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L’Ue ha scelto un Partenariato con i paesi del Mediterraneo meridionale

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I recenti avvenimenti geopolitici che hanno interessato i Paesi africani affacciati sulla sponda meridionale del Mediterraneo hanno posto alla ribalta i grandi temi legati alla costruzione del regionalismo euro-mediterraneo, la promozione delle riforme e dei diritti dell’uomo, il cosiddetto. dialogo fra culture diverse e l’immigrazione.

Numerosi e di varia natura sono i problemi che necessitano una soluzione pronta ed efficace, mediante un intervento mirato, che muova in direzione dell'implementazione dei principi posti a fondamento della democrazia, del riconoscimento dello Stato di diritto, della tutela dei diritti umani. E proprio in tale direzione muove l'Unione europea, impegnata a garantire il proprio sostegno mediante un "Paternariato per la democrazia e la prosperità condivisa".

Lo scorso 8 marzo la Commissione europea e l’Alta Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato una comunicazione relativa a un partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con i paesi del Mediterraneo meridionale.

Gli obiettivi prioritari alla base del partenariato per la democrazia e la prosperità si fonda su tre pilastri fondamentali: a) sostegno mirato alla trasformazione democratica e allo sviluppo istituzionale, con particolare attenzione ai diritti umani, alle riforme costituzionali e giudiziarie e alla lotta contro la corruzione; b) stretto partenariato con le persone, insistendo in particolare sul sostegno alla società civile, e maggiori possibilità di contatti interpersonali, specialmente per i giovani; c) la crescita e lo svilupo economico mediante lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro,  il sostegno alle piccole e medie imprese, il miglioramento del sistema di istruzione e misure improntate allo sviluppo delle regioni più povere.

Con tali strumenti l’Unione vuole di dare una risposta ai problemi immediati che riguardano l' area in questione, seguendo un’impostazione basata su incentivi e differenziata a seconda dei paesi secondo il principio "more for more": in altre parole, verranno stanziati aiuti più consistenti a quei Paesi che si dimostreranno più virtuosi e avanzeranno più rapidamente sulla via delle riforme politiche ed economiche. L' obiettivo è instaurare un dialogo più intenso finalizzato ad instaurare una più stretta cooperazione nel quadro della politica estera e comune (PESC).

Obiettivo prioritario dell' azione comunitaria è sostenere il processo democratico e le riforme istituzionali mediante il potenziamento delle istituzioni governative impegnate a consolidare il cambiamento politico. In secondo luogo appare di fondamentale importanza il controllo dei flussi migratori, anche  mediante operazioni congiunte, quale ad es., Frontex HERMES 2011, di gestione delle frontiere, di lotta all' immigrazione irregolare e alla tratta degli esseri umani, di contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione transfrontaliera.

In risposta alle carenze economiche che investono i Paesi del Mediterraneo meridionale, le cui cause sono da individuare nella non equa distribuzione delle ricchezze, nella assenza di riforme socioeconomiche adeguate, nello scarso livello di informazione e formazione, l'Ue promuove il dialogo politico e la cooperazione nell'ambito del programma di lavoro per la cooperazione industriale euromediterranea attraverso politiche occupazionali e sociali integrate, volte a conseguire una crescita sostenibile ed inclusiva.

Sul fronte del commercio e degli investimenti le misure adottate dall'Ue sono mirate a garantire zone di libero scambio, mediante l'approvazione di accordi per favorire una  graduale e progressiva integrazione tra le economie dei paesi partner del Mediterraneo meridionale, anche attraverso interventi nei settori della politica della concorrenza, degli appalti pubblici della tutela degli investimenti etc...Infine rivestono un'importanza strategica per l'Ue i settori dell' energia, dei trasporti del turismo, dei mezzi di comunicazione.

Obiettivo prioritario dell'Unione è la sicurezza energetica. La realizzazione di tale obiettivo richiede un approccio comune, anche mediante investimenti congiunti, in particolar modo nel settore delle energie rinnovabili nel Mediterraneo meridionale. E' auspicabile in tal senso creare una sorta di "Comunità Ue-Mediterraneo meridionale dell'energia" costruito sulla convergenza di politiche energetiche tra i Paesi partner, magari basata sul nocciolo della legislazione Ue in materia di energia.

