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L'analisi

Ma tutto questo Giggino non lo sa…

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Mentre l’afa continua ad assediare le città, l’ultimo squillo di tromba conferma che l’autunno sarà ancora più caldo di questo finale d’estate: nel Mezzogiorno 400.000 posti di lavoro sono a rischio. Non era difficile prevederlo. In tempi non sospetti avevamo pronosticato quest’esito. Al Sud, infatti, il Covid ha mietuto meno vittime ma il fermo subìto da una struttura economica fragile – basata in gran parte sull’economia di prossimità – ha inciso sul livello di benessere più in profondità di quanto sia avvenuto laddove ogni giorno i morti si contavano a centinaia.

Il governo, per far fronte a una realtà che minaccia di diventare esplosiva, ha un disperato bisogno di soldi e di idee. Le due esigenze sono strettamente correlate. Conte e compagni dovrebbero saperlo, tant’è che nel tentativo di recuperare soldi e di sbarazzarsi delle idee velleitarie (quelle, per intenderci, che non hanno possibilità di essere realizzate nei tempi previsti), l’esecutivo ha messo nel mirino le risorse stanziate per le Regioni con i masterplan e i fondi europei, stabilendo che i denari che non hanno la possibilità materiale di essere impiegati entro il dicembre del 2021 per realizzare i progetti previsti, vengano ritirati e trasferiti a chi ha dimostrato maggiore solerzia e più efficienza.

Da parte di chi ci governa, tuttavia, questo tema più che al passato dovrebbe esser declinato al futuro. Ci sono infatti in ballo gli annunciati soldi del Recovery Fund, e dal loro utilizzo dipenderanno tanto la credibilità dell’Italia in ambito internazionale quanto la capacità del Paese di ripartire dopo una terribile crisi e, quel che più conta, i livelli occupazionali e di benessere di tanti nostri connazionali. E’ insomma un’occasione da non perdere, e proprio le disposizioni assunte dal governo nei confronti delle Regioni sull’utilizzo dei fondi europei dovrebbero servire d’ammonimento. I soldi non vanno solo ottenuti: bisogna dimostrare di avere le idee chiare su come impiegarli e la capacità di spenderli effettivamente.

A questo punto neri nuvoloni si addensano nel cielo terso del Belpaese. Le premesse non sono incoraggianti. Per ragioni di mera spartizione politica – cioè per quegli inciuci contro i quali i 5 Stelle sono nati, salvo poi praticarli senza remore una volta al potere – si è deciso che il ministero incaricato di raccogliere i progetti e trasferirli in un piano organico sia il Ministero di Giggino Di Maio: quello degli Affari Esteri.

La Farnesina è una delle strutture più solide di cui il Paese disponga. Nel corso della storia ha dimostrato di saper attraversare indenne (o quasi) burrasche paragonabili per pericolosità e rischi a quella che da ultimo ci ha investito. Inoltre, può certamente contare su funzionari bravi e dotati di senso dello Stato. Resta il fatto, però, che le specialità del ministero degli Esteri sono quelle delle relazioni e della negoziazione, mentre nei prossimi mesi servirebbe una struttura che sappia valutare e programmare in termini innanzi tutto socio-economici. Siamo proprio certi che nell’amministrazione centrale dello Stato non vi sia qualcosa di più adatto a occuparsene?

Ma tant’è. In questa sorta di concorso d’idee sulla ripartenza, gli Esteri hanno fin qui coinvolto tutte le amministrazioni centrali, poi sarà la volta delle Regioni. E progetti sono pervenuti anche dalle categorie produttive e dalle grandi imprese. Da quel che è dato sapere, le proposte fin qui avanzate ammontano a circa 600 miliardi. E’ lecito chiedersi con quale logica verranno scremate e trasferite in un piano integrato? Ed è lecito ritenere che il criterio negoziale e diplomatico possa privilegiare una distribuzione a pioggia – un po’ per uno per non scontentare nessuno – invece di una rigorosa scelta guidata esclusivamente da considerazioni di politica economica?

