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L’Iran mette nel sacco CIA e Mossad mentre Ange Mancini si fa rubare il cell

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Teheran prova a reagire all'offensiva subita dal terribile Stuxnet, il virus informatico che ha  sferrato colpi duri ai suoi progetti nucleari. Sembra infatti che sia proprio di un hacker iraniano l'abile mano che è riuscita nientemeno che a sottrarre i certificati di protezione dei siti di Mossad, Cia, MI6, le migliori agenzie spionistiche su piazza mondiale. Gli agenti al servizio di Ahmadinejad e compagni sarebbero entrati altresì in possesso d'informazioni ricavate dalla violazione di twitter, facebook e google.

I certificati di sicurezza consentono ai browser web di comunicare in modo sicuro con i server su Internet e sono creati da aziende che forniscono questo servizio in assoluta riservatezza e generalmente ritenute affidabili. Adesso i migliori tecnici dei segreti uffici occidentali dovranno porre rimedio a questo furto con destrezza, riservandosi il diritto di rappresaglia verso i territori virtuali persiani. Il tutto mentre la Casa Bianca sta pensando di avviare nuove operazioni d'intelligence per contrastare l'influenza iraniana sugli Stati confinanti. Avvisare il nemico a mezzo stampa, come accaduto puntualmente anche rispetto a quest'intenzione, non pare il miglior viatico per un successo pieno.
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Sarà per il vento delle presidenziali che già soffia impetuoso, per la guerra in Libia che vede Sarkozy protagonista, o a causa dell'affaire DSK con i suoi ripetuti colpi di scena, fatto sta che per gli 007 transalpini è un periodo molto agitato. La vicenda del cellulare rubato in un locale all'alto dirigente  Ange Mancini è finita sui giornali internazionali strappando battutine e sorrisi maliziosi, cosi' come, per ben altro verso, ha destato scalpore  l' ammissione del ministro dell' Interno, Claude Guéant, sull' attento monitoraggio, diciamo cosi', delle spie nei confronti di giornalisti dell' autorevole quotidiano le Monde.

La scorsa settimana alla DGSE è avvenuto ufficialmente il previsto cambio della guardia: il generale di corpo d' armata Frédéric Beth ha preso il posto del collega Bertrand Ract Madoux, nominato in giugno capo di stato maggiore dell' esercito, diventando il numero due dietro Erard Corbin de  Mangoux. La stampa e il partito socialista attendono di capire se il personale della "Piscina" cambierà o meno abitudini. Lo scetticismo a Parigi va sempre di moda.

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