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L'uovo di giornata

Maradona, il genio, le cazzate. E il Dio del cielo.

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Condivido con gli amici dell’Occidentale alcune considerazioni a margine di una polemica familiare

“Dio del cielo Signore delle cime / Un nostro amico hai chiesto alla montagna / Ma ti preghiamo, ma ti preghiamo / Su nel paradiso, su nel paradiso / Lascialo andare / Per le tue montagne”.

E’ l’inizio di un canto alpino che s’intona quando uno dei loro – come usano dire con bellissima espressione – è “andato avanti”. Quando ho appreso della morte di Diego, immediatamente, mi è venuto in mente quel canto.

Maradona con il pallone è stato un grande, un artista, un genio assoluto. In campo si trasformava. Si liberava di sé stesso, del suo corpo non proprio favorito dalla natura, delle proprie colpe e dei sensi di colpa. Diventava un altro.

Il genio, per definizione, non è mai un modello. Non può esserlo. Sconta l’abissale distanza che passa tra quel microcosmo straordinario nel quale si esprime la sua genialità e il resto dell’esistenza dove devono valere per lui le regole che valgono per tutti; dove la cosa eccezionale – datemi retta – è di essere normali.

La distanza fra queste due dimensioni fa male. Diviene a volte insopportabile. Ed è per questo che spesso – assai spesso – i geni finiscono per farsi male e per far male agli altri. Soprattutto a quelli che gli sono più prossimi. Gli esempi si sprecano e valgono per la poesia, per la letteratura, per la musica e per la pittura. Valgono persino per la scienza dove il razionale dovrebbe godere di un primato assoluto.

La stessa regola vale per il calcio. Per questo, vorrei che il Dio del cielo conceda a Maradona, su nel paradiso, di correre all’infinito su un campo d’erba con la palla al piede, finalmente libero da quel peso insopportabile che lo opprimeva fuori dal rettangolo di gioco dove avrebbe dovuto essere “normale”; quel peso che gli ha fatto fare tante irrimediabili cazzate come lui stesso, con onestà fanciullesca, ha ammesso. Qualche benpensante continuerà a storcere il naso ma io credo che lassù capiranno.

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1 COMMENT

  1. Ha distribuito a miliardi di persone bellezza e genio come un’opera d’arte e per questo le immagini delle sue prodezze saranno viste da generazioni e non è che Caravaggio fosse uno stinco di santo

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