correre per un altro mandato e il passaggio di testimone ad Annegret Kramp-Karrenbauer (per tutti AKK) è divenuta sempre più pressante la questione della cosiddetta “apertura a destra”. Tale questione non si riduce alla possibilità di una coalizione/collaborazione con Alternative für Deutschland. Nel caso della Turingia (per gli amanti delle analogie una sorta crisi Tambroni del XXI secolo in salsa germanica) la Kanzlerin ha preso posizione netta chiudendo questa strada. Ma non ha risolto il problema di fondo, cioè se il futuro della CDU/CSU sia nella riconquista di quello spazio politico che la destra ha occupato, sfruttando proprio l’opzione centrista che ha caratterizzato il cancellierato Merkel.

Rimane a questo punto da chiedersi quale direzione vorrà prendere Merkel, anche sfruttando la continuità nell’azione di governo derivante dall’emergenza. Una prima opzione è quella di un partito che si “conservatorizza”, che in Germania vuole dire una minore disponibilità ad abdicare al Modell Deutschland e un’accresciuta rigidità sul fronte negoziale europeo. L’altra – it’s my two cents on the issue – è quella di una Merkel che, per un’ultima volta, tenterà di forzare la mano al partito (e al paese) per dare all’Unione Europea gli strumenti necessari per affrontare la crisi in corso.

Nel frattempo, però, la transizione interna al partito macina leader potenziali: le speranze di AKK si sono infrante di fronte a scandali ed errori e non è detto che il prossimo delfino/successore non cada vittima di una transizione prolungata. I tedeschi amano, da sempre, i cancellierati lunghi e i coni d’ombra dei cancellieri uscenti sono molto pericolosi.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here