Nel campo dell'istruzione sarebbe opportuno intensificare gli scambi e la mobilità giovanile attraverso il potenziamento dei programmi attualmente esistenti: in particolare Erasmus Mundus, Euromed gioventù e Tempus. Ulteriore obiettivo è la promozione dei modelli di turismo sostenibile e della protezione e promozione delle diversità culturali: a tale scopo l'Unione promuove diverse iniziative culturali nell'area euro-mediterranea.

La cooperazione tra le due aree interessa, altresì, il settore dei trasporti: su tale fronte è necessario un miglioramento della sicurezza e del traffico in particolare nel campo dei trasporti aerei e marittimi. Infine, il miglioramento delle tecnologie di comunicazione e dei mezzi di trasmissione radiotelevisiva e satellitare sono prioritari nella misura in cui essi contribuiscono significativamente a favorire il processo democratizzazione della società e la promozione della libertà di espressione.

In chiusura, parafrasando le parole usate dal presidente della Commissione Barroso "E' doveroso per l’Unione sostenere le trasformazioni e quei cambiamenti storici tuttora in atto nel Mediterraneo meridionale, che recano con sé speranze di maggiore libertà, democrazia e una vita migliore per le popolazioni della regione". Per tali ragioni l'Unione "è fermamente decisa a fare un salto qualitativo nelle relazioni con i suoi vicini che hanno la volontà e la capacità di intraprendere riforme politiche ed economiche".

Si tratta di un appuntamento al quale l'Europa non può e non deve mancare.

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3 COMMENTS

  1. secondo me…
    …saremo noi a perdere le nostre libertà e a diventare come i nostri vicini islamici.
    Abbiamo già fior di esempi in città europee dove queste son la maggioranza (Rotterdam, Malmò, Londonistan, la stessa Bruxelles, Marsiglia).
    Insomma, prepariamoci ad inchinarci ad Allah.
    Simmaco
    http://fragmenta.weebly.com/

  2. INTANTO, CON UN GOVERNO DI
    INTANTO, CON UN GOVERNO DI CENTRO-DESTRA, UN PROGRAMMA ELETTORALE CHE PREVEDEVA LA LOTTA ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA (INIZIATA COI RSPINGIMENTI MA SUBITO CESSATA) E UN MINISTRO DELL’INTERNO LEGHISTA(LEGHISTA!!SIC!!) SONO ARRIVATI 15000 CLANDESTINI ISLAMICI ASSOCIATI A EVASI E TERRORISTI. E, CIO’ NON BASTASSE, NON CI PREPARIAMO A BLOCCARE I SUCCESSIVI CHE ARRIVERANNO (COME DA PROGRAMMA ELETTORALE) BENSI’ SE NE ATTENDONO E CI PREPARIAMO AD ACCOGLIERE NIENTEMENO CHE ALTRI 50.000 (CINQUANTAMILA, CINQUANTAMILA!!!). LO SAPETE DOVE DOVETE ANDARE???????????????????????????

  3. Maroni come Fini
    Maroni 1: “faremo del centro di Mineo un luogo d’eccellenza per gli immigrati da portare come esempio”. CON QUALI RISORSE?????????E di certo questo centro farà dire all’europa che noi già abbiamo la struttura per i fuggiaschi e sappiamo come fare, e siamo tanto bravi, quindi giustappunto è giusto che i clandestini se li tenga l’Italia, anzi: proprio per questo ne deve prendere anche altri.
    Maroni 2: “certe regioni hanno già una forte pressione di extracomunitari per cui a loro ne toccherà meno” TOCCAVA A TE LEVARCI DI TORNO LA GROSSA PRESSIONE DEGLI EXTRACOMUNITARI. INVECE NE MANDI ANCHE A CHI NE AVEVA MENO????????TRADITORE DEL VOTO E DEL MANDATO ELETTORALE.

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