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Ma la Corte dei Conti punta il dito sulla manovra

L’Italia esce dalla recessione. Confindustria rivede al rialzo le stime

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Il futuro è a tinte meno fosche. Di positivo, oggi, c’è che l’Italia è fuori dalla recessione e che di un’economia in ripresa cominciano a vedersi i primi barlumi di luce. Gli economisti di Confindustria rivedendo al rialzo le stime sulla crescita al +1,6% del pil per il 2011. All’indomani del tax freedom day, ovvero il giorno virtuale della libertà dal Fisco importato direttamente dall’America, che ci aveva resi ancora una volta consapevoli del freno economico dettato da una pressione fiscale troppo alta che in vent’anni ha fatto slittare la “festività” dal 6 al 23 giugno (e che anche secondo Confindustria continua a pesare, insieme all’evasione e alla disoccupazione), quella che si prospetta è una ripresa più solida rispetto alle stime rilasciate a dicembre.

Nonostante un impatto restrittivo della manovra da 24,9 miliardi all’esame del Senato,  che Confindustria stima in un "-0,4% l’anno" , il centro studi di via dell’Astronomia rivede al rialzo le stime sulla crescita al +1,6% del pil per il 2011 (dal +1,3%) e +1,2% nel 2010 (da +1,1%). La disoccupazione è invece attesa in aumento, dopo 528mila i posti di lavoro già persi a fine 2009 in 2 anni di crisi (per l’Istat il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2010 è salito al 9,1% - dato non destagionalizzato - dal 7,9% dello stesso periodo del 2009, si tratta del livello più alto dal primo trimestre del 2005). Valutazione dell’euro (rivista a 1,2 dollari) e esportazioni trainate dalla ripresa del commercio mondiale sono tra i driver che più permetteranno all’economia italiana una ripresa migliore delle precedenti stime nonostante un impatto restrittivo della manovra economica. La sola svalutazione del cambio potrà dare una spinta alla crescita pari a circa un punto di pil.

Ma tra i fattori che frenano c’è anche l’impatto sui consumi della sfiducia dei consumatori. "La ripresa annunciata un anno fa in forma di germogli ha acquistato impeto". Sul fronte del lavoro il Centro studi prevede una "partenza ritardata", con un parziale e lento recupero solo nel 2011 (+0,5%). Mentre il cuscinetto della cassa integrazione "ha dimezzato il calo di occupati": i 528mila posti di lavoro persi dal primo trimestre 2008 al quarto 2009 rappresentano "una contrazione del numero di occupatì pari alla meta della modalità di calcolo statistica delle unità lavorative equivalenti a tempo pieno, che sale a un milione e 91mila in meno". Mentre sul fronte dei conti pubblici "se completamente effettuata e confidando nella miglior crescita, la manovra messa a punto dal Governo e all’esame del Parlamento piegherà il deficit pubblico al 4,1% nel 2011, dal 5,1% di quest’anno, ma il debito pubblico arriverà al 118,9% del pil". Quanto alla manovra, le misure per 2011 e 2012 "hanno nell’immediato un impatto frenante stimabile in uno 0,4% di Pil in meno per ciascuno dei prossimi due anni". L’inflazione "sarà contenuta poco oltre quella dell’Eurozona".

Poi il capitolo fisco, altro freno allo sviluppo. Il Centro studi di Confindustria ha stimato l’evasione fiscale in Italia in 124,5 miliardi nel 2009, pari all’8,2% del pil. Mentre "la pressione fiscale effettiva che grava sui contribuenti che pagano integralmente imposte e contributi è al 51,4% del reddito italiano, contro il 43,2% ufficiale" che incorpora anche il sommerso e indica quindi una incidenza "solo apparente". A parità di gettito, "eliminando l’evasione - calcolano gli economisti di Confindustria - le aliquote fiscali e contributive potrebbero essere abbattute del 16%". Gli economisti hanno stimato l’evasione fiscale in 124,5 miliardi nel 2009, pari all’8,2% del pil. Mentre la pressione fiscale effettiva che grava sui contribuenti che pagano integralmente imposte e contributi è al 51,4% del reddito italiano, contro il 43,2% ufficiale che incorpora anche il sommerso. A parità di gettito, eliminando l’evasione le aliquote fiscali e contributive potrebbero essere abbattute del 16%.

Altro punto dolente è il mercato del lavoro. Secondo i tecnici del Centro studi, infatti, la Cig ha dimezzato il calo degli occupati, grazie ai tagli di orari e sospensione temporanee senza che vi sia risoluzione del rapporto di lavoro. Sempre nel periodo primo trimestre 2008 quarto trimestre 2009 l’equivalente forza lavoro delle ore effettivamente erogate è salito di 335mila unità, da 84mila a 419mila. Gli economisti di Confindustria hanno poi spiegato che è ulteriormente aumentato nel primo trimestre di quest’anno, sfiorando quota 460mila.

Con lo scenario ottimistico di Confindustria non è però d'accordo la Corte dei Conti che accusa la manovra economica di dare "un impatto di segno negativo sulla crescita". La correzione dei conti crescerà il rischio di un impatto di segno negativo sulla crescita economica", ha avvertito il presidente di Sezione della Corte dei Conti Gian Giorgio Paleologo. Questa minor crescita stimata in uno 0,5%, da qui al 2013, porta al "rischio di un assottigliamento degli effetti attesi sul disavanzo soprattutto per via della flessione del gettito fiscale connessa ad un più basso livello di attività economica". Sono inoltre "molto impegnative" le misure di blocco delle procedure negoziali e degli automatismi per il pubblico impiego. Non solo "è un taglio ambizioso" quello a carico delle amministrazioni locali "la cui realizzabilità e sostenibilità è messa in dubbio dalla distribuzione dei suoi effetti traenti e dall’interazione con un meccanismo come il patto di stabilità interno". E' quindi "urgente rivedere il meccanismo con cui gli enti territoriali sono chiamati a contribuire al rispetto degli obiettivi posti al paese dall’appartenenza al sistema europeo".

 

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