Tutto ciò fa da sfondo a un altro problema, per il risolvere il quale siamo quasi fuori tempo massimo: con quali modalità si potranno spendere i soldi che riceveremo. Se non si semplificano per tempo le procedure di spesa, l’Italia rischierà di dover restituire parte di ciò che le verrà assegnato: esattamente come il governo ha preteso dalle Regioni pigre o inadempienti. E poi, è necessario chiarire immediatamente come fare a trasferire queste risorse a imprese e soggetti non istituzionali, ai quali è stato richiesto di avanzare idee e progetti. Con le norme in vigore non è né facile né scontato, soprattutto se per questi soldi – come pare – varranno le norme comunitarie sugli aiuti di Stato, rafforzate dal fatto che a fine anno dovrebbe scadere il framework di cui, detto per inciso, l’Italia ha beneficiato assai meno della gran parte degli altri Stati membri dell’Unione.

Infine, andrebbe varata immediatamente una struttura che verifichi e monitori giorno dopo giorno la realizzazione dei programmi selezionati, evitando così il rischio della restituzione derivante dai ritardi di esecuzione.

A me pare che di tutto ciò non vi sia la minima consapevolezza. Giorni fa mi è capitato d’imbattermi in un tweet che ritraeva colui che in questa storia è in prima linea, il ministro degli Esteri, con un cartello: “Vogliamo treni veloci per il Sud”. Sarebbe sin troppo facile maramaldeggiare su quell’immagine: un uomo di governo non chiede una cosa simile, si adopera per realizzarla!

Ancora più grave, però, è che quell’immagine potrebbe divenire la metafora di un grande obiettivo strategico che, per inconsapevolezza, verrà tradotto in uno slogan privo di conseguenze reali. Di tale rischio, purtroppo, si intravedono tutti i lineamenti. Questo governo non ha consapevolezze, competenze, energie adeguate alla sfida storica che ci accingiamo ad affrontare.

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3 COMMENTS

  1. Caro Sen. Quagliariello,
    dunque, l’inadeguatezza (passata – in qualità di Min. del Lavoro e dello Sviluppo Economico – e presente, in qualità di Min. degli Esteri) al Ruolo Esecutivo “preteso” ed assunto, l’incompetenza e l’inesperienza dell’On. Di Maio non sono inferiori a quelle del Sen. Salvini, di altri Ministri vecchi e nuovi, nonché dello stesso presidente Conte.

    Lo Stato di Diritto prevede la Separazione dei Poteri ma, nella migliore delle ipotesi e/o delle circostanze reali, l’Elettorato Passivo, ottenuto il Mandato ad esercitarne uno dei tre (quello Legislativo) presume e pretende di poter contestualmente esercitarne anche un altro (quello Esecutivo). Se poi ciò è accompagnato dal retro-pensiero di una giustizia veloce e sommaria, siamo alle soglie de … (lo dica lei !)

    L’unico Correttivo a tale Arbitraria Degenerazione di tutto ciò che, in sé e per sé, era e rimane: “… ciò che è Vero, Nobile e Giusto sia oggetto dei vostri Pensieri” (San Paolo Apostolo) è ricondurre l’uomo all’Origine.

    Con meno di 5 Anni Legislativi alle spalle sarebbe bene non pretendere Assessorati e Presidenze nelle Giunte Regionali, tanto quanto con meno di 15 anni Legislativi alle spalle (5 nelle Regioni, 5 alla Camera e 5 al Senato) sarebbe bene non pretendere alcun incarico Ministeriale e/o la Presidenza del Consiglio.

    Sembrerebbe, dunque che:
    “… Loco a Gentile ed Innocente Opera oltre non v’è: non resta che far torto o patirlo !”.

    Vedremo.

    Io personalmente … “Godo che Re non sono, godo che chiusa mi è all’operate ogni via” (A. Manzoni, l’Adelchi) ma in compagnia di quel Re (Nostro Signore Gesù Cristo) che il pur controverso Papa Pio XI’ volle proclamare Re dell’Universo, l’11 Dicembre 1925, nel primo quarto del Secol Breve, contemplo la Giusta Visione di ciò che è in Cielo e sulla Terra !!!

    Amen !!!
    Pro Sit !!!

    Provi ad invitare tutti i Politici Cattolici (il Presidente Mattarella compreso) e non, a conformarsi se non proprio a Cristo Signore (come esortava a fare San Paolo Apostolo) perlomeno ai Motti Pontifici di tutti i “Dolce Cristo in Terra”, succedutisi sulla Cattedra di Pietro, dall’Unità d’Italia o dalla Breccia di Porta Pia in poi !!!

