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L’interrogazione di Gaetano Quagliariello

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Interrogazione Parlamentare

Al Ministro dell'Interno

Premesso che: 

- nel dibattimento del processo pendente a carico del senatore Marcello Dell'Utri presso la Corte d'Appello di Palermo è stata ammessa, su richiesta della Procura generale, la testimonianza di Gaspare Spatuzza, le cui dichiarazioni rese dal giugno 2008 nella veste di collaboratore di giustizia sono ancora al vaglio dell'autorità giudiziaria;

- sono stati avanzati dubbi sulla opportunità di una simile procedura da diversi commentatori e addetti ai lavori, fra i quali il Procuratore nazionale antimafia dott. Piero Grasso;

- la deposizione di Spatuzza ha avuto luogo in data 4 dicembre 2009;

- per il giorno 11 dicembre p.v., nel medesimo dibattimento sono stati convocati i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, già referenti dello Spatuzza nell'ambito dell'organizzazione denominata Cosa Nostra;

considerato che:

nel corso della sua testimonianza al processo Dell'Utri, Spatuzza ha reso le seguenti dichiarazioni:

Procuratore generale: "Signor Graviano... ehm... signor Spatuzza, noi siamo fermi al momento all'attentato all'Olimpico. Dopo l'attentato all'Olimpico che cosa succede? A parte il fatto che siete tornati a Palermo, poi lei è stato processato, è stato condannato, è stato detenuto, e si ritrova al carcere di Tolmezzo. Che cosa succede?".

Spatuzza: "Nel '99 questo avviene. Grazie a Dio mi trovo a incontrare le persone che io reputavo miei padri, così possiamo dire: i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano. Questo avviene sul carcere di Tolmezzo. Io mi ero un po' dissociato, se così possiamo dire, da Cosa Nostra. Avevo preso le distanze, di cui avevo chiesto anche l'isolamento. Mentre mi trovo isolato era arrivato Pippo Calò, e apprendo che c'è in mezzo qualche dissociazione. Quindi sono interessato, perché già avevo iniziato un bellissimo percorso di ravvedimento, quindi per me la dissociazione già era qualche cosa di molto importante. Quindi sono interessatissimo, cerco di capire un po' la situazione. Siccome non posso comunicare con Filippo Graviano - io sono isolato -, comunque riusciamo un po' dalle finestre, un po' quando va a passeggio, a capire un po' la cosa. E mi fa capire che la cosa non ci interessa. Quando io termino l'isolamento diurno ho la possibilità di incontrare direttamente Filippo Graviano, che ci ritroviamo nello stesso gruppo; di cui chiedo notizie in merito a questa dissociazione, e mi spiega che a noi non ci interessa la dissociazione dei magistrati, perché non ci possono dare niente, perché se tutto deve arrivare dalla politica, che sono loro a fare le leggi, a noi non ci interessano i magistrati perché alla fine sappiamo cosa vogliono (inc.le) il discorso della collaborazione. Quindi lì si chiude la questione. Nel 2004 Filippo Graviano, trovandoci sempre sul carcere di Tolmezzo, questo avviene a novembre del 2004...".

Presidente: "Quindi prima era il '99, ora siamo al 2004".

Spatuzza: "Sì, sì, 2004".

Presidente: "Quanto è rimasto lei con i Graviano a Tolmezzo nel '99?".

Spatuzza: "Arriviamo noi nel '98, assieme con Filippo e con Giuseppe. Di lì a pochi mesi Giuseppe sarà trasferito in un altro istituto. Prima mi trovo a passeggio con Giuseppe Graviano, poi successivamente sono stato inserito nel gruppo di Filippo Graviano".

Presidente: "Quindi quanto tempo siete stati insieme?".

Spatuzza: "Io sono andato via nel gennaio del 2005".

Presidente: "Dal '99 al 2005?".

Spatuzza: "Sì".

Presidente: "E gli altri?".

Spatuzza: "Quando nel gennaio sono andato via Filippo l'ho lasciato io...".

Presidente: "Quindi Filippo era rimasto lì mentre Giuseppe è andato via".

Spatuzza: "E' andato via, sì".

Presidente: "Va bene. Il 2004".

