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Le Sardine ad Amici sulle orme di Renzi (e a Matteo non ha portato bene)

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Le Sardine saranno ospiti di Maria De Filippi nella prima puntata del serale di Amici, che andrà in onda stasera, perché la padrona di casa ha deciso di rivoluzionare il format del suo seguitissimo talent show: forse è per questo tra i protagonisti della prima puntata ci saranno Mattia Santori, leader del movimento, Jasmine Cristallo, voce delle Sardine del Sud e Lorenzo Donnoli, altro portavoce nazionale. La loro esibizione consisterà nell’ennesimo intervento contro l’odio, davanti ad un pubblico costituito da più di 40 sardine provenienti da tutta Italia.

Per prevenire critiche o strumentalizzazioni – come scrive Repubblica – Mattia Santori ha dichiarato: “Abbiamo accettato la proposta di partecipare per lanciare un messaggio ai tanti ragazzi che seguono il programma, il confronto con un pubblico il più ampio possibile è sempre stato nel nostro DNA”. Precisando, inoltre, che “La dimensione politica delle sardine non può e non deve essere snob, evitando il rischio, questo sì reale, di chiudersi in una comfort zone in cui parlare tra pochi o di strumentalizzare ogni argomento per trasformarlo in quel populismo che invece siamo nati per combattere”. Però, le giustificazioni, forse, non erano abbastanza, dal momento che, sempre Mattia Santori ha sentito il bisogno di aggiungere: “Avevamo deciso di occupare uno spazio. Lo abbiamo fatto. Siamo stati nelle piazze, un tempo solo appannaggio delle urla indistinte del populismo più spietato. Poi abbiamo detto di essere anticorpi. E così abbiamo iniziato ad inoculare vaccini di democrazia e buone ragioni nei corpi e nelle menti che in ogni città abbiamo incontrato, smontando rabbie e frustazioni”.

Anche la De Filippi, in modo piuttosto bizzarro, giustifica la scelta di ospitare il movimento dicendo, durante la conferenza stampa, “Non penso di dare una connotazione politica invitandoli nel programma Loro non sono un partito politico. La scelta delle Sardine è nata da quello che loro dicono, mi ha fatto piacere che abbiano accettato il mio invito perché non li ho visti in molti programmi e quindi fanno delle scelte e questo mi piace”.

Tralasciando le giustificazioni della De Filippi, che sembra dimenticare come in realtà il movimento delle Sardine abbia più volte ammesso di essere nato per opporsi all’ascesa dei movimenti populisti, assumendo, quindi, dei precisi connotati politici, hanno fatto scalpore nelle ultime ore le polemiche interne alle Sardine stesse: infatti, la decisione di andare ad Amici è stata contestata perché non concordata, perché violerebbe il silenzio mediatico che il movimento si era dato prima dell’assemblea di Scampia e perché la natura della trasmissione è – diciamo – particolare. “State vanificando la vostra credibilità e coerenza deludendo migliaia di persone” o “La prossima comparsata ad Arcore”, sono solo alcuni dei commenti che non approvano la decisione dei vertici del movimento nato a Bologna. Anche dalla chat interna delle Sardine, che racchiude i fondatori e i referenti di ogni provincia, arrivano critiche durissime: gli attacchi arrivano dalla Sicilia, dalla Campania, dal Friuli e non risparmiano la presunta voglia di protagonismo di Santori e dei suoi; lo avvertono, inoltre, del rischio di commettere altri passi falsi dopo la foto con Benetton o, addirittura, di imitare Matteo Renzi, anche lui ospite in passato della De Filippi e non proprio amatissimo dalla quasi totalità dei seguaci delle Sardine. Pare, infine, che in quattro, fra gli attivisti più impegnati, avrebbero abbandonato la chat. Questi episodi sono stati raccontanti, nella giornata di ieri, dallo stesso Santori in un video – strumento, peraltro, piuttosto “salviniano” – nel quale ammette “Abbiamo un problema di rappresentanza. Non c’è un organo eletto, una struttura che rappresenti tutto il movimento. Sappiamo che abbiamo fatto una scelta molto forte ma aspettate di vedere la trasmissione”. Rivela, ancora, che “Qualcuno voleva uscire con comunicati ufficiali per prendere le distanze dalla decisione di partecipare ad Amici: mi sembra paradossale. Se qualcuno ha perplessità ditelo, scrivetelo o chiamatemi. C’è un problema di legittimazione delle scelte, per ora: se ce ne sono altri, precedenti, nessuno è legato indissolubilmente alle Sardine. Dalla De Filippi non andiamo a fare balletti, ma cerchiamo di fare un lavoro che colga nel segno”.

Insomma, in attesa di vedere la trasmissione, rimane, comunque, un sano scetticismo sulla decisione del movimento, che ancora una volta mostra tutta la sua attitudine al palcoscenico. Questo aspetto potrebbe rappresentare una pericolosa arma a doppio taglio nella ricerca della “cura” al male assoluto dei nostri giorni che, secondo loro, non è coronavirus, ma il populismo.

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