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Ci riprovano?

Le opposizioni stiano attente: si annuncia una nuova Tangentopoli

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“Andrà tutto bene”. Lo slogan simbolo dei primissimi giorni del lockdown all’italiana, ancora appeso a qualche balcone, inizia a sbiadirsi. Conseguenza del tempo atmosferico che ha fatto la sua parte ma anche dei “tempi” che corrono: se, infatti, nelle prime ore gli slogan entusiastici hanno rappresentato la parvenza di una ritrovata unità nazionale – ci può stare, per carità!-, ora non servono più. A Palazzo Chigi, d’altro canto, la coppia Conte-Casalino continua a sfornare dirette Facebook durante le quali il Presidente del Consiglio continua a ripetere che l’Italia “è un modello” e che in Europa “ci devono seguire”. Sarà, ma qualche dubbio è lecito nutrirlo. E qui qualcuno smetterà di leggere per metter mano allo smartphone, scagliare l’accusa di antitalianità o quella più light di avercela in modo preconcetto col governo. Ma a noi interessa assai più capire come stia cambiando la dialettica tra maggioranza e opposizione.

Partiamo dal settore sconvolto dalla bufera Covid-19, quello sanitario e proviamo a dirci subito la verità: non eravamo preparati. Non c’è nulla di male nell’ammetterlo. Lo ha fatto anche Macron rivolgendosi ai francesi, non ostante sull’altro versante delle Alpi le cose stiano andando meglio. Aggiungiamo: per fortuna l’epidemia ha colpito quella parte del Paese nella quale il sistema sanitario si trova nelle condizioni migliori. Prima del coronavirus se al Sud ti trovavano un tumore, ti impacchettavano e ti spedivano in Lombardia per una cura specialistica o per una operazione: non dimentichiamolo. Se l’epicentro dell’epidemia si fosse stabilito nel Mezzogiorno, sarebbe stata una carneficina: anche questo noi non lo dimentichiamo.

Sul piano economico ad oggi c’è da stendere un velo pietoso. Non si capisce ancora come affronteremo l’ormai famigerata “Fase 2”. In Spagna, dove il Coronavirus è arrivato alcuni giorni dopo lo scoppio dei focolai italiani, mentre ancora si stanno contando i morti a migliaia, c’è già un progetto concreto di riapertura. In Italia tutto è ancora nei cervelli della nuova task force di tecnici scelti da Palazzo Chigi, sconosciuti ai più e certamente al Parlamento. Si annunciano fiumi di miliardi pronti sui conti correnti ma le casse delle aziende piangono. E pure i portafogli dei dipendenti. Insomma: tutto in alto mare.

Queste difficoltà si ripercuotono inevitabilmente sulla politica. Se guardiamo al passato prossimo, a voler dire la verità, tutti – ma proprio tutti – almeno una volta l’hanno fatta fuori dal water. Ci risparmiamo l’elenco: sarebbe troppo lungo. Veniamo al presente. Conte giunge a usare un discorso alla Nazione per attaccare Salvini e la Meloni, al fine di coprire le spaccature interne alla sua maggioranza. Le opposizioni, dal loro canto, paiono imprigionate in schemi ideologici – Europa si, Europa no – che appaiono astratti e non adatti a ospitare soluzioni per consentire al Paese di andare avanti. Se il “fuggiasco” fosse ancora in Patria avrebbe commentato da par suo: teatrino della politica al tempo del coronavirus!

Di fronte a questo scenario, tra lo squallido e il drammatico, il conflitto politico reale sembra essersi delocalizzato spostatondosi a livello delle regioni. Di fronte al trasformarsi del lockdown in dogma, Veneto e  Liguria  – regioni di centro-destra – hanno assunto, in autonomia, un modello alternativo. Il Veneto, a dir la verità, aveva iniziato da tempo adottando la strada dei “tamponi a tappeto” e affidandosi a una medicina di prossimità che ha limitato all’indispensabile i ricoveri in ospedale:  scelte che hanno pagato alla grande, se si pensa che lì il numero dei morti è nettamente inferiore alla vicinissima Lombardia e all’Emilia Romagna. Così come, non per caso, la Liguria è stata la prima Regione a consegnare mascherine “porta a porta” ai cittadini, mentre a Roma andava ancora in onda “la caccia al tesoro”.

Ora le scelte sulla ripartenza: lockdown soft in Veneto, mentre il Governatore della Liguria  annuncia che dal 14 aprile sono autorizzati a riprendere le attività professionali di giardinaggio, manutenzione straordinarie e allestimento delle attività balneari e piccoli chioschi, i cantieri navali, piccoli lavori di edilizia, sia privata che pubblica e altre attività minori. Nessuna polemica con lo Stato centrale, per carità, ma in un Paese nel quale tutti rifuggono dalle responsabilità per nascondersi dietro il messaggio comunicativo che conquista, Zaia e Toti hanno esercitato la responsabilità politica dicendo un bel no alla chiusura indiscriminata e alla “dittatura” di virologi e affini. Hanno alimentato, insomma, con i fatti e senza polemica la competizione tra due modelli di ripartenza.

