L’isolamento feroce di Del Turco è la prova che i magistrati giocano sporco

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L’isolamento feroce di Del Turco è la prova che i magistrati giocano sporco

15 Luglio 2008

Ordinare che Ottaviano del Turco sia costretto per tre giorni in isolamaento, senza potere vedere né i familiari, né i difensori è un sopruso, è illegale, è disumano, è la prova che i magistrati di Pescara abusano del loro potere.

E’ la prova infine che è tornato in vigore quell’orrendo “rito ambrosiano” di Mani Pulite che incarcerava i sospettati, che non li interrogava neanche, per usare dell’umiliazione e dello choc della detenzione per imporre confessioni (per indurre suicidi): quel fertile “tintinnar di manette” che manda in visibilio Marco Travaglio e il procuratore Maddalena.

 

Il trattamento a cui è sottoposto Ottaviano del Turco è barbaro. Punto. E’ inacettabile. Punto.

Non importa affatto che i magistrati dell’accusa dichiarino al mondo che  hanno prove inoppugnabili, che insultino e violino e calpestino in questo modo il codice perché ribaltano la parità dell’accusa e della difesa, detenendo l’imputato nelle loro “segrete” , mentre intanto lo sputtanano di fronte all’opinione pubblica con le loro “prove”.

Qui non è in gioco l’innocenza o la colpevolezza di Del Turco. Qui sono in gioco le regole dello stato di diritto.

Del Turco può anche essere colpevole, per quanto ci riguarda (anche se ci stupiremmo moltissimo)  ma va giudicato da libero, senza che il carcere venga usato per farlo crollare – o per fare crollare i suoi coimputati – nella serenità di un dibattimento alla pari.

Questo isolamento feroce è la prova che i magistrati di Pescara non giocano pulito.

Sarebbe bene che i compagni di partito di del Turco, uscissero dal loro stupore ipocrita e ne prendessero atto.