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L’eurosummit ha dato qualche risposta ma sui mercati resta forte l’incertezza

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L'impatto del Consiglio Europeo, non ha tardato a farsi sentire sui mercati sia azionari che obbligazionari che hanno vissuto venerdì una giornata da incorniciare. Milano ha segnato un +6.59% lo scorso Venerdì e per trovare una seduta migliore (+11,28%) occorre tornare indietro al 10 Maggio 2010, con l'annuncio dell'istituzione del Fondo salva stati da 750 miliardi di euro, considerato il primo argine eretto contro la crisi.

Hanno festeggiato anche le altre Borse europee con Londra che avanza dell'1,42%, a Parigi il Cac 40 sale del 4,75% il Dax guadagna il 4,33%. Bene anche Madrid +5,66%, Lisbona +5,66% e Atene +7,4%. Wall Street si è unita alle piazze europee nell'euforia per l'accordo tra i leader dell'Eurozona.

Il Dow Jones, con un rialzo del 2.2%, chiude il mese di giugno come mese migliore del 2012. Ottimo anche l’indice S&P (+2.49%), nonostante Ford che lascia sul parterre il 5% dopo il profit-warning e Nike che perde quasi il 10% dopo una trimestrale deludente. Rally anche per il Nasdaq che chiude il mese di giugno con un progresso di quasi il 4%.

In una giornata euforica non hanno però festeggiato i tecnologici americani affossati da Rim. La società produttrice del BlackBerry ha rilasciato una trimestrale decisamente sotto le attese con una contrazione del fatturato del 42% e perdite oltre i 518 milioni di dollari. E’ stata la settimana di Monti e dello spread nell’ormai noto vertice di Bruxelles.

L’attesa era tanta, ma i mercati avevano già declassato l’incontro da vertice straordinario ad ordinario, vista la poca fiducia che avevano per un accordo serio in grado di risolvere la crisi. Il risultato invece c'è stato e la novità principale riguarda le banche “nei paesi della zona euro si potranno ricapitalizzare le banche direttamente e non più attraverso i governi nazionali.

Questa possibilità potrà essere adottata non appena ci sarà una sorveglianza unica a livello europeo” Ha vinto l’euro e questo non è poco, ma lunedì gli investitori come vedranno il mondo dopo essersi “ubriacati” Venerdì?

Forse arriverà il momento di fare i conti con la reale situazione economica che è caratterizzata da bassa crescita e dalla frenata della produzione industriale, inoltre bisognerà guardare anche dall’altra parte dell’oceano e vedere da una parte l’America alle prese con “grane” interne, prima fra tutti la riforma sanitaria che colpisce gli assicurativi e i farmaceutici, e dall’altra la Cina che sarebbe pronta a varare misure di stimolo all’economia per fronteggiarne il rallentamento. Fino ad oggi i mercati si sono rassegnati, forse cullandosi nell’illusione che si possa sopravvivere anche in condizioni peggiori. Domani sarebbe sufficiente la stabilità.

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