L’imprenditore Berlusconi si prepara (forse) a dividere l’Impero
21 Aprile 2010
La “famiglia spa” è uno dei capisaldi dell’economia italiana, l’istituzione fondamentale del nostro capitalismo. Il legame tra impresa e famiglia è così intenso da non riguardare solo la prevalenza delle imprese minori, ma anche la maggior parte delle grandi aziende private: i famosi “big” dell’economia. Basti pensare ai Benetton, ai Ligresti, ai Caltagirone, che su un intreccio di parentele e partecipazioni hanno basato la loro fortuna, costruendo nel tempo un patrimonio che oggi vale miliardi. Ma quella che più di tutte rappresenta un “Impero” (sopra i 6 miliardi di euro) è la famiglia Berlusconi.
Veronica Lario si sta battendo come un leone perché i suoi tre figli abbiano le stesse chance dei figli di primo letto del premier, Marina e Piersilvio. La Lario (come tutti, del resto) ne è certa: con un ruolo manageriale della seconda generazione si ridisegneranno pesi ed equilibri al vertice dell’Impero, anche se i difficili rapporti tra lei e il premier non faciliteranno la spartizione del potere.
Per anni il presidente del Consiglio è stato azionista unico, con il controllo suddiviso tra 22 “scatole” (Holding Italiana, numerate dalla Prima alla Ventiduesima), poi, nel corso del tempo il look della proprietà è cambiato. Anche perché i figli sono cresciuti, prima Marina e Piersilvio, ora Barbara, Eleonora e Luigi, tutti maggiorenni e in odore di partecipazioni. Così, adesso l’Impero ruota attorno a sette contenitori: Holding Italiana Prima, Seconda, Terza e Ottava (di proprietà personale del premier); mentre la Quarta fa capo a Marina e la Quinta a Piersilvio (che a breve darà un nuovo nipotino al Cav.).
Nel 2006 però è successo qualcosa di importante. Con la cessione della Holding Italiana Quattordicesima a Barbara, Eleonora e Luigi (consulente Bruno Ermolli) è stato ufficializzato l’ingresso nella finanza berlusconiana della seconda generazione. La holding oggi detiene il 21,42% di Fininvest che, diviso per i tre nuovi azionisti, fa indirettamente una quota analoga ai figli più grandi: ognuno di loro, singolarmente, è quindi azionista del gruppo Fininvest con una quota indiretta di circa il 7%.
Ci sarà, da qui alla fine del 2010, un riassetto? Alcuni giurano di sì. La maggioranza della holding è infatti ancora saldamente nelle mani del presidente del Consiglio. E’ attraverso le 4 holding (prima, seconda, terza e ottava) che il Presidente del Consiglio controlla il 61,21% di Fininvest, capofila di un gruppo cui fanno capo Mediaset, Mondadori, il Milan, più una quota rilevante nel gruppo finanziario Mediolanum. Così come tutte le proprietà immobiliari, da Macherio a Villa Certosa. Tutte concentrate in Dolcedrago, società di proprietà del premier al 99,50% (lo 0,25% è nelle ami di Marina, il restante 0,25% fa capo a Piersilvio).
Ma non c’è solo il mattone nella Dolcegrado, che attraverso la Videodue srl (un contenitore di 106 diritti di sfruttamento di opere cinematografiche, tra cui film di Totò) ha un ruolo importante nel settore cinematografico. Nella Finanziaria figurano quindi i due figli maggiori (come detto, rispettivamente con uno 0,25%), ma al momento non figurano i tre figli minori, cui certamente spetterà di giocare un ruolo da protagonisti, anche se magari non nell’immediato.
La primogenita Marina è presidente della stessa Fininvest e di Mondadori, mentre Piersilvio è vicepresidente con deleghe operative in Mediaset. Barbara era interessata a Mondadori ma la casa editrice di Segrate, in provincia di Milano, è appunto nelle mani di Marina, che “la sta gestendo bene e continuerà a farlo”, come ha detto lo stesso Berlusconi. Eleonora ha da poco concluso uno stage in Fininvest, per lei si era ipotizzato un ruolo di rilievo in Endemol ma al momento tutto tace. Le tv non interessano a Luigi, cui probabilmente piacerebbe la Finanza: ha solo 23 anni ma è nel Cda di Mediolanum e dovrebbe essere imminente l’ingresso nel Cda di Molmed (biotecnologie) che ha Fininvest come primo socio e tra gli azionisti proprio i figli di Veronica Lario con la loro “holding quattordicesima”.
I due fratelli, inoltre, siedono anche nei Cda delle proprie holding personali: quarta Marina, quinta Piesrilvio. Ma si alternano come vicepresidenti anche nei consigli delle quattro cassaforti del Cav.: prima e terza per Marina, seconda e quarta per Piersilvio. Quegli stessi consigli in odore di rinnovo. Succederà qualcosa? Entreranno gli altri tre? E nel consiglio di Fininvest che viene rinnovato annualmente cosa accadrà?
Una cosa è certa: se per molte “famiglie spa” il problema della successione è un problema serio, nel caso di Berlusconi i pretendi al trono di certo non mancano. E, verrebbe da dire, non solo in ambito familiare…