    Oppure inviti tali Politici Cattolici e non a provare a fare meglio di tutti tali Papi scegliendo ciascuno il proprio Motto Legislativo !!!

    Per facilitarla glieli elenco:

    Pio IX –
    Leone XIII – “Lumen in Coelo”,
    Pio X – “Instaurare omnia in Christo”,
    Benedetto XV – “In te, Domine, speravi; non confundar in aeternum”,
    Pio XI – “Pax Christi in regno Christi”,
    Pio XII – “Opus Iustitiae Pax”,
    Giovanni XXIII – “Obedientia et Pax”,
    Paolo VI – “In nomine Domini”,
    Giovanni Paolo I – “Humilitas”
    Giovanni Paolo II – “Totuus Tuus”,
    Benedetto XVI – “Cooperator Veritatis”,
    Francesco – “Miserando atque Eligendo”.

    La Saluto Cordialmente:

    Jaba Daba Lux,
    Jaba Daba Lex,
    Jaba Daba Dux !!!

    Object Oriented Analysis For Object Oriented Government !!!

  2. Indipendentemente da tutto quanto espresso nel commento precedente, come mai, in passato, quando il Parlamento Italiano decise quanti Legislatori Regionali dovessero essere eletti nei rispettivi Consigli Regionali delle Regioni a Statuto Ordinario, oppure quando l’Unione Europea decise la composizione del Parlamento Europeo, tali decisioni non vennero sottoposte a Referendum confermativo ???

    L’unica Riforma Costituzionale finora approvata da Parlamento e dalla successiva consultazione popolare è stata quella del 2001.

    Ma né Parlamento né Referendum produssero un consenso alla Riforma pari ai 2/3 dei votanti (Maggioranza Qualificata).

    E votò allora solo il 35% circa dell’Elettorato.

    Il Popolo delega i Parlamentari Italiani all’esercizio del Potere Legislativo ed i Parlamentari Italiani non raggiungendo la Maggioranza Qualificata rimettono la questione nelle mani del Popolo che o non esercita il Diritto di Voto oppure, se lo esercita, produce un esito finale che è, né più e né meno, quello prodotto dal Parlamento !!!

    Dov’è, in ciò, ciò che da lei stesso è auspicato: l’Esercizio Razionale del Potere (tanto Legislativo che Esecutivo) ???

    E’ il Popolo a ridurre la Politica a Moto Irrazionale di Coscienza o tal cosa comincia dalla Classe Dirigente ???

    “Il Verbo s’è fatto carne” non mai e poi mai traducibile in … “l’Irrazionalità è entrata nel mondo”.

    C’era già prima !!!

    Amen !!!
    Pro Sit !!!

    Object Oriented Analysis For Object Oriented Government !!!

  3. Caro Senatore Quagliariello,

    oggi, martedì 15 Settembre 2020, intervistato dal Tg5 delle 13.00, il nostro Eroe “Giggino u’ Guappe Farnesino”, non avendo altri argomenti ragionevoli per giustificare il Sì al Referendum del prossimo 20 e 21 Settembre, blaterava circa un possibile adattamento del Numero di Parlamentari Italiani a quello di altri Parlamenti Nazionali Europei, compreso quello Britannico, da lui ridotto a Parlamento Inglese.

    Ora è bastato a me come basterebbe a chiunque leggere sul Web le pagine di Wikipedia dedicate alla Camera dei Comuni (650 membri) ed alla Camera dei Lord (772 membri) Britanniche per rendersi conto che “u’ Guappe Farnesino” non sapeva di cosa stesse parlando !!!

    Le chiedo:

    tali Gaffes sono un Problema solo per lo Schieramento del Sì al prossimo Referendum o sono un Problema per l’Italia e la sua Rappresentanza Diplomatica nel Mondo ???

    Ed i Pastori Laici ed Ecclesiali di tale Pecorella “Rampante” e Smarrita quando lo riconducono all’Ovile del Buon Senso ???

    Ahh, Saperlo, Saperlo !!!

    Jaba Daba Lux,
    Jaba Daba Lex,
    Jaba Daba DuDuDuDù,
    DuDuDuDu’,
    DuDuDuDu’,
    DuDuuuXXX !!!

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