Manovra, il Cav. pronto a incontrare i governatori ma non a modificare i saldi
28 Giugno 2010
La partita con le Regioni sulla Manova 2010-2011 potrebbe riaprirsi. Lo chiedono, in una lettera inviata al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, i presidenti della Regione Lazio Renata Polverini, della Campania Stefano Caldoro, della Calabria Giuseppe Scopelliti, del Molise Michele Iorio, e dell’Abruzzo Giovanni Chiodi. E da San Paolo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, assicura che il governo "rivedrà la finanziaria". Poi la smenita di Bonaiuti: "Ha detto solo che incontrerà i governatori".
Ma al di là delle interpretazioni sulla volontà del presidente del Consiglio, è in ogni caso arrivato subito il plauso del governatore del Veneto Luca Zaia: "Siamo certi che, per la storia dalla quale proviene, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi saprà ascoltare le Regioni e aiuterà le amministrazioni a ridurre gli sprechi a ogni livello, a partire – ha sottolineato l’ex ministro dell’Agricoltura – dall’amministrazione centrale dello Stato".
Nel frattempo oggi si è registrata l’ennesima offensiva da parte della totalità dei governatori contro la manovra. A fissare i paletti per smentire con forza possibili incrinature tra i governatori – dopo l’apertura al governo dei presidenti di Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Calabria – è stato ancora una volta Roberto Formigoni: "La posizione delle Regioni è unanime – ha spiegato – e chiediamo di cambiare la manovra in un’ottica di responsabilità", quindi "è inutile che qualcuno cerchi di fare il furbo e cerchi di vedere distanze che non ci sono". E riferendosi anche a quanto dichiarato ieri a Toronto dal presidente del Consiglio, che ha ribadito la presenza di molti sprechi all’interno delle amministrazioni regionali, provinciali e comunali, Formigoni ha rammentato: "Capisco che non si voglia accettare il fatto che le Regioni siano unanimi nel chiedere al ministero del Tesoro un cambiamento profondo di questa manovra", ma ci si deve ricordar "di chi in questi anni ha lavorato bene".
A confermare la compattezza delle posizioni ha contribuito anche il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, il quale, anch’egli da Milano, ha spiegato che l’iniziativa dei presidenti delle 5 Regioni del centro-sud è legata "al piano di rientro sulla sanità". Un chiarimento che gli è servito per ricordare al Governo che le Regioni sono pronte a restituire le deleghe conferite loro dalla legge Bassanini.
Altra conferma alla tenuta del fronte delle Regioni è venuta quindi dal presidente del Molise e vice di Errani alla Cinsedo Michele Iorio e dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, secondo la quale "Berlusconi ha ragione", ma "la manovra crea ulteriori problemi alle regioni del centrosud, già sottoposte a piani di rientro molto penalizzanti"
L‘affondo delle Regioni I governatori sollecitano un tavolo di confronto ritenendo "quanto mai opportuno ripristinare un dialogo costruttivo non solo in merito alla grave crisi che attanaglia il Paese, ma anche tenendo conto delle specifiche condizioni di svantaggio in cui versano alcune Regioni". Con questa lettera i presidenti chiedono attenzione "in considerazione delle pesanti e gravi eredità lasciate ai rispettivi territori dalle passate amministrazioni, che già li penalizzano, e a cui si sta facendo fronte con concrete azioni di risanamento". Sono anche queste le questioni sulle quali i presidenti vogliono confrontarsi con il ministro Tremonti per verificare insieme le soluzioni migliori. Ieri la presidente del Lazio Polverini aveva incontrato a Napoli il collega della Campania Caldoro, un incontro sui temi della manovra che lascerebbe prefigurare secondo qualcuno un asse tra le due Regioni. Polverini, in particolare, sarebbe uno dei governatori più convinti della necessità di ripartire dal confronto ma sottolineando nel contempo la situazione di partenza dei singoli enti.
Berlusconi: "Rivedremo la manovra" "Rivedremo la manovra". È importante il messaggio che Berlusconi fa arrivare dal Brasile alle Regioni che insorgono contro i tagli previsti dalla manovra e chiedono un incontro con il premier. Al suo arrivo a San Paolo, il presidente del Consiglio dedica poche ma decisive battute alla questione sollevata da Roberto Formigoni e aggiunge a quel "rivedremo la manovra" quello che appare come un invito a tornare in altra sede su un argomento così delicato. "Vediamo, ma adesso siamo qui", e dunque, fa capire, questioni come queste vanno rimandate al ritorno in Italia per la messa a punto.
Smentita di Bonaiuti "Il presidente del Consiglio Berlusconi ha risposto con un sì alla domanda se intenda incontrare le Regioni, ma quel sì non si riferiva certo alla possibilità di rivedere neanche su quel punto una manovra già delineata. Le riprese televisive posso confermare quanto stiamo asserendo". Lo dichiara il sottosegretario Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi.
Errani: "Riequilibrare la manovra" "Le Regioni sono unite, vogliono fare la propria parte e lavorano nel pieno rispetto del principio della leale collaborazione istituzionale. Il 30 giugno lo spiegheremo alle forze economiche e sociali, e sarà anche avviato un confronto con i Comuni e le Province", spiega Errani osservando che "la delegittimazione in corso dell`istituzione regionale rafforza la nostra compattezza. Non si tratta di difendere un livello istituzionale rispetto ad altri. Si tratta di difendere i cittadini e per questo la manovra va più equamente ripartita. Le Regioni quindi ribadiscono la richiesta di incontro con il premier sulla manovra, e continuano a credere che sia indispensabile un suo riequilibrio. E’ pertanto urgente proseguire il confronto con il Governo". Secondo Errani, "è a rischio lo sviluppo, l’occupazione, la qualità di servizi essenziali per i cittadini. Dare una mano all’economia territoriale significa far ripartire il Paese. E’ nostro compito istituzionale far sì che si continuino a garantire servizi di primaria importanza, quali il trasporto pubblico locale, la tutela dell`ambiente, la protezione civile, il mercato del lavoro o gli incentivi alle imprese".
Formigoni: "Pronti a restituire le deleghe" "Siamo tutti pronti a restituire le deleghe", puntualizza il presidente della Regione Lombardia a SkyTg24. Secondo Formigoni "non va concepito come un gesto di polemica. Noi siamo una parte della Repubblica italiana e vogliamo contribuire con le nostre idee, con le nostre proposte a disegnare una manovra che è indispensabile, ma nella quale i sacrifici vanno ripartiti in maniera equa tra tutti i comparti". "La nostra – aggiunge – è una proposta positiva di collaborazione al governo nel disegnare una manovra più sostenibile da parte di tutti i cittadini". Certo, prosegue, "i saldi non devono essere cambiati e noi regioni siamo pronte a fare la nostra parte, ma se si vanno a tagliare i contributi per il trasporto pubblico locale, per le imprese noi diciamo che si mettono in discussione comparti fondamentali della spesa pubblica".
