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"Non ti fare, fatti la tua vita"

Lo spot di Giovanardi contro la droga funziona e chi dice di no è in malafede

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Complimenti al Sottosegretario Carlo Giovanardi, per l’ottimo spot per la campagna antidroga di cui è ideatore. E’ uno spot finalmente diverso, che non fa perno sulla paura di morire, cosa che sarebbe assolutamente futile e inutile, perché l’adolescente ha paura di mille cose: dei brufoli, dello svergognamento, della derisione, ma non di morire.

Campagne antidroga, antifumo o alcol, o per la guida sicura basate sulla paura di morire sono soldi buttati al vento. Perché? Perché l’adolescente è nella fase di affermazione del proprio “io”, fase fisiologica e buona, fase evolutiva e dimostrativa, in cui si deve mostrare e dimostrare la propria esistenza, sbaragliando il nemico che è il proprio “io” infantile e succube. E come si sbaraglia? Con delle prove di iniziazione, quasi sempre all’interno del gruppo “dei pari” (la ragazza con le altre ragazze e il ragazzo con gli altri ragazzi), in cui si sfida la sorte e si mette alla prova la propria tenuta. Si fanno sciocchezze volutamente, si trasgredisce anche se si sa che è stupido, si “gioca col fuoco”, per provare di essere vivi. Tutto allora si deve dire per aiutare i ragazzi tranne “attento, ti fa male” oppure: “attento, è pericoloso!”, perché è un invito a nozze, è soffiare sul fuoco, è mostrare dove andare per rendere più forte e avvincente la sfida e il test di bravura esistenziale.

Lo spot di Giovanardi intelligentemente salta questo rischio, e gioca su un altro piano: mostrare la vergogna. Di questo invece i ragazzi hanno terrore: che andandosi a drogare si passi per imbecilli, che ti ridano dietro perché per uno spinello ti sei fatto soffiare la ragazza, questo sì che li mette in crisi.

Ed è la verità. Perché la droga fa male al fisico, alla mente, indebolisce le capacità amatorie, facilita l’insorgenza di psicosi terribili quelle cioè in cui si sentono voci e si pensa di volare (cioè la schizofrenia). E diventi l’imbecille del gruppo.

Cosa dovremmo dire agli attori che si vantano in TV o in radio dei loro spinelli, come fossero acqua fresca, magari proprio mentre dei genitori piangono il danno mentale che ha colpito il loro figlio per colpa della droga, o mentre una moglie piange il marito investito dal drogato?

E’ troppo insulsa la critica che “anche l’alcol fa male e allora se bandite la droga dovete bandire anche il Chianti”, perché non ci sembra di aver mai fatto pubblicità all’ubriacatura, altro comportamento da stigmatizzare nei ragazzi e che va diffondendosi, rischioso nel breve e nel lungo periodo. Ma c’è una bella differenza tra un Barbera che accompagnato ad una pastasciutta è normale nutrimento, e una foglia di cannabis che non nutre proprio nessuno! Tanto che l’American Academy of Pediatrics è assolutamente contraria alla liberalizzazione della marijuana.

Finalmente allora uno spot fatto bene, dalla parte di chi è indifeso contro chi pubblicizza la droga nelle strade per fare soldi sporchi e contro chi la pubblicizza sui giornali per vendere ideologie. E dato che le fasce protette non sono protette quasi per niente da mille e mille stimoli malvagi, non capisco i dubbi sollevati da alcune associazioni nell’immettere lo spot nelle ore di trasmissione per bambini, primo perché i bambini guardano ben oltre quelle fasce, secondo… ma avete mai visto quanti mostri passano nelle ore di fasce protette? E vi spaventate per un mostro fatto a fin di bene?

 

 

 

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7 COMMENTS

  1. sottoscrivo le ragioni ma
    sottoscrivo le ragioni ma non la conclusione: ho un bimbo di 5 anni che cerco di tener lontano dalle pubblicità per vari motivi. Quel mostro è davvero inquietante

  2. La lotta alla droga è
    La lotta alla droga è sacrosanta,ma lo spot e solo spaventoso non adatto per la messa in onda in orario di fascia protetta,non si poteva proprio inventare qualcosa di un po’ piu’ intelligente e che non spaventi i bambini?dovremmo pensare di tutelare anche loro!!ho due bimbi di 4 e 7 anni per fortuna non l’hanno visto!!!!!

  3. Insomma
    In inghlterra, dove lavoro nell’ambito pubblicitario,
    invece per anni hanno funzionati.
    Perché parlate di pubblicità se non sapete neanche cosa sia? Perché la regia deve essere data a Nek? Che non sa neanche cosa sia un punto macchina e la grafica?
    Per non parlare della scrittura.
    Il grande problema dello adv e di questa campagna è il relegare al problema degli effetti della drogra ad un contesto onirico.
    Se ti presenti con questa roba nel mio ufficio con molte probabilità ti prendono a calci nel sedere.
    Oltre a questo non capisco per quale strana motivo le pubblicità e le campagne progresso in Italia non siano con i conti in chiaro. Non riesco a trovare se la produzione del video abbia avuto un costo o meno.
    Sempre per la cronaca vi informo che in Inghilterra le agenzie e i tecnici, i grafici e i registi ci lavorano gratis. Per passione. In Italia ho potuto assistere svariate indecenze non ultima i 180 mila euro per i cani e gli animali abbandonati.
    Lucrare sui soldi pubblici.
    Suggerisco al grafico/montatore di studiare un po’ meglio il tutorial per la realizzazione del mostro
    http://www.videocopilot.net/tutorials/demon_face_warp/

    La diffusione dell’ad è altrettanto da prima guerra mondiale.

  4. Mio figlio di 2 anni è
    Mio figlio di 2 anni è terrorizzato dalla pubblicità della Vigorsol! Ed ora questo!
    Ma che sta succedendo ai pubblicitari?
    Non sono più capaci di veicolare un messaggio senza ricorrere a tette, culi e mostri di vario genere?
    Che fa il garante?
    Che significa fascia protetta?
    Chi tutela i più piccoli?

  5. Ottimo? fa cagare
    pubblicità per dementi fatta da dementi.
    partiamo dal presupposto che uno che si vuole drogare se ne fotte della pubblicità progresso.
    quindi le pubblicità servono solo a spendere soldi.
    mi aggiungo alla schiera di chi dice che da giovanardi (presunto difensore della famiglia con il cervello di un tacchino drogato) ci saremmo aspettati maggior rispetto per i bambini che si possono trovare davanti alla tv

  6. approccio errato
    Una campagna del genere è inutile se al contempo il governo trasmette informazioni menzognere.
    Non sono un’antiproibizionista, ma mettere tutte le droghe nello stesso calderone è un errore madornale: quando l’adolescente di turno proverà le canne e vedrà che non uccidono, il messaggio che passerà sarà che *tutte* le info governative sono menzogne, e questo lo porterà certamente a sottovalutare le ben più pericolose droghe pesanti.
    Sempre riguardo la comunicazione, altro errore grave è la politica del due pesi e due misure – da una parte le droghe illegali, dall’altra alcol e tabacco – quando alcol e tabacco sono droghe a tutti gli effetti, e dal notevole potenziale tossico e di dipendenza.

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