Non vorremmo, però, che a questo schema  qualcuno stia pensando, nemmeno troppo celatamente, di aggiungere un’appendice: scaricare impreparazioni, frustrazioni e difficoltà future sulla gestione lombarda dell’emergenza. La vicenda del Pio Albergo Trivulzio ha un sapore antico e richiama troppo smaccatamente la stagione di Mani Pulite e le sue forzature. Allora si fecero “figli e figliastri”: ci fu chi venne condannato e chi godette di una speciale immunità. Storia triste che non deve ripetersi e, soprattutto, non si può ripetere in piena emergenza: per giustizia e per pietà umana. L’opposizione, che ne sarebbe gravemente colpita, deve impedirlo. Non perda tempo appresso a inseguir fantasmi ideologici. Noi un programma minimo ci permettiamo di suggerirglielo: issare le bandiere di Veneto e Liguria e difendere la Lombardia, vero cuore dell’emergenza. Chi ha orecchi, intenda.

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1 COMMENT

  1. Al Delirio di un Occidente industrializzato (od in via di industrializzazione) sì a livello 4.0, ma che delega le proprie produzioni di forniture ospedaliere di base (camici, mascherine, ecc.), e non solo, ai Paesi a basso Costo di Mano d’Opera e che, per giunta, non è neanche tempestivo nell’approvvigionamento Just in Time da quei Paesi al momento del bisogno, si affianca un Delirio Statual/Regionale Italiano che regala agli utenti del proprio Servizio Sanitario Nazional/Regionale un Automatismo senza Controlli Preventivi nella concessione di Esenzioni per Reddito a riguardo di Farmaci e Visite Specialistiche (qui in Puglia al 31 Marzo di ogni anno).

    A tal Cocktail Micidiale si aggiungano poi:

    1) Cassa Integrazione (Ordinaria e Straordinaria in Deroga) volte a garantire Invisibilità Mediatica ad Imprenditori, Manager, Commercialisti, Banchieri e Finanzieri senza troppi scrupoli,

    2) Salario di Cittadinanza, sì, ma solo per famiglie con ISEE inferiore ad una certa soglia,

    3) Ritardo Legislativo a proposito di CareGivers Familiari per Anziani Disabili e non

    e si ottiene il contrario di tutto quel che dovrebbe essere un giusto Transition Management, cioè un Giusto Governo dell’Epoca dei Cambiamenti (ovvero del Cambiamento d’Epoca, così come chiamato da Papa Bergoglio).

    Chi vi scrive, a 40 anni ed oltre dal compimento del proprio 18′ anno di età, ha potuto versare Contributi Pensionistici solo per poco più di 16 anni, senza esser né circondato da “Compagni di Lavorativa Sventura”, né incalzato da chi Controlli Preventivi e giuste Proposte di Lavoro in tal senso è giusto che avanzi a kick_&_ssia per non accrescere Disoccupazione, Lavoro Nero e Debito Pubblico !!!

    Lo Slogan “Le Persone al Centro” è rimasto tale e non si è incarnato nelle Dinamiche Esistenziali di ogni Cittadino/a Italiano/a e dei suoi Bisogni Elementari, tranne che per le Very Important Persons di sempre, VIP a 5 Stelle e Papa Bergoglio compresi.

    Grandi Eventi Culturali, Marketing & Entairtainment da soli non bastano a reggere le Economie né Regionalmente, né Nazionalmente, né EuroComunitariamente, ma a valle dei DPCM governativi che hanno imposto il Lockdown generale con tanto di Codici Ateco2007 per la ripartenza, lo Show Mediatico quotidiano … “is going on” !!!

    Non è Freddy Mercury che è bene che diventi “Tutto in Tutti” ma Cristo, Re … NonDiSolo Maggio !!!

    Agli eccessi dovuti al lasciare che si desse libero sfogo al Liberismo Individualistico Economico ed Esistenziale stanno già cominciando a seguire gli eccessi di un’altrettanto Vecchia Idea di Rigoroso Controllo Sociale del Popolo nel suo insieme e di ogni Individuo nelle proprie Libertà.

    Riportare la propria esistenza e quella di chi ci è caro/vicino sui binari di una Quotidianità Ordinata (a Ciascuno tanto la propria Vocazione che il proprio Mestiere) è l’unica strada percorribile ma senza una Carità Intellettuale da parte di chi è Tenuto a Governare tanto l’intero Popolo che ogni singolo Individuo, non si andrà da nessuna parte.

    Che “Metanoica Svolta” sia !!!
    Amen !!!
    Pro Sit !!!

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