Spatuzza: "Da premettere che Filippo Graviano aveva subìto un infarto, quindi stava malissimo, e questo mi dispiaceva tanto. In quel periodo lui era isolato, quindi gli hanno sospeso, non so se per problemi di salute, l'isolamento diurno. Quindi ci ritrovammo di nuovo assieme nello stesso gruppo di passeggio. Avvenne qualche cosa che io vengo trasferito temporaneamente in un altro istituto. Questo istituto ho scoperto che è stato convocato chi doveva fare un colloquio investigativo con il procuratore nazionale antimafia, all'epoca era il dottor Vigna. Quindi da questo colloquio con il dottor Vigna, siccome avevo fatto precedentemente qualche altro colloquio investigativo, ha visto la disponibilità mia nei riguardi dello Stato. Però non me la sentivo di fare il passo definitivo della collaborazione perché c'erano problemi che poi oggi li stiamo (rivivendo), un po' per la questione familiare che io difatti sono stato rinnegato dalla mia famiglia per questa scelta che ho fatto, e sa Dio che pena c'è nel mio cuore per questo. Poi c'era il problema che riguardava tutta la questione di via D'Amelio che io sicuramente sarei entrato in conflitto con la magistratura: è come andare a dire a uno che si aveva fatto un palazzo da dieci piani, andargli a dire che il fondamento di quella costruzione era stato fatto con un cemento depotenziato. Sapevo i problemi che dovevo affrontare. Poi c'era il problema sulla sfera politica. Quindi le mie preoccupazioni erano tante. Comunque da questo colloquio con il dottor Vigna sta cercando di convincermi per collaborare; tra l'altro siccome era allo scadere del mandato del Procuratore, quindi voleva chiudere con me questi contatti che già avevamo avuto. Gli racconto al dottor Vigna che avevo fatto questo bellissimo percorso di ravvedimento, di isolamento, stavo (vivendo) proprio una storia bellissima che riguardava tutta la mia persona che mi riconoscevo in quell'istante. Il dottor Vigna mi disse: 'mi fa piacere per lei, sono contento di quello che sta facendo, di quello che fa, però le devo dire che se non mette nero su bianco e non si consegna effettivamente allo Stato rimane tutto qui terra terra'. Quindi decido di non collaborare, anche se già mi ritenevo dalla parte dello Stato, però ci mancava di fare quel passo definitivo della collaborazione. Quindi rientrato sul carcere di Tolmezzo comunico a Filippo Graviano che avevo avuto questo colloquio investigativo. Come poc'anzi dissi, Filippo Graviano stava malissimo. Quindi l'ho visto un po' all'angolo, quindi ho cercato di sferrare un attacco più decisivo nel convincerlo soprattutto perché in quegli anni abbiamo parlato tanto dei nostri figli, di levarli dal contesto, di non fargli rivivere quello che avevamo vissuto noi e che stavamo... cercare di strappare i nostri figli da quel contesto. Quindi facevo leva su questa questione dei nostri figli. Ho colto proprio la sensazione di Filippo che stava crollando, perché stava malissimo. Quindi a quel punto mi disse Filippo Graviano che 'è bene fare sapere a mio fratello Giuseppe che se non arriva niente da dove deve arrivare qualche cosa, è bene che anche noi iniziamo a parlare con i magistrati'. Quindi di lì a poco io a gennaio, durante questo colloquio, metta a novembre, i primi di gennaio sono stato trasferito in un altro istituto".;

rilevato che:

- come si evince dal brano riportato, Spatuzza ha dunque riferito: di essere stato ristretto nel 1998 nel carcere di Tolmezzo unitamente ai fratelli Filippo e Giuseppe Graviano; di essere stato inserito nel medesimo "gruppo di passeggio" di Giuseppe (prima del trasferimento di quest'ultimo in un altro istituto penitenziario), poi nello stesso "gruppo di passeggio" di Filippo; di aver appreso, a seguito dell'arrivo di Pippo Calò nel carcere di Tolmezzo, e dopo essere stato posto in regime di isolamento, di alcune "dissociazioni" in corso; di averne discusso con Filippo Graviano, nonostante il regime di isolamento cui lo Spatuzza era ancora sottoposto, attraverso le finestre e in occasione delle passeggiate dello stesso Graviano, il quale gli avrebbe fatto capire che "la cosa non ci interessa"; di aver parlato nuovamente delle "dissociazioni" con Filippo Graviano al termine del periodo di isolamento diurno, trovatosi nuovamente nello stesso "gruppo di passeggio", ricevendo in risposta una nuova manifestazione di non interesse;

- Spatuzza riferisce altresì di essere stato convocato, nel periodo immediatamente successivo, per un colloquio investigativo con l'allora Procuratore nazionale antimafia, dott. Pierluigi Vigna; di aver comunicato al dottor Vigna di aver intrapreso un "bellissimo percorso di ravvedimento"; di aver ricevuto dal Procuratore, prossimo alla scadenza dell'incarico, la sollecitazione ad avviare una collaborazione; di aver deciso di non avviare la collaborazione;

- lo stesso Spatuzza, nella sua testimonianza, racconta infine di essere rientrato al carcere di Tolmezzo; di aver riferito a Filippo Graviano circa il colloquio investigativo avuto con il dottor Vigna; di averlo sollecitato in direzione di una collaborazione approfittando delle precarie condizioni di salute del Graviano; di aver ricevuto da Filippo Graviano l'indicazione di far sapere al fratello Giuseppe che "se non arriva niente da dove deve arrivare qualche cosa, è bene che anche noi iniziamo a parlare con i magistrati";

considerato inoltre che:

- i fatti di cui sopra risalirebbero al periodo 2004 - 2005;

- l'inizio della collaborazione dello Spatuzza con l'autorità giudiziaria risale al giugno 2008.

l'interrogante chiede al Ministro in indirizzo se non ritenga di dover intraprendere tutte le opportune iniziative al fine di verificare:

- se presso il carcere di Tolmezzo, nel corso dei rispettivi periodi di restrizione, si siano verificate violazioni dei vari regimi detentivi ai quali Gaspare Spatuzza, Filippo Graviano, Giuseppe Graviano e Pippo Calò sono stati sottoposti;

- se alla luce dei reiterati contatti, consultazioni e scambi di informazioni di cui in premessa, verificatisi anche in prossimità di colloqui investigativi con la Procura nazionale antimafia, la collaborazione intrapresa dallo Spatuzza e i contenuti della stessa possano essere considerati genuini;

- se, per le medesime ragioni, non rischi di essere inficiata la stessa testimonianza dei Graviano prevista al fine di sottoporre a riscontro le dichiarazioni di Spatuzza.

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