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Mai come ora: San Benedetto proteggi l’Italia e l’Europa

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Sono le 12 del primo giorno di primavera e a Montecassino le campane suonano a lungo, con l’insistenza delle grandi occasioni. Non è il solito rintocco di mezzogiorno, ma l’invito a sollevare lo sguardo al cielo verso il punto più alto dell’Abbazia. È lì, dalla loggia che domina la vallata, che il padre abate stringe tra le mani la sacra reliquia di San Benedetto da Norcia e affida, per sua intercessione, tutta l’Europa a Dio.

È la prima volta nella storia che viene “scomodato” il Patrono d’Europa e le sue spoglie. Siamo in guerra, i bollettini giornalieri sono tutt’altro che rassicuranti. Non va tutto bene. E non sappiamo se le cose andranno secondo le nostre aspettative. È chiaro che Dio non ha bisogno dei nostri appelli per ricordarsi dell’Uomo, Lui è già qui. Il gesto commovente dell’Abate serve, forse, più a noi che all’Onnipotente. È a noi che tocca scegliere, nella consueta libertà che ci è accordata, con chi allearci per vivere questo buio. E se affrontarlo da figli o da disperati. L’Abate ha gridato, per noi, il nostro “sì”, affidandoci.

Questo marzo è amaro, ci ha avvicinato alla morte e alla sofferenza a causa di un maledettissimo virus che si è abbattuto con la violenza di un temporale. Con questa pioggia di primavera, per dirla con T.S. Eliot, si stanno risvegliando “le radici sopite”, mantenute al caldo dall’inverno che, con “immemore neve”, tutto ovatta e nasconde. Le nostre radici, troppo spesso sotterrate e dimenticate, hanno a che fare con il Cristianesimo, di cui Benedetto da Norcia ne è il vessillo. Il monaco che fece l’Europa.

Benedetto, dopo la caduta dell’impero romano e la crisi di una civiltà, suscitò, con i suoi monasteri, una nuova unità spirituale e un fermento culturale che partiva dalla fede cristiana condivisa dai popoli del nostro continente. Oggi siamo costretti a casa, nei nostri monasteri 2.0. Forse siamo chiamati a ripartire da una “Regola” perché questo tempo non sia vano e non vada sprecato. Il Papa emerito, in tempi non sospetti, contrapponeva l’“autorealizzazione facile ed egocentrica, oggi spesso esaltata”, all’ “impegno dei discepoli di san Benedetto, ossia la sincera ricerca di Dio” ed invitava tutti ad “un rinnovamento etico e spirituale da attingere alle radici cristiane del Continente”.

San Benedetto da Norcia, nostro patrono, ci indichi la strada.

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