Home News Le parole di Alfano danno una lettura seria di cosa sia la Chiesa per l’Italia

Cattolici e Pdl

Le parole di Alfano danno una lettura seria di cosa sia la Chiesa per l’Italia

4
2

Ha fatto benissimo il segretario Alfano con la sua lettera ad Avvenire, ieri, a intervenire tempestivamente nella polemica alimentata da alcuni quotidiani sulla Chiesa e i suoi cosiddetti privilegi fiscali. Oltre a precisare subito la posizione del Pdl sul tema, Alfano ha chiarito che le presunte ricchezze della Chiesa sono ricchezze dei poveri, considerando le innumerevoli opere di carità, piccole e grandi, disseminate in tutto il paese, senza distinzione fra Nord e Sud, fra paesi e città, e che contribuiscono in modo decisivo alla tenuta del nostro tessuto sociale.

Se in tempi di crisi economica (ma non solo: basti pensare ai disordini inglesi di qualche settimana fa) l’Italia riesce, nonostante tante difficoltà, a mantenere la sua particolare capacità di coesione sociale, grazie alla centralità della famiglia e alla diffusione delle reti di solidarietà, sarebbe bene chiedersi quanto di tutto questo sia dovuto, oltre che alle solide e vive radici cristiane del nostro paese, alla presenza capillare e partecipata della Chiesa.

E’ interessante la lettura dei fatti offerta dalla lettera ad Avvenire: l’attacco arriva subito dopo le giornate della gioventù di Madrid, dopo un iniziale, e fallimentare, tentativo di descrivere l’incontro dei giovani cattolici con il Papa come  un’iniziativa perdente e isolata, assediata dalle contestazioni della società civile e in particolare degli indignados. Anche qui il pretesto era fornito dai presunti privilegi dei cattolici, accusati stavolta di aver organizzato la GMG a spese dei contribuenti spagnoli.

La polemica si è arenata di fronte all’immenso e indiscutibile successo del raduno, ma chiunque avrebbe potuto capire che due milioni di persone in una città come Madrid, in pieno agosto, sotto gli occhi dei media di tutto il mondo, costituiscono, dal punto di vista economico e di visibilità, un’occasione imperdibile. Chi, in Italia, ha dovuto digerire il trionfo della giornata e constatare l’affetto di tanti giovani per il pontefice non ha saputo trovare di meglio che riciclare le accuse alla Chiesa,adattandole alla manovra economica.

Quasi un rabbioso riflesso involontario, davanti alla spianata madrilena piena di giovani, due milioni con età media 22 anni, figli di una società secolarizzata, che però cercano altro, e lo cercano nella Chiesa. Uno spettacolo straordinario e confortante, dopo quello offerto dalle devastazioni nelle strade di Londra, inaspettato, però, per chi è abituato a giudicare la Chiesa dalle letture dei grandi quotidiani e di opinionisti disattenti.

C’è chi vuole una Chiesa debole, irrilevante, rinchiusa nelle sagrestie e lontana dalle piazze e dalla vita civile, che diventi il meno visibile possibile. Ma se questo accadesse, quali sarebbero i riflessi sulla società italiana? Per questo le parole del segretario Alfano non sono solo una presa di posizione politica, ma una lettura seria e ragionata di cosa significa la presenza e la vitalità della Chiesa per il nostro paese, e di quanto un governo che operi per il bene comune debba saperne tenere conto.

 

  •  
  •  

4 COMMENTS

  1. Cara Roccella, non è coi
    Cara Roccella, non è coi fondamentalismi cattolici che si combattono i fondamentalismi laicisti.Al tuo oscurantismo bioetico fa da pendant l’incapacità di fare un discorso pacato (laico e liberale) sui privilegi fiscali della Chiesa. Il PDL è già allo sfascio, con le tue posizioni perderà sicuramente l’ala liberale e a vantaggio di chi? Del peggio del peggio della politica e della cultura italiana, da Rosy Bindi a Piergiorgio Odifreddi.

  2. schizofrenia
    In effetti, da poco vostra lettrice, mi chiedevo come fosse possibile conciliare nella medesima testata posizioni quali quella di Roccella e di Cofrancesco. Non condivido assolutamente, da cristiana laica, la posizione di Roccella ma nemmeno la fiducia nell’automatismo taumaturgico del mercato di Cofrancesco. Detto questo: buon lavoro.

  3. lettera di alfano
    Le agevolazioni fiscali non sono riconducibili unicamente alla Chiesa, che le ha nella stessa misura in cui sono riconosciute a tutti gli enti non commerciali in generale. Gli enti che svolgano attività che non siano a scopo di lucro, infatti, non pagano l’Ici. Dipende semplicemente dal fatto che queste sono considerate di utilità sociale e, nelle nostre leggi finanziarie, sono tenute in grande considerazione e consentono di ottenere svariate facilitazioni. Mi piacerebbe che il mondo cattolico chiudesse di colpo tutte le sue attività: caritas, mense per i poveri, banco alimentare, le misericordie, asili, istituti di istruzione, ospedali, centri di recupero di tossicodipendenti ecc. E poi? Ma chi parla si rende conto di cosa parla?

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here