Home News Le famiglie scendono in piazza contro le tasse

Le famiglie scendono in piazza contro le tasse

1
3

Domenica in oltre 1300 piazze italiane torna il Forum delle associazioni familiari. Già con l’organizzazione del Family Day questo insieme di realtà associative si era dimostrato l’interprete più autentico dei bisogni della famiglia italiana. Allora l’obiettivo era scendere in piazza per contrastare la deriva “pacsiana” in Italia, riuscendo di fatto a bloccare i Dico. Oggi il progetto è ancora più ambizioso: consapevoli del fatto che la famiglia attraversa, oltre ad una crisi di identità, anche una crisi di necessità, il Forum torna in mezzo alla gente per chiedere una politica fiscale che tenga realmente conto delle esigenze economiche e di sviluppo della famiglia italiana.

Sarà infatti possibile aderire alla petizione “Firma per un fisco a misura di famiglia”, il cui testo è stato consegnato a tutti i candidati premier chiedendone l’accoglienza nei programmi di governo. La richiesta del Forum è tanto semplice quanto efficace e genuinamente rivoluzionaria: introdurre in Italia un regime fiscale basato non solo sul sistema progressivo di equità verticale (maggiore è il reddito, maggiore è la tassazione) ma anche su una equità orizzontale che tenga conto del numero di componenti del nucleo familiare. In parole povere: una persona che vive da sola e percepisce, mettiamo, 40.000 euro, sta sicuramente meglio di un padre di famiglia che percepisce lo stesso reddito ma che ha a carico una moglie e tre figli. In Italia l’imposizione fiscale non tiene ancora conto di questa differenza, poiché il riconoscimento dei costi per il mantenimento dei figli non riguarda tutte le fasce ma varia a seconda delle soglie di reddito. Da qui il paradosso dell’esempio.

Le famiglie italiane subiscono la pressione fiscale più pesante d’Europa, con conseguenze anche sul tasso di natalità che è tra i più bassi al mondo. Tutto ciò scoraggia chi vuole costruirsi una famiglia e tanto meno chi vuole avere figli. Con il risultato che la famiglia, un tempo ritenuta luogo naturale (nonché positivo) di educazione e socializzazione primaria, non solo non viene più valorizzata ma viene apertamente ostacolata da politiche inique. Semplicemente, il Forum ha capito che per uscire da questa crisi non serve l’assistenzialismo dell’assegnino una tantum, come tra l’altro è stato proposto da Veltroni in questo avvio di campagna elettorale (2500 euro), bensì una riforma in toto, cioè strutturale, che cambi il modo che oggi ha lo Stato di confrontarsi con le realtà familiari.

Questo vuol dire anche tornare al dettato costituzionale: spesso citata fino alla nausea quando può essere una arma di lotta politica, ci si dimentica sempre di quelle parti della Costituzione che richiederebbero specifiche assunzioni di responsabilità da parte di tutta la classe dirigente. E tra queste il diritto e dovere di educare e crescere i propri figli, concorrere alla spesa pubblica in base alla capacità contributiva, il dovere della Repubblica di agevolare la formazione della famiglia e l’adempimento dei suoi compiti. Se nei fatti questi diritti elementari vengono ostacolati, significa togliere qualunque piano d’appoggio per una seria politica familiare.

Una firma vuol dire tentare di invertire la tendenza: l’obiettivo del Forum è quello di raccoglierne un milione. E’ quindi importante per domenica essere presenti nel punto di raccolta firme più vicino, magari con figli e carrozzine al seguito. Dare testimonianza di quali sono oggi i problemi reali del paese è uno dei modi più efficaci per ottenerne la soluzione. Ce lo insegna il Family Day.

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. Condivido e sottoscrivo
    Condivido e sottoscrivo quanto riportato nell’articolo e mi auguro che il PdL che prevede ciò lo attui al più presto.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here